Antisemitismo
Delusi e dimenticati: l’amarezza di chi è rimasto fuori dalla lista di proscrizione
C'è un'amarezza sottile che serpeggia in certi ambienti in questi giorni. Non è la preoccupazione per il futuro del pianeta, né l'ansia per l'inflazione. No, il cruccio è più intimo, più bruciante: la mancata inclusione nella lista degli "agenti sionisti" pubblicata con mirabile zelo dal Nuovo Partito Comunista Italiano sul proprio sito web. Consultare l'elenco è un'esperienza



C’è un’amarezza sottile che serpeggia in certi ambienti in questi giorni. Non è la preoccupazione per il futuro del pianeta, né l’ansia per l’inflazione. No, il cruccio è più intimo, più bruciante: la mancata inclusione nella lista degli “agenti sionisti” pubblicata con mirabile zelo dal Nuovo Partito Comunista Italiano sul proprio sito web.
Consultare l’elenco è un’esperienza quasi sociologica. Si scopre un mondo, si apprezzano i criteri di selezione, evidentemente frutto di un’analisi geopolitica finissima. C’è il collega Iuri Maria Prado, di cui ammiriamo le capacità di infiltrazione. C’è persino Peppe Provenzano, la cui presenza ha suscitato l’acuta osservazione di un altro collega: “Provenzano agente sionista è più o meno come darmi dello sfegatato juventino”, lui grande cuore granata. È la prova di un lavoro di intelligence che non si ferma alle apparenze, ma scava nell’insondabile, là dove un insospettabile dirigente del PD può nascondere la sua vera natura.
Eppure, nonostante l’impegno profuso da questi camerati nell’arte della delazione digitale, qualcosa è andato storto. L’elenco è incompleto. Mancano nomi, mancano volti. E questo, francamente, delude. Dopo anni passati a esprimere opinioni, a scrivere, a commentare, ci si aspetterebbe un minimo di riconoscimento. Invece, niente. Si resta nell’anonimato, esclusi dal club di chi conta.
Certo, l’iniziativa ha un fascino retrò, quasi filologico. Queste liste di proscrizione, ornate a volte di indirizzi email privati, foto e “suggerimenti” per i lettori più volenterosi, evocano un rigore organizzativo che pensavamo perduto con il Ventennio. È la rinascita di un’arte antica, quella dell’indice puntato, della gogna pubblica come strumento di igiene politica. È un’operazione che richiede meticolosità, un disprezzo per quisquilie come la privacy e, soprattutto, un’incrollabile fede nella propria rettitudine. Si compila un elenco di persone da odiare, si espongono al pubblico ludibrio, e lo si fa, naturalmente, in nome di un mondo più giusto e libero.
È la bellezza del paradosso dialettico, un concetto che evidentemente a questi compagni è caro: si reclama la libertà come un vessillo, per poi usarlo come una clava sulla testa di chiunque osi pensare in modo diverso. Si calpesta il diritto all’opinione in nome della liberazione dei popoli. È una logica ferrea, inattaccabile nella sua circolare e cieca stupidità. Un odio così puro, così privo di giustificazioni razionali, da diventare quasi un oggetto di studio astratto.
Di fronte a tale svista, a questa dolorosa esclusione, l’inazione non è un’opzione. Il silenzio sarebbe una resa. Per questo, dopo un breve consulto tra agenti sionisti mancati, si è deciso di passare alle vie formali. È in preparazione una PEC di denuncia, che però non chiederà la cancellazione degli altri, ma l’immediata rettifica e il nostro inserimento.
È una vera e propria domanda di iscrizione. Perché va bene tutto, la lotta, l’odio, la delazione. Ma la trascuratezza no. Questi gaglioffi ci hanno tenuto fuori, e la cosa non finisce qui. Speriamo che il loro Comitato Centrale prenda atto della nostra protesta e ponga rimedio a questa incresciosa dimenticanza. Un po’ di serietà, suvvia.
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E io allora? Io che ho la casa piena di bandiere israeliane? Io che in vent’anni di blogging ho postato almeno un paio di migliaia di post sul tema? Io che ho fatto 17 viaggi in Israele? Io che ho collaborato a pubblicazioni sioniste online? Dov’è il mio nome, eh?
Vero che in passato ho goduto dell’attenzione di varie associazioni propal e naziste, fra cui quel tale – che non so se mi tenga ancora sotto osservazione – che porta fieramente il nick “il derattizzatore” (domanda difficilissima: indovinare chi siano questi “ratti” che lui si propone di sterminare), con tanto di foto mie pubblicate nei loro siti, e sono stata fatta omaggio, oltre che di vagonate di insulti, anche di qualche minaccia di morte, ma adesso, proprio adesso che non si tratta più di scalcinati dilettanti bensì di roba seria, non mi c**a più nessuno?! Tutto questo lavoro per niente?! Davvero, non lo so se la mia vita abbia ancora un senso… Ci dovrò pensare su. Vi prego, se la delusione dovesse avere la meglio e indurmi a decidere un gesto estremo, ricordatemi almeno voi.
Buongiorno Barbara.
Ma cosa mi dice? La sua vita è preziosa e non la deve mai mettere in discussione. Lei sta facendo un lavoro egregio, faccia sentire sempre la sua voce. Per le minacce e le violenze c’è la pubblica sicurezza c’è il lo strumento della denuncia.
E per favore condivida sempre con noi la sua belle parole.
Alessandro
Credo che vi sia anche della diffamazione. Accomunare i politici, gli uomini della cultura ecc, agli affaristi e speculatori non è poco. Ma, peggio, riferire che tutti i proscritti sostengono “l’opera di colonizzazione e di pulizia etnica” mi pare che scada nella diffamazione, riferendo una presunta adesione (ma riferiscono l’opinione di chi non conoscono nemmeno?) delle “Entità Sioniste” (ùmmaronna!) a quelle attività (che loro presumono essere in atto e spacciano come un dato di fatto)
Mi sento offeso di non essere stato consultato come agente sionista mancato! ?
Top!! Perculare certe gran teste di mi####a equivale anche a combatterle!!