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Grooming gangs, il debunking sull’inchiesta pubblica

Uomo in camicia e cravatta parla a un podio durante un evento pubblico, circondato da personale medico in divisa e operatori sanitari.

Regno Unito

Grooming gangs, il debunking sull’inchiesta pubblica

Durante la conferenza stampa, piovono domande al Primo Ministro Keir Starmer sulle accuse di complicità mosse da Elon Musk riguardo alle “grooming gangs” o gang dello stupro. Starmer risponde su tre punti: difende il suo operato da procuratore, sostiene la scelta della ministra Jess Phillips di

Uomo in camicia e cravatta parla a un podio durante un evento pubblico, circondato da personale medico in divisa e operatori sanitari.
Alessandra Libutti08/01/2025Aggiornato 19/05/202513 min lettura2.783 parole

Durante la conferenza stampa, piovono domande al Primo Ministro Keir Starmer sulle accuse di complicità mosse da Elon Musk riguardo alle “grooming gangs” o gang dello stupro. Starmer risponde su tre punti: difende il suo operato da procuratore, sostiene la scelta della ministra Jess Phillips di lasciare i casi alle autorità locali anziché avviare un’indagine pubblica, accusa Musk di distorcere i fatti e invita i conservatori britannici a condannare l’incitamento all’odio, causa di minacce di morte a Phillips.

Vediamo le questioni punto per punto.

Le accuse di Musk hanno creato l’impressione che le bande dello stupro, prevalentemente di origine pakistana, a Rochdale e Rotherham fossero state lasciate impunite e i casi insabbiati. Non è così. Ed è qui che occorre fare chiarezza su una serie di vicende avvenute in periodi diversi, senza mettere tutto in un calderone. E soprattutto è importante capire la cronologia, chi operò gli insabbiamenti e quando, e a che punto la verità è saltata fuori. Perché no, non l’ha tirata fuori Elon adesso. Per Rochdale e Rotherham ci sono già stati processi e condanne, tanto che basta che cliccate sui link e scoprirete che se fossero veramente stati insabbiati fino ad oggi non ci sarebbero addirittura le pagine su wikipedia con il dettaglio degli eventi, delle inchieste, dei processi, dei rapporti e delle condanne.

Perché è importante la cronologia? Perché i casi furono sì occultati o investigati male, ma responsabili degli insabbiamenti erano polizia, medici, talvolta membri dell’autorità locale appartenenti agli stessi gruppi familiari degli indagati.  Il paradosso dell’accusa di Musk è che fu proprio Keir Starmer, come Direttore della Pubblica Accusa (Dpp) tra il 2008 e il 2013, a scoperchiare il bubbone, rivedere le procedure, riaprire i fascicoli e portare alle prime condanne nel 2012 che diedero avvio a successive inchieste e successivi arresti anche dopo che ebbe lasciato l’incarico. Ad oggi, è il procuratore britannico con la più alta percentuale di condanne per abusi su minori, con circa 6 mila arresti l’anno e una media di condanne del 75%.

Durante il suo mandato, Starmer introdusse una serie di riforme mirate a migliorare la gestione dei casi di abuso su minori. Nel 2013, emanò nuove linee guida che rappresentarono un cambiamento radicale nell’approccio alla giustizia penale, concentrandosi sulla credibilità delle accuse piuttosto che sulla capacità delle vittime di testimoniare. Starmer sfidò miti e stereotipi, dichiarando la fine dell’era della “vittima modello” e promuovendo una comprensione più complessa dei comportamenti delle vittime. Potenziò la formazione dei pubblici ministeri e delle forze dell’ordine, sensibilizzandoli sulle dinamiche di coercizione e manipolazione che spesso impediscono alle vittime di denunciare, specialmente in contesti culturali dove prevalgono concetti di “onore” e “vergogna”. Dopo casi come quello di Rochdale, Starmer ordinò una revisione nazionale sulla gestione dei casi di sfruttamento minorile da parte della Procura della Corona, identificando le lacune sistemiche e implementando misure correttive. Grazie a queste riforme, le accuse di abuso su minori registrarono un aumento significativo, passando da 4 nel 2010-2011 a oltre 7.200 tra il 2011 e il 2017, con un picco durante il suo mandato.

