Conflitto russo-ucraino
Gli acrobatici intellettuali nemici dell’Ucraina
Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter Con buona approssimazione, gli intellettuali nemici dell'Ucraina si possono suddividere in due categorie: i nostalgici della destra reazionaria à la René Guenon e gli ex servitori del popolo, maoisti o stalinisti. Entrambi non amano i valori della democrazia

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Con buona approssimazione, gli intellettuali nemici dell’Ucraina si possono suddividere in due categorie: i nostalgici della destra reazionaria à la René Guenon e gli ex servitori del popolo, maoisti o stalinisti. Entrambi non amano i valori della democrazia liberale, e al cuore non si comanda. Non deve quindi stupire la loro antipatia per un paese che vuole appartenere all’occidente. Né deve stupire che attribuiscano l’origine lontana della guerra agli “amerikani” o ai “gringos”, come vengono chiamati a seconda delle latitudini.
Con ciò intendo dire che è difficile, se non inutile, discutere con chi nega l’evidenza dei fatti. E la nega a prescindere, come direbbe Totò, perché per la sua mentalità complottista l’occidente è il regno della menzogna, è l’arte di truccare la comunicazione, è la fabbrica di una verità di facciata. Una posizione da cui nasce quel paradosso logico secondo il quale non dare le armi a Zelensky per difendersi da un’aggressione spianerebbe la strada al negoziato, e non alla vittoria di Putin.
Ovviamente, in questo delirante ragionamento c’è posto anche per i semplici propagandisti di Mosca, prezzolati o meno poco importa. Tuttavia, essi sono forse meno insidiosi di quelli che “l’Europa e gli Stati Uniti non vogliono la pace”. Una tesi -bisogna ammetterlo- che ha una certa presa sull’opinione pubblica italiana, grazie anche alle quotidiane lezioni di realpolitik impartite sulla carta stampata e sul piccolo schermo da sedicenti intellettuali progressisti. Ma l’intellettuale, si sa, è sempre stata una bestia strana. Secondo Luciano Bianciardi, insofferente a ogni establishment culturale, il suo mestiere era indefinibile. Per l’autore della “Vita agra” il vero intellettuale, in fondo, doveva essere schiavo di tutti e servo di nessuno, non un acrobata del circo equestre nazionale.
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Elezioni democratiche in Ucraina 2010-2012 rovesciate con la violenza di gruppi paramilitari, come ha mostrato la sentenza del tribunale ucraino del 20 Agosto 2018. Strano come sedicenti liberali difendano le libere elezioni, sono solo quelle non perse?