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Israele o dello sdoganamento delle fake news

Antisemitismo

Israele o dello sdoganamento delle fake news

Io non so se questa signora, questa Chantal Meloni, sapeva di propalare una menzogna quando sul Corriere della Sera di ieri scriveva che a Gaza – cito testualmente – “si stima” che “14 mila bambini possano morire di fame in queste ore”. Non è mai esistita

Iuri Maria Prado25/05/2025Aggiornato 24/05/20253 min lettura477 parole
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Io non so se questa signora, questa Chantal Meloni, sapeva di propalare una menzogna quando sul Corriere della Sera di ieri scriveva che a Gaza – cito testualmente – “si stima” che “14 mila bambini possano morire di fame in queste ore”. Non è mai esistita questa presunta stima.

E non solo non è mai esistita, ma la vociferazione che la dava per esistente è stata smentita formalmente e diffusamente, da molti giorni, da molto prima che il Corriere della Sera decidesse di divulgarla nuovamente in questo modo.

Dunque dicevo che non so se questa signora, questa Chantal Meloni, sapeva di divulgare non solo una notizia inveritiera, ma una notizia inveritiera il cui carattere inveritiero era documentato e denunciato ampiamente. Se lo sapeva è una disinvolta divulgatrice di notizie false. Se non lo sapeva è una sprovveduta le cui sprovvedutezze non dovrebbero essere accreditate dal primo quotidiano d’Italia.

E siamo appunto – passando dalla compilatrice della notizia falsa al mezzo di comunicazione che l’ha propalata – siamo appunto al giornale che lo ha fatto, il Corriere della Sera. A proposito del quale non ha neppure senso domandarsi se sapeva o no di pubblicare un articolo che recava quella bufala clamorosa.

Perché se si può perdonare (si fa per dire, ovviamente, perché è una concessione puramente graziosa) se si può perdonare a quella signora di essere alternativamente una disinvolta divulgatrice di notizie false o una sprovveduta che le divulga non sapendo che sono false e non sapendo che ne è stata accertata la falsità, ecco, se si può perdonare tutto questo, davvero non si può perdonare il giornale che pubblica una cosa simile.

Perché è – o almeno dovrebbe essere – un giornale. Che se pure non avesse saputo di pubblicare una notizia falsa non potrebbe invocare di non averlo saputo. Perché un giornale non può non saperlo senza smettere di essere un giornale e senza diventare una velina da tunnel.

Aggiungiamo questo. Le notizie false come questa sui 14 mila bambini a rischio di morte per fame nelle prossime ore – anzi “in queste ore”, come ha scritto il Corriere – sono le notizie cui segue l’assassinio di due ragazzi ebrei a Washington.

Non porta solo disinformazione un giornalismo come questo. Porta violenza. Porta morte.


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5 pensieri su “Israele o dello sdoganamento delle fake news

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Volendo, senza tirare per la giacchetta chicchessia, ci sarebbero gli estremi per denunciare il direttore, l’editore ma anche la portavoce dei propal

  2. Enrico Marani dice:

    Perché non si fanno entrare giornalisti internazionali di AP o Reuters per esempio o altri a Gaza come accade in tutti gli altri teatri di guerra sul pianeta? Questo divieto non favorisce poi il diffondersi di notizie false?

    Questo blocco degli inviati di guerra non è un grosso errore?

    • blogdibarbara dice:

      E al primo giornalista che viene impallinato – non importa da quale parte – si scatenano istantaneamente le Erinni a strillare contro Israele assassino di giornalisti. Qua c’è gente che pretende non solo la botte piena e la moglie ubriaca, ma anche, contemporaneamente, i grappoli sulle vigne e i soldi del vino indietro.

      • Enrico Marani dice:

        Ci sono e ci sono stati giornalisti terzi in Siria e su tutti i più pericolosi teatri di guerra. Alcuni impallinati e altri rapiti: nessuno li obbliga ad entrare, lo stesso Bob Capa è saltato in aria su una mina in Vietnam.

        Ci si lamenta delle continue e quotidiane fake news di Hamas e di chi le amplifica? È un fatto che dette fake news stanno alimentando l’estremismo ed il terrorismo e destabilizzando interi stati Occidentali? Affermativo. Forse che abbiamo dimenticato il messaggio di Khamenei agli studenti pro-pal che occupavano le università USA? No. Come se ne esce?

        Non certo andando avanti così, perché così scoppierà un problema dietro l’altro in Francia e UK in particolare, ma anche in altre parti d’Occidente, problemi alimentati dalle fake news. Hamas sta vincendo la guerra dell’informazione. Lei intende lasciar campo libero ad Hamas, ma soprattutto ad Iran, Qatar e Russia nell’infosfera?

      • blogdibarbara dice:

        Il fatto è che le notizie autentiche e documentate ci sono, ma giornali e televisioni e social media e una buona parte del pubblico preferiscono bersi le balle di hamas: la presenza di giornalisti non cambierebbe niente, esattamente come non cambiano niente i video dei massacri del 7 ottobre girati dagli stessi terroristi mentre li eseguivano, che vengono regolarmente bollati come falsi: non nascondiamoci dietro un dito per favore.

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