Il lavoro fu svolto accanto a Nazir Afzal, nominato da come Capo Procuratore della Corona per il Nord Ovest dell’Inghilterra, il quale ebbe un ruolo cruciale nel perseguire i crimini, mentre Starmer guidava iniziative per introdurre cambiamenti sistemici nella gestione dei casi. Al tempo, Azfal viveva sotto scorta, a causa delle continue minacce di morte e intimidazione sia da parte della comunità pakistana che da gruppi di estrema destra. In breve, un uomo scomodo tanto alle gang dello stupro quanto alle frange nazionaliste. 

Secondo Afzal le maggiori problematiche rilevate durante la gestione con Starmer in merito a come venivano svolte le indagini sulla violenza sui minori da parte della polizia furono l’inadeguatezza delle risposte, mancanza di coordinamento, paura di accuse di razzismo, stereotipi sulle vittime, politiche inefficaci e mancata assistenza.

Che Starmer fu l’uomo che per primo affrontò il problema, cambiò le regole e assicurò delle condanne lo conferma anche Andrew Norfolk, il reporter del Times che per primo pubblicò l’inchiesta giornalistica sulle grooming gangs.

In merito alla decisione di Jess Phillips di non aprire un’inchiesta pubblica, Afzal lo spiega con una domanda: “??Sapete qual è il numero di persone portate davanti alla giustizia a seguito delle inchieste pubbliche su Hillsborough, Grenfell, Post Office, ecc… uno?”. Secondo Afzal, inchieste di questo tipo sono un ottimo slogan ma, oltre che essere costose e durare anni, non servono se poi le raccomandazioni non vengono implementate dai governi. Ed è proprio dalla mancata implementazione sulle modifiche delle procedure o il regresso a vecchie pratiche che si è arrivati alle problematiche sulle indagini sui casi di stupro di gruppo ad Oldham. 

Nel 2019, Boris Johnson in un’intervista all’emittente LBC, spiegava candidamente che occuparsi degli stupri sui minori lo riteneva uno spreco di risorse. Quanto a Rishi Sunak, ha più volte dichiarato quello che “avrebbe” fatto a riguardo ai suggerimenti dell’inchiesta richiesta da Theresa May nel 2014 (Independent Inquiry into Child Sexual Abuse, IICSA) e conclusasi nel 2022, senza andare molto lontano con i fatti. Quello che infatti si omette in tutta questa storia è che dalla caduta di Theresa May in poi, l’Uk è naufragato in un sorta di anarchia tra i giochi pirotecnici di Johnson, tra dietro-front, giravolte, i girotondi ai tempi del Covid, manicaretti sulla Brexit, e gli stunt folkloristici, le liti con la Ue e i festini. Insomma, in quei tre anni di circo a tutto tondo in cui il Paese andò in malora perché la sua gestione era l’ultimo dei pensieri di Bojo.

La verità è che i Tories non hanno fatto nulla non per occultare o insabbiare ma proprio per incapacità e disinteresse. Erano tutti più o meno impegnati a pugnalarsi alle spalle e fare i giochi di poltrona che preoccuparsi dei casi di stupro ad Oldham. Liz Truss poi, nei suoi 49 giorni di orrore che hanno danneggiato l’economia britannica per decenni a venire, oltre a battere una lattuga nel processo di decomposizione, è riuscita solo a far scoppiare scazzottate ai Commons in una temporanea italianizzazione della politica britannica.

Ma Lizzy non ce la fa e nonostante sia stata il Primo Ministro più catastrofico del Paese e sia stata nel partito che ha governato il Paese per 14 anni, ha la faccia tosta di twittare sdegno contro… i “decenni di fallimenti laburisti” …exscuse me? Francamente devo essermeli persi lungo la strada. E dire che ero convinta che la governo tra il 2010 e il 2024 c’erano i conservatori.

