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Elogio della gentilezza per non rassegnarsi ad essere cattivi

Società moderna

Elogio della gentilezza per non rassegnarsi ad essere cattivi

Nei giorni scorsi si è celebrata la giornata mondiale della #gentilezza. E più del solito sui social e sui giornali si sono susseguiti post inneggianti alla gentilezza che salverà il mondo, al "capo gentile", alla nuova era della gentilezza in azienda, insomma la gentilezza come il

Simone Paoli26/11/2024Aggiornato 26/11/20242 min lettura432 parole

Nei giorni scorsi si è celebrata la giornata mondiale della #gentilezza. E più del solito sui social e sui giornali si sono susseguiti post inneggianti alla gentilezza che salverà il mondo, al “capo gentile”, alla nuova era della gentilezza in azienda, insomma la gentilezza come il prezzemolo, la mettono tutti ovunque.

Peccato dimentichino una serie di disclaimer necessari, per esserlo davvero, persone gentili. Ne elenco alcuni:

1) Non confondete l’educazione con la gentilezza. Essere educati è certamente un buon inizio, ma non è tutto e spesso è fuorviante.

2) Essere gentili con gli estranei è facile. Non vi vedranno più, sia in un senso che nell’altro, e non costa molto.

3) La vera gentilezza è faticosa e non rende, statisticamente. E’ faticosa perché bisogna essere gentili con le persone a cui tieni e con cui sei più tempo a contatto. Parenti, amici, colleghi. Non rende perché la vostra pazienza ed i vostri silenzi saranno scambiati per debolezza. Perché gli arroganti faranno strada prima e spesso ne faranno di più. Perché, fin da giovani, le ragazze preferiscono “il figo bello e dannato” al ragazzo “buono e gentile”. E i ragazzi le “gatte morte” alle ragazze “carine e gentili”.

4) Penseranno che perché siete gentili potete sopportare tutto, tanto non vi arrabbierete. Per cui vi mancheranno di rispetto, tradiranno, anche le persone a cui avete dedicato più attenzioni.

5) Occhio alla gentilezza di facciata, a chi è “gentile” solo per oliare qualche meccanismo, per raggiungere i propri scopi, che siano di carriera o di altro tipo.

Essere persone gentili è in realtà maledettamente difficile. Significa essere umili, altruisti, generosi, “prendersi cura”, nel senso più ampio del termine il prossimo, senza aspettarsi nulla in cambio. Significa essere sé stessi senza piegarsi all’egoismo del mondo. Significa in definitiva mettersi contro tutto quello che oggi va per la maggiore.

Ne vale la pena quindi?

Un verso di Guccini recita “non voglio rassegnarmi ad essere cattivo”. Non saprei dire meglio.

Perché solo le persone davvero forti ed in equilibrio con sé stesse possono essere non arroganti, non cattive, non violente. Possono quindi essere gentili.


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