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Dov’era l’indignazione quando i manifestanti facevano realmente il saluto nazista?

Persona al centro di una manifestazione affollata con il braccio alzato, circondata da cartelli e partecipanti, in un contesto urbano.

Antisemitismo

Dov’era l’indignazione quando i manifestanti facevano realmente il saluto nazista?

Insomma, quanto bisogna essere intellettualmente disonesti per accusare Elon Musk di fare un saluto nazista? Quanto bisogna essere accecati dalla rabbia per assistere al decadimento della sinistra e rifiutarsi di riconoscerlo o, peggio ancora, di cambiarlo? Il presunto “saluto nazista” di Elon Musk ha scatenato un

Persona al centro di una manifestazione affollata con il braccio alzato, circondata da cartelli e partecipanti, in un contesto urbano.
Leti04/02/2025Aggiornato 26/05/20256 min lettura1.208 parole

Insomma, quanto bisogna essere intellettualmente disonesti per accusare Elon Musk di fare un saluto nazista? Quanto bisogna essere accecati dalla rabbia per assistere al decadimento della sinistra e rifiutarsi di riconoscerlo o, peggio ancora, di cambiarlo?

Il presunto “saluto nazista” di Elon Musk ha scatenato un prevedibile clamore su tutti i media di sinistra a livello globale. Ma dov’era questa indignazione mediatica quando i manifestanti nelle piazze europee facevano realmente il saluto nazista? Dov’era la condanna quando i combattenti di Hezbollah e Hamas compivano gesti simili? Dov’era la loro voce quando le svastiche venivano disegnate sulle sinagoghe o quando queste venivano incendiate?

Dov’erano i media quando l’antisemitismo è cresciuto del 400% nei paesi occidentali? E quando gli ebrei in Occidente sono stati costretti a nascondere la propria identità religiosa per paura di essere attaccati?

Questa indignazione fabbricata dalla sinistra è tanto incoerente quanto ridicola, proprio come le loro azioni negli ultimi anni?—?anzi, correggo, da quando hanno deciso di abbracciare un pregiudizio palese e una disonestà intellettuale senza limiti. L’entità di questa ipocrisia è talmente immensa da risultare quasi incomprensibile. È come se la sinistra marxista e islamista, insieme ai suoi utili idioti occidentali, non avesse imparato nulla, nonostante continui a perdere terreno nei confronti dei partiti di destra, elezione dopo elezione. Non sono neanche furbi.

La loro credibilità si regge esclusivamente sulle menti fragili e impressionabili di persone radicalizzate, incapaci di affrontare i fatti che hanno sotto gli occhi. Ed è proprio per questo che la sinistra continua a perdere, mentre i suoi partiti attirano solo quei liberali che sembrano avere troppo tempo libero (e forse denaro) per occuparsi di futilità invece di ciò che davvero conta.

Un tempo simbolo di inclusività, della classe lavoratrice e dei libertari, oggi la sinistra si è trasformata nell’ideologia degli arroganti, dei totalitari e, diciamolo chiaramente, dei moderni fascisti, però quelli pigri.

Credono nel silenziare l’opposizione, nell’imporre le proprie idee, nel bullizzare chi vota per i partiti di destra, nel sostenere gruppi ostili all’Occidente e nell’ossessionarsi con la razza (ebrei? No, pessimi. Bianchi? Orribili. Tutti gli altri? Solo se le loro opinioni politiche coincidono con ciò che i liberali bianchi ritengono accettabile). Hanno adottato termini come intifada?—?appena imparato sui social?—?romanticizzando rivoluzioni ottenute con mezzi violenti e terroristici. Gridano contro la presunta violenza della destra, ma approvano massacri e stupri in nome della “libertà.”

La tragedia? La maggior parte di loro ha buone intenzioni. Credono sinceramente di seguire le orme di genitori e nonni che lottavano per cause autentiche negli anni ’60 e ’70. Sognano rivoluzioni, desiderano sentirsi importanti all’interno delle loro bolle ben curate. Vogliono il cambiamento perché non hanno mai affrontato vere difficoltà.

Vogliono combattere la polizia perché la polizia non rappresenta una minaccia per loro. Manifestano per i diritti delle donne?—?quali diritti manchino loro, è ancora da capire. Lottano contro “il sistema,” ignorando che il sistema è costruito proprio per loro. Attaccano i “media fascisti,” senza rendersi conto che quei media cosiddetti fascisti li sostengono apertamente. Combattono contro il nulla, sapendo di avere accademia, media mainstream, celebrità e potere politico tutti dalla loro parte. Non è divertente: vogliono di più.