E che dire poi di Sunak? Ogni giorno una lotta per la sopravvivenza, sommerso da lettere di richieste di dimissioni dal primo giorno dell’incarico, sotto un fuoco incrociato tra fazioni di partito, procrastinando le inevitabili elezioni anticipate, sperando in un cambio di tendenza dell’elettorato come se potesse essergli concesso per grazia divina piuttosto che attraverso azioni di governo. Va da sé che il rapporto sull’inchiesta pubblica, IICSA sulla violenza sessuale sui minori e le gang di stupro stava lì a marcire sulla scrivania. “Magari domani”, deve aver pensato.

Senza essere però troppo severi con Sunak, qualcosa di importante lo ha fatto, come istituire la Child Sexual Exploitation Taskforce nel 2023, per affrontare il problema delle gang dello stupro, un’iniziativa sostenuta da Keir Starmer. Questo gruppo di lavoro ha l’obiettivo di affrontare le problematiche sistemiche legate allo sfruttamento sessuale dei minori e nel primo anno di attività ha portato a centinaia di arresti. L’associazione delle vittime, Napac si è dichiarata soddisfatta dell’iniziativa ed espresso gratitudine al governo, continuando però a domandare l’implementazione delle raccomandazione del rapporto IICSA 2022.

Durante lo stesso anno, Starmer ha rilasciato numerose dichiarazioni pubbliche sottolineando l’urgenza di agire contro queste gang e lo sfruttamento sessuale minorile. Ha criticato la gestione del problema da parte del precedente governo e invocato una risposta più incisiva per proteggere i bambini vulnerabili, traducendo in regole i suggerimenti dell’IICSA.

A ottobre, ovvero solo 3 mesi dopo che il governo laburista si è insediato, il Consiglio Comunale di Oldham vota per richiedere un’inchiesta pubblica sullo sfruttamento sessuale minorile. Tuttavia, la richiesta viene respinta dal governo, con la Ministra per la Tutela Jess Phillips che dichiara che spetta al Consiglio Comunale di Oldham decidere se avviare un’inchiesta a livello locale. 

Nel frattempo, la stessa Phillips, il 6 dicembre 2024 inaugura Operation Makesafe nella lotta contro gli abusi sessuali contro i minori, come parte della Task Force lanciata un anno prima da Sunak. Segnalerei a questo riguardo che se cliccate sul sito dell’associazione per le vittime di abusi nell’infanzia, non troverete traccia dell’isteria su X, sdegno, accuse di copertura, complotti o abbandono. Insomma, se l’associazione vittime non appare oltraggiata da Starmer e non ha eretto statue all’eroe Musk, io due domande me le farei.

Il leader conservatore Kemi Badenoch però salta sul carro e grida che ci vuole un’inchiesta pubblica, poi arriva Elon Musk e crea la grande teoria del complotto governativo laburista che vuole insabbiare tutto. Naturalmente è falso. Nessuno sta insabbiando nulla, ma chi non sa come funziona il sistema britannico e confonde le public enquiries con le indagini della polizia si convince che se si rifiuta una public enquiry, le vittime saranno abbandonate. E qui che l’ignoranza sarebbe tollerabile se gli ignoranti in questione non cominciassero a inveire su Twitter sulla base di qualcosa che non conoscono, non capiscono e che fraintendono. Cerchiamo di spiegarlo. Le inchieste pubbliche solitamente non portano ad arresti ma a capire cosa va storto, stabilendo linee guida sulla base delle falle sistematiche rilevate. Quindi Phillips (come d’altronde la ministra Tory Solloway nel 2022) non sta insabbiando nulla: ha solo detto ad Oldham, “se volete un’inchiesta indipendente organizzatela a livello locale”.

Ma perché Phillips rifiuta l’inchiesta nazionale? Non era facile dire di sì e fare tutti contenti?

Più facile, certo, e popolare, anche, ma inutile. Insomma, la classica bandiera populista che si sventola per far contente le pance di chi pensa con quelle invece che con la testa. Non la fa perché… è appena stata fatta! Perché già si sa che cosa va rettificato. Già si conoscono le raccomandazioni sulle linee guida da implementare per proteggere le vittime, assicurare indagini sicure e portare i responsabili alla giustizia. Sono quelle emerse dall’IICSA, l’inchiesta completata nel 2022, rimasta sulla scrivania di Sunak.

Insomma, a che serve una nuova inchiesta se ancora non si è fatto quello che il rapporto dice di fare?

Però chi vuole convincervi che si tratta di un complotto progressista, questa questione la tace e dell’inchiesta pubblica già fatta non ve lo dice.

Phillips spiega anche che avendo lavorato con le vittime delle grooming gangs a Telford, dove l’inchiesta era stata fatta localmente e le misure erano state messe in atto a livello locale, si era arrivati ad un miglioramento della situazione in tempi molto più rapidi.

E ora ci si mette Tommy Robinson che vuole uscire di galera, e Musk che coglie l’occasione per sfruttare la cosa per attaccare Starmer: la decisione di Phillips viene fatta passare come un insabbiamento e l’intera situazione viene presentata come un altro grande complotto di copertura della rete di pedofili da parte dei poteri forti (ricorda qualcosa? e ancora ci cascate?). Pare che di questo scandalo nessuno  se ne sia mai occupato (falso), che nessuno abbia mai fatto niente (falso), che nessuno sia mai stato arrestato (falso), che nessuno sia mai stato condannato (falso).

Ma in fondo cosa c’è di meglio di un eroe milionario che ci mette su un piatto d’argento una narrativa in cui noi, indignati contro l’immigrazione e insofferenti all’Islam ci piace sentire. Che lancia lì una questione che fuori dell’UK nessuno probabilmente conosce; che la sbatte su X a gente troppo pigra per andare a studiare cosa è successo nei decenni precedenti e che ritwitterà tutto quello che corrisponde alla narrativa? 

E nasce una leggenda: è grazie a Musk che abbiamo scoperto tutto! Ma… scoperto cosa? È grazie a lui che tutto è stato esposto… su quale pianeta? In fondo, noi, in Italia, abbiamo La Verità che ci dice tutte le cose che ci piacciono, no? Perché andare a guardarsi gli atti, o anche solo spendere pochi minuti su Google?

Ma è sulla questione del linciaggio morale perpetrato da Musk con il suo tweet su Phillips, descritta come un’apologeta dello stupro e del genocidio, che ha portato a minacce di morte nei confronti della ministra che Starmer è apparso più determinato nel cercare come referente i conservatori chiedendo di scegliere se rendersi complici o meno di atteggiamenti che oltrepassano ogni limite etico, facendo scivolare quello che dovrebbe essere un dibattito o anche un duro scontro politico ad un clima intimidatorio e incitamento alla violenza.

?E perché poi, tra tante che poteva pescare, Musk ha scelto proprio questa questione?

Semplice.

Nella manualistica collaudata degli destabilizzatori ci vuole il cinico sfruttamento della sofferenza dei bambini; bisogna usare le vittime innocenti per causare la reazione emotiva collettiva e far smettere di ragionare e soprattutto per istigare l’inevitabile moralismo di chi, se esponi i fatti, tuonerà dall’alto del suo castello morale e ti dirà che sei insensibile, inumano, che non ti preoccupi delle vittime. Sei addirittura un mostro.

Ecco, scrivi un articolo e siccome non ti sei lanciato nella grande prosopopea del pietismo spicciolo, sei un mostro.

Ed è chiaro che oltre un anno di piagnistei e moralismi Propal non ci sono bastati. Né Pallywood o l’infallibile ufficio stampa di Hamas.

Ma forse il vero problema è che se sei di destra quello che fa Hamas lo vedi benissimo, se invece lo fa Musk è un santo. E naturalmente viceversa: a sinistra Musk è il demonio e Hamas un allegro gruppo di combattenti patriottici e i loro numeri la verità inconfutabile.

Il pietismo sui bambini abbracciato ideologicamente e non si sa più chi è peggio.

