Iran
La farsa del Natale in chiesa del vice presidente iraniano Zarif, il “grande mistificatore”
Mohammad Javad Zarif, ex ministro degli esteri, attualmente vice presidente per la strategia politica della Repubblica Islamica, con un gesto teatrale, è apparso nella chiesa di San Sarkis a Teheran accanto a sua moglie, una farsa per tentare di migliorare l'immagine di un regime che per


Mohammad Javad Zarif, ex ministro degli esteri, attualmente vice presidente per la strategia politica della Repubblica Islamica, con un gesto teatrale, è apparso nella chiesa di San Sarkis a Teheran accanto a sua moglie, una farsa per tentare di migliorare l’immagine di un regime che per decenni ha soffocato le minoranze religiose e incatenato le donne. Questa messinscena non è un sincero invito alla pace, ma un grido vuoto, uno strumento per la sopravvivenza di un sistema oppressivo che fugge dalle proprie atrocità interne, coprendole con veli di ipocrisia.
Il vero volto di Zarif, il “grande mistificatore”
L’uomo che, in una registrazione audio trapelata, si lamentava di non essere stato informato in tempo sull’abbattimento del volo ucraino da parte dei Pasdaran, e che ammetteva di si sarrebbe potuto mentire meglio ai media occidentali, si presenta oggi come un ambasciatore di pace e amicizia. Ma le sue parole appaiono più come un insulto all’intelligenza degli ascoltatori che come un invito alla pace.
Zarif e sua moglie parlano di rispetto per il cristianesimo e di tolleranza religiosa, ma come può ignorare la lunga storia di persecuzioni contro le minoranze religiose in Iran? Non sa forse dei sacerdoti cristiani come Mahdi Dibaj, Hossein Soudmand e Tatavous Michaelian, giustiziati solo per la loro fede? O dei Bahaí, degli ebrei e di altri gruppi religiosi costantemente perseguitati dal regime?
In questo video, Zarif parla con un linguaggio sofisticato, ammonendo sui pericoli di una “Terza Guerra Mondiale”. Ma chi, se non il regime della Repubblica Islamica, ha seminato più odio e violenza in Medio Oriente negli ultimi quattro decenni?
Dall’appoggio a gruppi come Hamas, Hezbollah e Houthi, fino al sostegno al regime di Assad in Siria, la Repubblica Islamica è stata una delle principali cause di instabilità nella regione. E ora Zarif, il volto della propaganda del regime, cerca di presentarsi come un uomo di pace.

La presenza di Zarif in chiesa durante le festività natalizie non è altro che un tentativo di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle crisi interne dell’Iran. Come può parlare di rispetto per le religioni un regime che ha negato i diritti umani fondamentali alle minoranze religiose?
Il Natale, per un regime che reprime non solo i musulmani ma anche i seguaci di altre fedi, non ha alcun significato autentico. Questa sceneggiata non è altro che un goffo tentativo di cambiare l’immagine internazionale della Repubblica Islamica.
Zarif cerca di attribuire l’isolamento internazionale dell’Iran a figure come Netanyahu o Trump, ma la realtà è che l’emarginazione dell’Iran è il risultato diretto delle politiche aggressive e repressive del regime stesso.
Sebbene Zarif cerchi di apparire come un uomo di pace e di popolo, il popolo iraniano sa bene che lui e i “riformisti” sono semplicemente strumenti nelle mani di un regime oppressivo. Questi tentativi non possono cancellare i crimini di oltre 46 anni di oppressione.
In conclusione, nessuna parola, nessun video emozionante, nessun augurio di Natale potrà lavare via le macchie indelebili dei crimini del regime islamico dal volto di Mohammad Javad Zarif e dei suoi complici. La storia dell’Iran ricorderà lui e i suoi sostenitori come i grandi mistificatori di un regime tirannico.
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Gesto ipocrita, ma che manderà in sollucchero papa Ciccio primero e i pacifinti de noantri di matrice cattolica.