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Boards of Canada e l’alieno dentro di noi

Stile, moda e costume

Boards of Canada e l’alieno dentro di noi

C'è spazio d’azione per un artista. Colpisce le persone anche se non si considerano religiose. Nessuno vuole accettare che siamo solo una colonia di organismi che sfrecciano nel vuoto su una palla di roccia. Immagino che sia così, che l'individuo più razionale non voglia che le

Enrico Marani12/09/2025Aggiornato 12/09/20255 min lettura1.079 parole

C’è spazio d’azione per un artista. Colpisce le persone anche se non si considerano religiose. Nessuno vuole accettare che siamo solo una colonia di organismi che sfrecciano nel vuoto su una palla di roccia. Immagino che sia così, che l’individuo più razionale non voglia che le sue convinzioni siano completamente confermate. È nella natura umana perseguire cose spirituali o fantastiche, per qualsiasi motivo, è per questo che ci piacciono l’arte e l’evasione, no? Agli esseri umani piace sentire che c’è uno scopo, anche se non c’è!

Marcus Eoin

Chi lo dice che gli alieni siano su un altro pianeta? Non potrebbero essere sulla terre in dimensioni parallele a quella umana, in dimensioni spazio temporali a noi inaccessibili, negli abissi oceanici o dentro al nostro corpo? Sono ossessioni che la fantascienza ha coltivato e coltiva. La prima domanda sugli alieni assilla chi scrive è sul grado evolutivo di presenze diverse da quella dell’homo sapiens. Come sarà la loro mente? La loro organizzazione contemplerà la violenza? Saranno riusciti a costruire un senso al loro esserci? Oppure anche loro vivono consapevolmente o inconsapevolmente l’angoscia di essere solo “una colonia di organismi che sfrecciano nel vuoto su una palla di roccia.“? La questione del senso è centrale, da lì non si sviluppano solo le narrazioni religiose, ma anche politiche, nazionalismi, senso di identità e appartenenza e altri sogni costruttivi e distruttivi.

Cosa c’entra questo affastellarsi di pensieri con la musica? Oggi (((RadioPianPiano))) racconta i Boards of Canada, un duo di fratelli scozzesi non molto prolifico, ma con uno stile molto definito e un suono che non esiterei a definire alieno. I nostri sono “caduti sulla terra” come il Bowie del film. La loro musica dei non è celestiale, ma, come nelle derive in cui la coscienza si altera, i suoni si ripetono, si amplificano e grappoli di note sbattono entrano nei timpani in echi lontani. I suoni? I suoni sono sporchi, suoni ovattati, arrivati al cervello attraverso un cuscino o dimenandosi in una foresta di decibel oppure schiacciati dal silenzio di un luogo deserto.

Benvenuti nel mondo dei Boards of Canada dove i viaggi nel tempo sono possibili: sembra di essere nella soundtrack di un documentario degli anni 70 o della serie televisiva “Ai confini della realtà”. Non a caso in questo video ufficiale di un loro brano i due fratelli Boards of Canada ci propongono immagini del salto del Colonnello Joseph William Kittinger da un pallone aerostatico nel 1960 dalla modesta altezza di 31.333 metri. Sentite sul palato un certo sapore di Super 8 e Polaroid ? Ecco vi state sintonizzando.

Quel che affascina della musica di Marcus Eoin e Michael Sandison è il suo carattere alieno, il raccogliere suoni terrestri, ma con un approccio estraneo al sistema solare. Suoni ovattati che anche quando contengono voci umane sembrano provenire da epoche remote ormai dissolte e luoghi sconosciuti. Case abbandonate, abitate da fantasmi, qualche insetto e polvere del deserto sono lo spartito ideale per il duo scozzese.

Siamo catapultati in una dimensione cosmica, dove quel che appare si mostra secondo coordinate incomprensibili ed a noi resta lo stupore, la trance, magari persi ad osservare il mistero della moka del caffé gorgogliante. Ricordate quello scatolone che avete aperto in solaio o in garage da cui sono emersi oggetti e ricordi di epoche svanite ed evaporate? Concedevi questo bel video, dove l’impermanenza regna e si tocca il sapore di vite passate in un viaggio che è anche metafisico. La visione? In cinemascope ovviamente.

Dopo questo viaggio tra sabbia, vento e vite di uomini e donne ora scomparsi, non sentite nell’aria un’atmosfera di mistero? La musica dei Boards of Canada non è raffinata, non è costruzione melodica particolare o virtuosa, eppure tra le pieghe di questi spifferi di rumore bianco si nascondono fascinazioni cinematografiche, echi di una dimensione sacra e misteriosa. Non sorprendetevi quindi se Thom Yorke ama la musica dei due scozzesi: tra alieni ci si intende…

L’indefinito infinito resta intrappolato tra queste linee di sintetizzatore ed è indubbiamente una magia. La musica si fa liquida, morbida e possiamo immergerci in un amplesso sonoro, cercando il sacro e il mistero, ma non osservando le gesta dal buco di una serratura o di una finestra socchiusa, ma immergendoci nostro malgrado tra i suoni particolari di queste musiche.

Sono composizioni ripetitive, ossessive, calate in una dimensione interiore, nel lato oscuro che avvolge anche il quotidiano, tra percezioni distorte dove la normalità evapora, sequenze ritmiche ed elegie spaziali con spezie sintetiche. La playlist è ormai alle porte e mai come ora vogliamo esser catapultati oltre il presente, oltre il chiacchiericcio, superando l’incontro con l’altro come pericolo e minaccia. Il distanziamento dei cuori è aridità per l’anima, chiudiamo gli occhi e precipitiamo in noi stessi per ritrovarci.

CLICCATE QUI e lasciatevi andare nel flusso dei Board of Canada,  come ci si abbandona alla corrente di un fiume con una selezione di brani come sempre originale curata per voi da (((RadioPianPiano))).

Forse una famosa poesia può essere il viatico per comprendere meglio questi suoni e dargli una veste letteraria? Facciamo anche questo tentativo, visto che per i Boards of Canada è lecito parlare di poesia sonora.

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Boards of Canada minisito dell’etichetta

Discografia

Wiki

Archivio di (((RadioPianPiano)))


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