E così, non importa se sei di destra o di sinistra, appena arriva il cinico di turno che si serve della sofferenza dei bambini per portare acqua al suo mulino puf! ecco là che ci caschi. Perché certo, il grande Dostoevskij l’aveva vista giusta nel fare quadrato sul nichilismo di Ivan Karamazov  attraverso la sofferenza dei bambini. Perché oltre quella, cos’altro c’è? Davanti a quel pensiero straziante, la ragione si estingue e tutto si consuma. Per questo, chi vuole far sì che le persone pensino ne sta alla larga, non perché la sofferenza non interessi ma perché la ragione richiede fatti non emozioni violente. E va da sé che chi ve le sbatte in faccia e ci si rotola sopra, tutto vuole fuorché far ragionare le persone.

Il punto è che per quanto creda fermamente che il multiculturalismo funzioni solo tra culture compatibili e l’islamismo non è una di queste perché rifiuta i valori secolari. Per quanto ritenga il woke un’ideologia suicida e un culto. Per quanto professi a gran voce la difesa dei valori occidentali… non salto su ogni carro a prescindere solo perché si adegua alla mia visione occidentalista. 

La capacità del giudizio sta nel valutare una manipolazione mediatica anche (e soprattutto) quando si adegua alla narrativa che ci piace. Perché è proprio lì che, abbracciando qualcosa che spinge nella direzione che pensiamo di volere, che si rischia di farsi megafono di qualcuno che sta solo sfruttando l’onda di un malessere per i propri scopi. 

Allora, prima di saltare sul carro è bene valutare, perché il fanatismo, in fondo, è proprio quello: l’assenza di ragionamento.

Leggi anche il precedente articolo: Robinson, Farage e Musk: il circo mediatico sulle Gang dello stupro che fa implodere l’estrema destra

Link di riferimento:

Intervista a Jess Phillips

https://www.sath.nhs.uk/wp-content/uploads/2022/07/IITCSEREPORT-VOLUMETWO.pdf

https://www.gov.uk/government/people/jess-phillips

https://en.wikipedia.org/wiki/Rochdale_child_sex_abuse_ring

https://en.wikipedia.org/wiki/Rotherham_child_sexual_exploitation_scandal

https://twitter.com/chirpychet/status/1876236965827510481?s=46

https://en.wikipedia.org/wiki/Independent_Inquiry_into_Child_Sexual_Abuse

https://en.wikipedia.org/wiki/Nazir_Afzal

https://www.gov.uk/government/news/pm-to-clamp-down-on-grooming-gangs

https://www.hydrantprogramme.co.uk/cse-taskforce

https://go.gale.com/ps/i.do?p=TTDA&u=wikipedia&v=2.1&it=r&id=GALE%7CIF0504169030&asid=1736380800000~a2eb4511

https://www.gov.uk/government/news/grooming-gangs-taskforce-arrests-hundreds-in-first-year


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8 pensieri su “Grooming gangs, il debunking sull’inchiesta pubblica

  1. Fabio K. dice:

    Keir Starmer è noto per il suo passato come procuratore, durante il quale si è distinto per l’efficacia nella lotta contro gli abusi su minori. Secondo alcune stime, avrebbe ottenuto una media di circa 6.000 arresti l’anno con un tasso di condanne pari al 75% (fonti non specificate, da verificare). Questo impressionante record giudiziario dimostra la sua competenza nell’applicazione della legge, ma pone in evidenza una distinzione fondamentale: eccellere come procuratore non implica necessariamente eccellere come politico. Infatti, molti osservatori e critici sostengono che Starmer fatichi a incarnare il carisma e la strategia richiesti per il ruolo di leader politico. Episodi come la controversia sui vestiti ricevuti in regalo e altre situazioni poco chiare hanno ulteriormente alimentato questa percezione.

    Un esempio emblematico della sua incertezza politica è rappresentato dalla gestione della Brexit, dove Starmer ha adottato una posizione che molti hanno definito ambigua e incoerente. Inizialmente si è espresso con fermezza sul fatto che la Brexit non dovesse essere toccata; successivamente, ha dichiarato che il suo obiettivo sarebbe stato migliorare gli accordi già esistenti, per poi concludere con l’intenzione di avvicinarsi nuovamente all’Unione Europea. Questo cambiamento continuo di posizione ha confuso l’elettorato e indebolito la sua immagine di leader capace di offrire una visione chiara e coerente.

