Antisemitismo
Israele licenza per l’antisemitismo è una vecchia storia
Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter Uno dei leitmotiv propinati dalla disinformazione propagandistica propal insiste sul fatto che l'antisemitismo dilagante sia causato dalla condotta d'Israele. Non si tratterebbe, secondo costoro, di un pregiudizio ma di un giudizio ex post fondato sulla "sproporzione" della risposta

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Uno dei leitmotiv propinati dalla disinformazione propagandistica propal insiste sul fatto che l’antisemitismo dilagante sia causato dalla condotta d’Israele. Non si tratterebbe, secondo costoro, di un pregiudizio ma di un giudizio ex post fondato sulla “sproporzione” della risposta d’Israele al pogrom del 7 ottobre. Il primo rilievo che mi sento di fare a questa tesi è che essa contraddice chi sostiene che non via sia una correlazione tra antisionismo e antisemitismo.
Non si capisce infatti perché la condanna alla condotta d’Israele debba estendersi a tutti gli ebrei tout court. Semplice osservare come siano proprio coloro che la negano sdegnosamente a fissare una relazione tra ebraismo e Israele. Cosicché tutti gli ebrei, secondo costoro, diventano oggettivamente corresponsabili degli atti d’Israele meritando di essere odiati. La seconda osservazione riguarda la circostanza che chi ritiene di aver trovato una giustificazione al proprio antisemitismo in ragione della condotta d’Israele, ignora o finge d’ignorare il fatto che il pregiudizio antiebraico ha sempre trovato delle “valide ragioni” fondate sulla presunta “esecrabile” condotta degli ebrei. Ha ragione l’amico Iuri Maria Prado quando sostiene che l’antisemitismo è soprattutto una “lunga storia di menzogne”.

La balla del “genocidio” in atto a Gaza, la frottola di chi attribuisce ad Israele una volontà genocidaria nei confronti dei palestinesi sono solo l’ennesime menzogne utili a giustificare il diffuso pregiudizio antiebraico. Non è un caso che quando il grande antropologo Norman Cohn scrisse il suo libro sulla storia dei “Protocolli dei Savi anziani di Sion”, un falso conclamato redatto dalla polizia segreta zarista che denunciava la volontà dell’ebraismo internazionale di conquistare il mondo, lo intitolò “Licenza per un genocidio”. E si riferiva, beninteso, al genocidio realizzato su scala industriale che portò alla morte di circa 6 milioni di ebrei.
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