Conflitto russo-ucraino
I russi e quella finestra che potrebbe chiudersi
Bottom line up front (BLUF): l’Operazione militare a Kursk potrebbe avere l’obiettivo di far spostare ai russi le forze che hanno nei territori occupati per costringerli ad arrestare i loro attacchi e la loro lenta avanzata. Per adesso i russi non sembrano aver abboccato, ma la

Bottom line up front (BLUF): l’Operazione militare a Kursk potrebbe avere l’obiettivo di far spostare ai russi le forze che hanno nei territori occupati per costringerli ad arrestare i loro attacchi e la loro lenta avanzata. Per adesso i russi non sembrano aver abboccato, ma la tendenza dell’innalzamento dei salari dei militari sembra dimostrare che la finestra d’opportunità che i russi hanno per continuare a spingere si chiuderà all’inizio del prossimo anno.
Il canale YouTube War On The Rocks ha pubblicato un’interessante analisi di 24 minuti fatta da Mike Kofman, sull’attuale situazione a Kursk. Consiglio vivamente di ascoltarla perché mi sembra metta in fila parecchi dati utili alla comprensione
(https://www.youtube.com/watch?v=Kn3OMlUHoA8).
In sostanza sappiamo che i russi stanno distraendo forze da settori del fronte più calmi, come Zaporizhzhia (da dove sono stati movimenti elementi dell’ 810^ brigata fanteria di marina composta da professionisti) e riserve composte da coscritti in zone lontane della Russia. In Donbass i russi continuano ad attaccare e avanzare dimostrando di non volere rinunciare ai loro obiettivi nonostante l’affronto ucraino. Personalmente non credo che con gli affronti si vincano le guerre, il poter di Putin non mi pare messo in dubbio da azioni del genere. La lentezza e il modo in cui i russi stanno reagendo mi sembra un elemento che supporta questa mia affermazione, non c’è stata, infatti, una dura reazione immediata e non sono stati modificati i piani delle operazioni militari in quello che è il settore principale, cioè il Donbass.
War on The Rocks suggerisce alcune spiegazioni per questo atteggiamento. La prima e più immediata è una certa disorganizzazione logistica, non solo dovuta alla presenza di vari comandi militari da coordinare in quell’area, ma anche dal fatto che serve tempo per schierare una forza pesante dove non si era pianificato di farlo. Secondariamente i russi potrebbero aspettare il secondo colpo. In passato si è osservato che gli ucraini hanno la tendenza ad attaccare su due o più assi, per questo, prima di contrattaccare con decisione, i russi potrebbero voler far passare del tempo per valutare la situazione ed essere sicuri di poter gestire un altro attacco in un zona diversa. Inoltre come INoltre vi aveva già anticipato (https://www.inoltrenews.it/2024/08/12/tu-chiamale-se-vuoi-infiltrazioni-linfiltrazione-ucraina-a-kursk/) quest’operazione potrebbe avere il solo scopo di distrarre forze russe dall’Ucraina e i russi potrebbero non voler abboccare all’esca, accettando quindi una risposta più lenta.
Pertanto, sempre secondo Kofman, l’Ucraina potrebbe avere due opzioni a Kursk: quella di trincerarsi per avere una leva di pressione in futuri negoziati, il che implica una resistenza sul lungo periodo perché non si sa quando questo possa accadere. Oppure quella di attirare un numero di forze russe così grande dai territori occupati, che sia in grado di fermare l’avanzata russa in Donbass. Come detto questa ipotesi non sembra stia accadendo, ma lo stesso Kofman sostiene che sia ancora presto per dirlo. La prima ipotesi sembra confermata dalle dichiarazioni del Presidente Zelensky del 18 agosto (https://kyivindependent.com/ukraines-buffer-zone-in-kursk-oblast-heres-what-you-need-to-know/),
ma l’intento dichiarato di distruggere il più grande numero di potenziale militare russo non sembra conseguito. Bisognerà aspettare ancora qualche settimana per capire dove gli ucraini stanno puntando.
Facendo un passo indietro e guardando il quadro da una prospettiva più generale c’è un altro aspetto che vale la pena notare: la finestra di opportunità.
Secondo vari indicatori i russi oltre che una difficile situazione nella gestione dei veicoli da combattimento, potrebbero avere una mancanza di materiale umano. La crescita dei salari e dei premi per chi si arruola volontario nell’esercito sembra indicare il mancato raggiungimento degli obiettivi di arruolamento. Ben 51 regioni della Russia hanno aumentato i premi per l’arruolamento registrando un aumento generale di 80 volte rispetto al valore del premio ad inizio della guerra (https://novayagazeta.eu/articles/2024/06/21/torgi-za-200). Le regioni in questo sono in competizione tra loro come si nota negli aumenti di Cheliabinsk (https://tass.ru/obschestvo/21087871) e Samara
(https://www.interfax-russia.ru/volga/news/samarskie-vlasti-uvelichat-vyplaty-voennosluzhashchim-kontraktnikam). Queste tendenze che l’ottimo Emiliano Brogi racconta da oltre due mesi (https://www.youtube.com/watch?v=GTtFF5XQJcA) sono state commentate anche da un recente articolo di Bloomberg (https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-08-13/ukraine-kursk-incursion-exposes-russia-troop-shortage). Tale situazione ha ovviamente un grandissimo impatto sul mercato del lavoro russo e sull’inflazione
(https://novayagazeta.eu/articles/2024/07/19/iziaty-frontom).
Visto tutto questo il ragionamento di Kofman può essere meglio compreso: secondo l’analista per via delle tendenza delle risorse umane la Russia ha una finestra d’opportunità limitata per continuare ad attaccare. Questa finestra durerà probabilmente altri 6 mesi, prima che i driver descritti sopra comincino a far sentire il loro peso. La Russia non ha finito gli uomini adesso e non ha ancora difficoltà a mettere insieme i veicoli militari che servono per continuare ad alimentare i suoi attacchi nel Donbass, ma questo stato di cose potrebbe cominciare a cambiare all’inizio del 2025, se gli ucraini riusciranno a tenere duro, il nuovo anno potrebbe aprirsi con una ripresa dell’iniziativa a danno dei russi e con una serie di opzioni che gli ucraini potrebbero sfruttare a loro vantaggio.
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