    La sua leadership del Partito Laburista è ulteriormente complicata dalla complessa composizione del partito stesso. Da un lato ci sono i “Blairites”, esponenti della corrente moderata che si rifanno all’eredità politica di Tony Blair; dall’altro ci sono rappresentanti delle correnti più radicali della sinistra, spesso in contrasto con i moderati. Questa dicotomia interna rende difficile per Starmer mantenere l’unità del partito e definire una linea politica chiara.

    Questa instabilità potrebbe avere conseguenze serie. Se Starmer non riuscirà a trovare un equilibrio tra le diverse fazioni, il Partito Laburista potrebbe ritrovarsi in una crisi interna che minerebbe la sua capacità di governare. In tal caso, rischierebbe di incarnare quello che molti definiscono un “socialismo irreale al potere”: un progetto politico incapace di rispondere alle esigenze reali del Paese e bloccato dalle sue stesse contraddizioni interne.

    A complicare ulteriormente il quadro politico, il tema delle gang criminali sta diventando un problema crescente, sfruttato dai conservatori come una leva politica. Per molti, questo rappresenta un’opportunità d’oro per figure come Kemi Badenoch, che potrebbe usare la questione per rafforzare la propria posizione e attaccare l’apparente incapacità del governo laburista di affrontare problemi complessi e concreti. Le gang, insomma, rischiano di diventare il simbolo di una leadership laburista percepita come debole e disconnessa dai problemi quotidiani dei cittadini, offrendo al Partito Conservatore un’arma politica potente per riconquistare terreno.

    spero che la Badenoch colpisca duro!

    • Alessandra Libutti dice:

      Ognuno ha diritto a vederla come crede.
      Il fatto è che Starmer sembra trarre forza proprio dalla sua apparente ambiguità e inettitudine. Apparente, appunto. Perché quello che lei ha scritto lo si diceva su lui nel 2021, quando aveva mezzo partito contro. Sì diceva che avrebbe distrutto il Labour e gli ha dato una maggioranza stratosferica. E lo dico non da fan di Starmer. Anzi, confesso che i primi anni non lo sopportavo. Le cose si guardano sempre alla distanza. Sta lì da 5 mesi. Tra 4 anni e mezzo tireremo le somme e giudicheremo.

  2. Andrea Bornstein dice:

    Per cui, la buonafede del governo Starmer si misurerà anche sull’applicazione di quei decreti di espulsione vecchi di dieci anni. Se in tempi ragionevoli la cosa non sarà risolta, mi permetterò di dubitare di tutta la narrazione pro Labour della vicenda.

  3. Andrea Bornstein dice:

    Apprezzo molto la dovizia di informazioni e di fonti fornita in questo articolo, e anche la chiarissima narrazione.
    Una domanda: corrisponde al vero che dopo 10 anni dal decreto di espulsione alcuni/molti dei colpevoli sono ancora in Inghilterra a casa loro? L’ho letto ieri sul Daily Mail.

    • Alessandra Libutti dice:

      Sì ma d’altra parte la gestione dell’immigrazione dei tories è stata terribile. Non solo non hanno fatto nulla per fermarla (malgrado i proclami sul Ruanda che piacevano ai facinorosi) ma creato un backlog tale che ci vorranno anni per riparare ai danni dei conservatori.
      La prima cosa che ha fatto Starmer appena eletto è stato potenziare l’ufficio che esamina le richieste di asilo e l’intera gestione degli arrivi degli illegali anche per accelerare i rimpatri.
      In Uk, malgrado le leggende che piacciono all’estrema destra, l’immigrazione illegale è stato uno sfacelo dei conservantori.

  4. ginocd41a7e1641 dice:

    bravissima. inoppugnabile (magari!). incontestabile (magari!!)
    chissà perchè mi viene in mente il film “Operation Bibbiano”..

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