Conflitto russo-ucraino
La lezione britannica: dignita? e valori contro il bullismo
Dimentichiamo i bulli dello Studio Ovale. A 10 Downing Street si gioca un’altra partita. Appena Volodymyr Zelensky scende dall’auto, Keir Starmer lo accoglie con un abbraccio, mentre la folla sventola bandiere ucraine. “Tutta la Gran Bretagna e? con te” gli dice, con la compostezza e la



Dimentichiamo i bulli dello Studio Ovale. A 10 Downing Street si gioca un’altra partita.
Appena Volodymyr Zelensky scende dall’auto, Keir Starmer lo accoglie con un abbraccio, mentre la folla sventola bandiere ucraine. “Tutta la Gran Bretagna e? con te” gli dice, con la compostezza e la determinazione che da sempre contraddistinguono la diplomazia britannica.
Non ci sono umiliazioni pubbliche, sguardi torvi o atteggiamenti supponenti e sprezzanti. Non c’e? il bullismo di Donald Trump o l’arroganza di J.D. Vance. Qui non si discute dell’abbigliamento di Zelensky o del colore del suo maglione, si pensa a come aiutare l’Ucraina non al come depredarla.
“Avete il pieno appoggio del Regno Unito… resteremo al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario…” dice Starmer.

Mentre Trump e la sua cerchia umiliano Zelensky con frasi degne di un reality show, la Gran Bretagna risponde con gli atti concreti. Al numero 11 di Downing Street, il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves ratifica un nuovo pacchetto di aiuti da 2 miliardi e 260mila sterline in aggiunta ai 3 miliardi annui gia? concordati, forniture militari e l’addestramento del personale militare (ad oggi l’Uk ha addestrato 51mila soldati ucraini).
Poi arriva l’affondo del ministro degli Esteri James Cleverly, con parole che sono una lezione di dignita? e moralita? e un messaggio a chi di dovere:
“Anche se il Regno Unito dovesse essere l’unico paese al mondo a sostenere l’Ucraina, dovremmo continuare a sostenerla. Sono la prima linea della nostra difesa. I loro figli e le loro figlie combattono e muoiono per la nostra liberta?. Dovremmo ringraziarli.”
La differenza tra lo statista e il bullo sta tutta qui. Uno guida con dignita? e rispetto, l’altro si circonda di una gang di ricattatori ed estorsori.
E certo, l’Uk non avra? la potenza militare degli USA ma ha una dignita? e non si tira indietro. Non tratta Zelensky come un mendicante, tentando di umiliarlo e sminuendo la sua lotta, lo accoglie come un capo di Stato.
Dimentichiamo la Casa Bianca, ridotta a un covo di mafiosi, dove il sostegno viene concesso solo in cambio di sottomissione, dove gli alleati non sono partner ma pedine da usare e insultare a piacimento e chi non si inginocchia viene umiliato.
Qui siamo a Londra: qui non si mercanteggia con la liberta?. Qui la politica e? ancora una questione di principi.
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Quello che é successo a Whashington tra Zelkensky e Trunp non é stato certamente un bello spettacolo. Ma addossare ogni responsabilità al presidente e al vice americani a me pare un tantino forzato. “Bulli, gang di ricattatori ed estorsori, Casa Bianca ridotta a covo di mafiosi” ……. Cerrto che se queste dovessere essere le basi del “ragionamento” di Zelenski non vedo come si possa cercare una mediazione che, volenti o nolenti, deve avere come protagonisti gli Stati Uniti.