\n\n\n\n\n\n

Donald Trump straparla ma i fatti gli daranno (quasi sempre) torto

Donald Trump discute con un leader europeo: diplomazia e tensioni nella politica estera USA.

USA

Donald Trump straparla ma i fatti gli daranno (quasi sempre) torto

Seguire il filo dei ragionamenti di Donald Trump è sempre più un rompicapo. Ed è verosimile che lo sia anche per lui se è vero che, nelle ultime ore, Trump ha prima detto che forse il deal con i russi non funzionerà?, poi durante la visita

Donald Trump discute con un leader europeo: diplomazia e tensioni nella politica estera USA.
Stefano Piperno28/02/2025Aggiornato 26/05/20255 min lettura955 parole

Seguire il filo dei ragionamenti di Donald Trump è sempre più un rompicapo. Ed è verosimile che lo sia anche per lui se è vero che, nelle ultime ore, Trump ha prima detto che forse il deal con i russi non funzionerà?, poi durante la visita del primo ministro britannico Keir Starmer, ha risposto che “l’accordo di pace si farà”.

Poi, dopo aver prorogato le sanzioni alla Russia per un altro anno, ha chiarito che Washington è pronta a revocare le restrizioni ma solo dopo che sarà risolto il conflitto in Ucraina. E, dulcis in fundo, ha affermato candidamente di non ricordare di aver mai detto che Zelensky è un dittatore: “Non posso credere di averlo detto”. (in effetti lo aveva proprio scritto nero su bianco).

Ecco, fin dalla firma in pompa magna dei suoi primi ordini esecutivi e a seguire con le sue fluviali e scombiccherate esternazioni, ho maturato la convinzione che poco o nulla di quello che persegue Trump andrà secondo le sue intenzioni che, oltre tutto, diventa sempre più complicato comprendere quali siano.

Capitolo Ucraina

Mi spiego partendo dall’Ucraina: Zelensky ha detto chiaramente che gli accordi sugli aiuti americani non prevedevano alcun pagamento.

Se ci sono dei documenti scritti e firmati dal predecessore di Trump, Biden, (molto probabile) non è possibile disattenderli se non denunciandone unilateralmente l’impegno e cessandone le forniture.

Zelensky si è detto disponibile a concedere diritti di sfruttamento dei giacimenti di terre rare, purché non si configurino come una forma di compensazione degli aiuti. Vedremo cosa scaturirà dal previsto incontro con Trump perché un eventuale accordo appare una chiara assicurazione sulla vita dell’Ucraina.

Non è infatti immaginabile che un simile impegno possa realizzarsi mentre il paese è sotto scacco russo, considerando che una gran parte dei giacimenti si trova nei territori occupati dai russi.

Anche le dichiarazioni nell’ultima conferenza stampa dimostrano che Trump non ha in mano alcun preaccordo con lo scaltro autocrate russo, il quale potrà giocarsi le sue carte fino in fondo e al momento opportuno. Lo stesso Zelensky ha dimostrato in questi anni di non avere una personalità facile da gestire o da manipolare a suon d’insulti e minacce.

L’unico risultato fin qui ottenuto da Trump sull’Ucraina è di aver riconosciuto Putin come contraente e costretto l’Europa a ricompattarsi. Come finirà non è prevedibile ma certo non nel modo rapido e semplicistico annunciato in campagna elettorale.

Capitolo Gaza

Il video rendering della Miami sul Mediterraneo con la statua in oro dell’ineffabile Donald rimanda a Caligola o Amin Dada, mentre perdura la tragedia.

Al di là di progetti di resort e villaggi turistici non c’è al momento molto di più e, in mancanza di una soluzione politica meno fantasiosa e offensiva del diritto e della ragione, è probabile che Netanyahu riprenda il conflitto fino a radere al suolo l’intera Gaza, lasciando quel che resterà di Hamas a governare su un deserto.

Capitolo Europa e Nato

A parte il maldestro tentativo di rovesciamento della verità storica sulla “nascita dell’Unione Europea per fottere (sic) gli USA”, se gli europei riusciranno a trovare compattezza, anche sul piano della difesa e includendo l’Inghilterra, l’America andrebbe a dilapidare un enorme vantaggio strategico (possiamo solo immaginare cosa deve passare nella mente dei generali del Pentagono riguardo alla smobilitazione delle basi americane in Europa).

Con la guerra commerciale all’Europa “che mettono l’iva sui prodotti americani e questa è la loro arma ed è sleale“, Trump rischia di soprattutto di regalare il più ricco mercato del mondo alla Cina. Che non aspetta altro.

Capitolo Cina

Xi Jinping e il suo governo tacciono, mentre continuano a premere su Taiwan, però non rimarranno fuori dall’eventuale soluzione per l’Ucraina, perché le due cose si tengono.

Se fosse reale il suo disinteresse per l’isola di Formosa, in caso di attacco cinese, Trump dovrebbe spiegare la sorte delle alleanze asiatiche dall’oceano Indiano al Pacifico, passando per il mar della Cina, con India, Tailandia, Giappone, Corea del Sud, Filippine e Indonesia, ma anche Australia, certamente più che preoccupate del potente vicino.

Capitolo politica interna e paesi confinanti

Qui siamo al disastro con reazioni immediate da tutte le parti, tribunali e governatori dei singoli Stati dell’Unione, ma anche organi federali minacciati da Musk, ognuno a proprio modo, si sono mossi, per inficiare i provvedimenti con il bollo presidenziale.

Claudia Sheinbaum, presidentessa del Messico e Justin Trudeau, ex primo ministro canadese, ma anche Mette Frederiksen, premier danese, hanno risposto per le rime a tutte le minacce, alcune farneticanti, altre più concrete concernenti annessioni, dazi e immigrazione clandestina.

Soprattutto i dazi promessi a breve anche all’EU, saranno una catastrofe per i cittadini americani che ne pagheranno il conto, senza alcun vantaggio per l’occupazione ed un verosimile aumento dell’inflazione.

Su tutto questo aleggia l’enorme debito americano, che, con il marasma creato da Trump, potrebbe mettere in seria difficoltà il dollaro come moneta universale degli scambi, altro che Make America Great Again!

È già difficile praticare il bluff a poker, figurarsi il volerlo fare su più tavoli contemporaneamente.

E poi soli contro tutti in genere si va a sbattere.


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Tag editoriali

Questo elemento è stato inserito in USA e taggato .

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

4 pensieri su “Donald Trump straparla ma i fatti gli daranno (quasi sempre) torto

  1. ginocd41a7e1641 dice:

    Lui conta, utilizzando Musk, in una blitzkrieg. Se passano altri 6 mesi e non gli riesce la manovra (dubito, non è scientificamente preparata come fece quello che la inventò), sale il prezzo del popcorn e dei canoni tv nel mondo. Intanto registro che il vice continua a recitare a pappagallo un copione: siccome l’hillbilly non è stupido, è lui che bisogna tenere d’occhio. Perchè lui sì ha un think-tank alle spalle.

  2. andreacavallinidec46bc029 dice:

    Non è che è bollito? A me sembra Zelig: vede Musk e diventa filonazi, vede Starmer e diventa atlantista, vede Macron e dice ulalalaà. Non è che è sleepy Donnie?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *