Politica
Il rapporto diretto tra la “globalizzazione” e l’avvento al potere dei partiti di estrema destra
Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter di Bahram Farrokhi Negli ultimi decenni, le democrazie liberali hanno vissuto profondi cambiamenti politici, legati a una serie di trasformazioni sociali, economiche e culturali. Uno dei fenomeni più incisivi è senza dubbio quello della globalizzazione, che ha generato

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di Bahram Farrokhi
Negli ultimi decenni, le democrazie liberali hanno vissuto profondi cambiamenti politici, legati a una serie di trasformazioni sociali, economiche e culturali. Uno dei fenomeni più incisivi è senza dubbio quello della globalizzazione, che ha generato dibattiti accesi e polarizzazioni all’interno dei sistemi politici. La globalizzazione ha provocato reazioni diverse, talvolta opposte, tra i vari attori politici, determinando uno spostamento degli equilibri che ha ridisegnato il panorama politico di molte nazioni.
In questo articolo, ho cercato di fare un’analisi dettagliata delle principali forze politiche nelle democrazie occidentali e di spiegare come si oppongono alle sfide della globalizzazione e all’impatto di queste dinamiche sui rapporti di potere tra i partiti.
- L’estrema sinistra: una resistenza ideologica
I partiti di estrema sinistra (Xs) si sono storicamente opposti alla globalizzazione, che percepiscono come una minaccia alle conquiste sociali ottenute nel corso del XX secolo. Queste forze politiche temono che la globalizzazione, guidata da interessi economici sovranazionali, possa indebolire le tutele sociali e i diritti acquisiti dai lavoratori attraverso lunghe battaglie sindacali e politiche. Per l’estrema sinistra, il rischio principale è che la crescente interconnessione dei mercati e delle economie possa portare a un progressivo smantellamento dello stato sociale, con una riduzione dei salari e delle condizioni di lavoro.
Tuttavia, la globalizzazione non è l’unico nemico che l’estrema sinistra percepisce. Vi è una forte avversione anche verso l’estrema destra (Xd), considerata portatrice di un pericolo imminente per le libertà democratiche. In alcuni contesti, l’estrema sinistra ha scelto di allearsi con partiti di centro o di sinistra moderata per bloccare l’avanzata dell’estrema destra, come si è visto nelle recenti elezioni presidenziali in Francia. In queste situazioni, l’estrema sinistra ha messo da parte alcune delle sue riserve ideologiche, unendosi al centro per difendere la democrazia contro quello che percepisce come un rischio di deriva autoritaria.
- La sinistra moderata: socialdemocrazie sotto pressione
I partiti di sinistra moderata o socialdemocratici (SD) si trovano a vivere una fase di grande difficoltà. Da un lato, sono consapevoli della necessità di adattarsi alla globalizzazione, vedendo in essa un’opportunità per il progresso e lo sviluppo economico. Dall’altro, però, devono fare i conti con le critiche provenienti sia dall’estrema sinistra, che li accusa di aver tradito le istanze sociali, sia dall’estrema destra, che sfrutta le paure legate alla perdita dell’identità nazionale.
La socialdemocrazia ha storicamente cercato di promuovere una globalizzazione “controllata”, che mantenesse un equilibrio tra le necessità del mercato e la protezione dei diritti dei lavoratori. Tuttavia, questa posizione intermedia si è rivelata sempre più difficile da sostenere, in un contesto politico caratterizzato dalla crescente polarizzazione. In molti paesi, come in Germania, i partiti socialdemocratici hanno visto ridursi la loro base elettorale, lasciando spazio all’ascesa di movimenti più radicali e verdi a sinistra e a destra. La pressione esercitata dalle forze di estrema destra ha costretto i socialdemocratici a rivedere le loro strategie politiche, portando in alcuni casi a un progressivo spostamento verso posizioni più radicali o, al contrario, a una maggiore moderazione per cercare di riunire il consenso.
