Germania
Cronache berlinesi di un lungo finesettimana elettorale
La prima cosa che appariva chiara già dal pomeriggio del sabato berlinese di vigilia delle elezioni politiche tedesche forse più importanti degli ultimi 40 anni, era proprio l'assenza di tedeschi per strada. Di sicuro il recente attentato che stava costando la vita a un turista spagnolo,


La prima cosa che appariva chiara già dal pomeriggio del sabato berlinese di vigilia delle elezioni politiche tedesche forse più importanti degli ultimi 40 anni, era proprio l’assenza di tedeschi per strada. Di sicuro il recente attentato che stava costando la vita a un turista spagnolo, avvenuto poche ore prima tra i 2700 parallelepipedi di pietra a onorare il luogo simbolo dell’Olocausto posto al centro della capitale ha influito su quell’assenza.
I cittadini tedeschi si preparavano al voto consapevoli che l’aggressore era uno sbandato di soli 19 anni proveniente dalla Siria, ma accolto secondo l’orientamento inclusivo voluto dalla ex cancelliera cristiano democratica Angela Merkel. Un fondamentalista regolarmente residente in Germania, sia pure non proprio intenzionato a cantare Uber alles, bensì – così come dichiarato ai poliziotti che l’hanno arrestato – ad “ammazzare ebrei”.
Come pure sull’inusuale assenza di voci in Alexander platz ha influito lo sciopero dei mezzi pubblici indetto già dal giorno prima, ma proseguito di fatto ancora nel pomeriggio successivo con nuovi ritardi generalizzati, dovuti però alla coincidenza di due manifestazioni politiche di segno opposto, ma regolarmente autorizzate nonostante il voto imminente.
Consapevoli i cittadini tedeschi che, ancora per il momento, la Polizei nel loro Paese viene pagata con le loro tasse, per far rispettare la loro Legge, secondo le regole che prevede la Legge, senza timore di venire accusati di razzismo quando si ricorre alla forza consentita loro dalla Legge stessa. Una forza proporzionata all’offesa: comprendente anche la vita di chi attenta alla vita degli altri, senza timore di finire alla sbarra in qualità di assassini.
Schierati da una parte, nei pressi della porta di Brandeburgo sempre nel sabato neppure troppo freddo, nonostante la neve recente e le rive della Sprea trasformate in piste ghiacciate, su cui fenicotteri e germani s’impegnavano in improbabili prove di stabilità, almeno 1000 appartenenti alla sinistra berlinese, tra cui Femministe, Queer e Antifa.
Dall’altra, dirottati verso Hauptbahnhof (la stazione centrale), un centinaio – scarso, o abbondante, secondo chi è protagonista della narrazione – di bambini (non ragazzi, ma nelle sembianze proprio bambini), della BAD – Alleanza Civile per la Germania – una formazione di estrema destra che non ha nulla a che spartire con AfD. Per metterli in scacco non serve molto: è sufficiente una Frau di rosso vestita, che li affronta da sola. Un mazzo di fiori in una mano, nell’altra regge un cartello col quale invita i neonazisti in fasce – “perché queste persone devono vederselo davanti” – a “combattere l’antisemitismo e a leggere un libro, o due”.
Per poi scivolare tutti insieme nella domenica del voto: che si concluderà alle 18 e che fuori Berlino, soprattutto nelle zone rurali, oltre che nelle scuole e nelle sedi comunali, si svolgerà anche nelle case private, nelle associazioni e persino nelle birrerie. Stephan e Bernardette (giuro che il nome non è di fantasia) sono appena usciti dalla messa delle 11 celebrata presso la chiesa cattolica dello Spirito Santo, nel quartiere di Prenzlauer (ex DDR), mezz’ora a piedi da Alexander.
Come tutte le domeniche stanno gestendo il caffè servito ai fedeli sul sagrato, insieme a una fetta di torta fatta in casa. Sulla facciata dell’edificio, proprio davanti al rosone, uno striscione con una frase che in altri tempi sarebbe stata forse giudicata in odore di eresia: “Con il cuore e con un atteggiamento favorevole alla democrazia e alla carità”. Più che un precetto catechistico, una linea programmatica e partitica: il partito dei vescovi cattolici tedeschi, che senza giri di parole hanno ammonito i fedeli elettori. Non più: “votate per un partito che sia democratico e cristiano”, non più minacce che “Dio nel seggio vede dove metti la croce sulla scheda”, bensì – più pragmatici – «Afd è incompatibile con la democrazia e i valori cristiani».
Poi è arrivata la prima ondata di risultati dopo la chiusura delle urne. Consapevoli gli elettori tedeschi che l’economia del proprio Paese è ormai a pezzi, che l’influenza tedesca in Europa è diventata quanto meno precaria, che i liberali non fanno più i liberali e che una donna su due ii Germania non riesce più a mantenersi con il proprio lavoro, al padreterno non hanno chiesto miracoli. Soltanto di chiudere un occhio.
Lunedi i giochi si sono chiusi più o meno definitivamente, con un tedesco su 5 che ha votato l’Alternativa per la Germania, ma che non si riesce a sapere chi sia. AfD insomma, come a suo tempo Forza Italia dopo il primo successo, a giudicare dagli exit pool avrebbe superato il 20 percento dei voti, senza però che nessuno l’abbia votata.
Di sicuro, per ora, non governerà il Paese che è prossimo alla nuova, sempiterna, Grande Coalizione, ma neppure farà l’opposizione all’insegna del saluto romano. Faranno bene a capirlo in fretta Popolari e Socialdemocratici, altrimenti gli ammiratori di Alice Weidel al prossimo giro potrebbero persino perdere la loro timidezza.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Condividi








Complimenti all’autore e a ‘Inoltre’ per questo flash sociologico (ed ecologico) sul comportamento dei berlinesi in un momento così importante, non solo per loro, ma per tutta l’Europa.
Grazie per questo reportage che parte, come dire, dalle strade e diventa una analisi secca. Complimenti!