Sono persi?—?privi di convinzioni, idee o credenze?—?e cercano disperatamente uno scontro che dia senso alle loro vite. Studiare, lavorare, migliorarsi, persino mettere in dubbio le proprie convinzioni? Troppo difficile. Inventare un nemico? Decisamente più facile.

Nonostante le loro, forse, nobili aspirazioni di ‘diritti e uguaglianza’, ciò che colpisce è la loro ipocrisia. Dicono di sostenere la libertà, ma si alleano con fascisti e islamisti per ottenerla. Condannano saluti nazisti inventati e decontestualizzano episodi, ma ignorano i terroristi che dichiarano apertamente di volerli decapitare. Lottano per i diritti delle donne e delle persone LGBT, ma si schierano con chi potrebbe silenziarli per sempre, se ne avesse l’opportunità. Demonizzano la destra definendola nazista e fascista, mentre sostengono… veri nazisti e fascisti. 

Affermano di non volere più i confini, che siano inutili, discriminatori, superati. Eppure, ineggiano alla creazione di uno stato, tramite la violenza, in un territorio dove uno Stato già esiste, e chiedono che i confini di questo pseudo-stato abbia confini tracciati a tavolino da un inglese nel 1917, l’epoca d’oro del colonialismo. 

Ma questi sono fatti, e, ahimè, i fatti non interessano.

Vedono nel patriottismo il fascismo, eppure sventolano con fierezza la bandiera di un altro popolo, di un popolo arabo. Da come piangono e si disperano, sembrerebbe che siano loro a essere stati spodestati, ma questo fa parte del loro teatrino. Ignorano volutamente?—?o forse semplicemente per beata ignoranza?—?che gli arabi arrivarono lì attraverso conquiste e colonialismo.

Deridono i cristiani per la loro fede, li chiamano “bigotti” e sono convinti che siano ignoranti. Ma si batteranno fino alla morte?—?sui social, ovviamente, e solo finché mamma e papà non li chiamano a cena?—?per il diritto dei musulmani di pregare indisturbati nelle piazze europee cinque volte al giorno; di coprire le loro donne dalla testa ai piedi, perché così volle Maometto; e persino per il loro diritto di decapitare occidentali “blasfemi”. Ma come? Degli atei convinti che si ribellano alla blasfemia?

Mentre le donne afghane, iraniane, siriane combattono per i loro diritti e subiscono violenze inaudite per il semplice fatto di essere donne, le ragazze liberali supportano l’Ayatollah. Non ha senso?—?ma a loro che importa? Chiudono Instagram ed escono a ballare con le amiche, perché qui possono, perché qui sono libere?—?uno schiaffo in faccia a chi vive davvero in una gabbia.

A questo punto, è difficile anche solo seguirli, difficile provare un briciolo di empatia per loro.

Sono ingenui, fuorviati, manipolati. Si dipingono come vittime, mentre si immaginano guerrieri?—?ma contro chi stiano combattendo resta un mistero.

Credo davvero che il loro sogno sia vivere sotto un regime autoritario, perché li solleverebbe dal peso di pensare. La loro ideologia si basa proprio su questo: sull’assenza di pensiero critico. È facile unirsi a loro: non serve giudizio autonomo, non c’è opposizione sociale, accademica, dai social media o dalle celebrità, non serve metterle in discussione. Si spostano da una causa di tendenza all’altra, combattendo battaglie senza mai aprire un libro per capirle.

Sono lo status quo, mentre cercano disperatamente di non esserlo. Pseudo-rivoluzionari, piccoli soldati con Instagram e TikTok come armi, che sperano di sentirsi importanti e coraggiosi?—?allineandosi, però, con l’opinione della maggioranza…? Sono deboli, malleabili, privi di opinioni originali, pronti a sostenere qualsiasi ideologia politica che gli venga servita su un piatto. Ma tutto ciò cambierà, e come pecore smarrite, faranno finta di non averla mai pensata così, aggrappandosi al nuovo status quo come bravi seguaci non-pensanti.



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3 pensieri su “Dov’era l’indignazione quando i manifestanti facevano realmente il saluto nazista?

  1. Paolo Spagnolli dice:

    Parlare di “presunto” saluto nazista è prendere in giro il lettore. Chiunque si sia informato in rete ha potuto notate che era un gesto voluto ed identico a quello della estrema destra USA. Seguo In Oltre con piacere ma questa volta l’articolista segue una sua tesi insopportabile.

    • blogdibarbara dice:

      Eccerto: se uno si appoggia la mano sul cuore e poi la lancia verso il pubblico dicendo my heart goes out to you non può essere che un saluto nazista! Ma quante tonnellate di malafede ci vogliono per distorcere in questa maniera la realtà?

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