- I partiti liberali: il dilemma del centro politico
I partiti liberali, che occupano tradizionalmente il centro dello spettro politico (PL), sono forse quelli più legati all’idea di globalizzazione. Essi vedono nella libera circolazione di merci, persone e capitali un’opportunità per il progresso economico e lo sviluppo delle società. Tuttavia, anche i liberali si trovano oggi in una posizione di grande difficoltà. L’estrema destra li accusa di svendere gli interessi nazionali, favorendo la delocalizzazione delle industrie, l’apertura incontrollata delle frontiere e l’afflusso massiccio di immigrati, elementi che vengono percepiti come una minaccia all’identità nazionale e alla sicurezza economica.
La crescente pressione dei partiti di estrema destra ha costretto i liberali a difendere la loro posizione in un contesto sempre più ostile. La narrazione secondo cui la globalizzazione è inevitabile e vantaggiosa non riesce più a convincere ampi settori dell’elettorato, soprattutto quelli più colpiti dalle trasformazioni economiche in atto, come la perdita di posti di lavoro nelle industrie tradizionali. Il risultato è che anche i partiti liberali stanno perdendo terreno e fatica a rinnovarsi per rispondere alle nuove sfide politiche.
- L’ascesa dell’estrema destra: identità nazionale e protezionismo
L’estrema destra (Xd) ha saputo sfruttare le paure legate alla globalizzazione, presentandosi come l’unico baluardo in difesa dell’identità nazionale e della sovranità statale. Questo movimento, che negli ultimi decenni ha conosciuto una forte crescita in molti paesi occidentali, si oppone all’immigrazione, all’apertura delle frontiere e alla perdita della sovranità economica. La narrativa dell’estrema destra è spesso imperniata sulla difesa della cristianità occidentale, della storia e del patrimonio culturale nazionale, elementi che vengono messi al centro di una visione politica conservatrice e protezionista.
In molti paesi europei e negli Stati Uniti, l’estrema destra è riuscita a conquistare fette consistenti dell’elettorato, arrivando in alcuni casi al governo o comunque condizionando fortemente l’agenda politica nazionale. Questa crescita ha messo in crisi i partiti di centro, costretti a rivedere le loro posizioni su temi come l’immigrazione e la sovranità economica. L’avanzata dell’estrema destra ha inoltre creato un clima di incertezza, con molti partiti liberali che temono un’uscita autoritaria e illiberale di queste forze politiche una volta al potere.
- Conclusione: il futuro delle democrazie liberali tra globalizzazione e identità
In conclusione, l’avanzata dell’estrema destra nelle democrazie occidentali può essere interpretata come una reazione alla globalizzazione, percepita come una minaccia alla sovranità nazionale e all’identità culturale. Tuttavia, nonostante queste resistenze, la globalizzazione sembra destinata a proseguire, alimentata dall’innovazione tecnologica, dalla robotizzazione dei settori industriali e dalle trasformazioni del sistema finanziario globale. La diffusione delle criptovalute e la crescente integrazione economica tra i paesi lasciano presagire un futuro in cui le decisioni economiche e politiche saranno sempre più interconnesse a livello globale.
Anche i partiti di estrema destra, nel tempo, dovranno confrontarsi con la realtà economica e finanziaria della globalizzazione, adattando le loro posizioni alle esigenze del mercato globale. La politica potrebbe gradualmente lasciare spazio a nuovi attori, come i grandi conglomerati economici, che giocheranno un ruolo sempre più importante nelle decisioni politiche. L’idea di una politica nazionale basata sulla sovranità assoluta potrebbe rivelarsi obsoleta di fronte alle dinamiche inarrestabili del mercato globale.
L’autore:
Bahram Farrokhi è un analista politico e di relazioni internazionali e geopolitica a Kayhan London e WorldCrunich, ha studiato e vive in Italia , Roma.
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