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I fatti della settimana (8-12 luglio)

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I fatti della settimana (8-12 luglio)

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Imminens12/07/2024Aggiornato 14/07/20242 min lettura295 parole

La rassegna dei fatti di politica estera più importanti della settimana, con Imminens:

UCRAINA-RUSSIA (8 luglio): Violento attacco missilistico russo sulle città di Kyiv, Kryvyi Rih, Nikopol, Dnipro e Pokrovsk, almeno 41 vittime e decine di feriti. Colpiti l’ospedale pediatrico Okhmatdyt e una clinica privata nella capitale, oltre a un ulteriore nosocomio a Dnipro. Indignazione tra gli alleati, con il Presidente ceco Petr Pavel che ha commentato: “L’attacco di oggi prova che Mosca non si fermerà davanti a nulla. Dobbiamo prepararci accuratamente alla minaccia rappresentata dai russi”.

UCRAINA-RUSSIA (12 luglio): Forze ucraine colpiscono con missili l’aeroporto internazionale di Mariupol, nelle aree occupate della Regione di Donetsk.

33ESIMO SUMMIT DELLA NATO – Washington (9-11 luglio): Il Presidente statunitense Biden: “Stati Uniti, Germania, Italia, Paesi Bassi e Romania forniranno a Kyiv attrezzature per cinque ulteriori sistemi di difesa aerea”. Roma verso l’invio di un altro SAMP/T. Il Segretario di Stato americano Blinken annuncia l’ok all’invio di F-16 da Paesi Bassi e Danimarca: “Saranno operativi da questa estate”. Non specificato il numero di velivoli forniti. Via libera dal Premier britannico Starmer all’impiego di missili da crociera Storm Shadow contro obiettivi russi.

CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE – Israele-Libano/Siria (9 luglio): Attacco con droni israeliano contro automobile sulla Damasco-Beirut, nei pressi del checkpoint di Yafour ad As’Saboura. Uccisa l’ex guardia del corpo del leader di Hezbollah Nasrallah, Al-Hajj Abou Al-Fadl Qarnabsh.

CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE – Israele-Gaza (11 luglio): Secondo fonti statunitensi al Washington Post, rappresentanti israeliani e di Hamas avrebbero concordato – nella seconda fase dell’intesa sulla tregua nella striscia – sull’istituzione di un “esecutivo ad interim”, di cui nessuna delle parti avrebbe il controllo. La sicurezza verrebbe garantita da un contingente addestrato dagli americani e sostenuto dagli alleati arabi moderati. Si starebbe ora discutendo dei dettagli su come applicare la formula.

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