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La macchina della menzogna. Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente riporta

Guerra ibrida e disinformazione

La macchina della menzogna. Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente riporta

Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente ripete: viaggio nella più colossale operazione di disinformazione del nostro tempo Non serve scavare troppo per scoprire che la realtà che ci raccontano su Gaza è costruita a tavolino. Ma serve coraggio per dirlo. Perché non è un errore. Non è

Luigi Giliberti04/08/2025Aggiornato 03/08/20254 min lettura734 parole
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Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente ripete: viaggio nella più colossale operazione di disinformazione del nostro tempo

Non serve scavare troppo per scoprire che la realtà che ci raccontano su Gaza è costruita a tavolino. Ma serve coraggio per dirlo.

Perché non è un errore. Non è una svista. È una strategia di guerra, e funziona alla perfezione.

Fase uno: Hamas inventa

Il cuore del sistema è Hamas. Un’organizzazione terroristica secondo mezzo mondo, ma a Gaza è lo Stato. O meglio, una dittatura islamista armata che controlla tutto: sanità, scuole, media, ONG locali.

È Hamas che decide chi vive e chi muore, ma soprattutto chi è “civile” e chi no. E lo fa attraverso il suo Ministero della Salute: la fonte “ufficiale” di tutti i bilanci delle vittime, citata ogni giorno da giornali e TV occidentali come fosse un istituto imparziale.

Ma è solo una maschera con il Kalashnikov sotto. Non distingue tra miliziani e civili, non verifica nulla, non pubblica liste complete. E soprattutto: non ammette mai che un razzo di Hamas possa aver ucciso qualcuno a Gaza, anche se i video lo mostrano chiaramente.

Fase due: UNRWA legittima

L’ONU entra in scena, con il suo braccio storico in Medio Oriente: l’UNRWA. L’agenzia che dovrebbe occuparsi dei rifugiati palestinesi è in realtà una gigantesca centrale di assunzione per Hamas: 13.000 dipendenti solo a Gaza, il 90% dei quali palestinesi.

Tra questi, documenti alla mano, decine hanno partecipato al massacro del 7 ottobre. Altri insegnano ai bambini che Israele va cancellato. Eppure, UNRWA rilancia ogni giorno i numeri del Ministero della Salute senza fiatare. Nessuna verifica. Nessun dubbio. E se qualcuno chiede conto? Silenzio. O accusa di razzismo.

Fase tre: i giornalisti embedded (con Hamas)

La stampa locale a Gaza è libera quanto un pesce rosso in boccia. Ogni fotografo, ogni cameraman, ogni stringer lavora sotto il controllo diretto di Hamas. Se mostra un razzo sparato da una scuola, sparisce. Se filma un tunnel sotto un ospedale, sparisce. Se chiede troppo, sparisce.

Eppure i grandi media occidentali – da Reuters a CNN, da AFP a Al Jazeera – si affidano a questi operatori come fossero testimoni imparziali. Risultato? Tutti i contenuti prodotti a Gaza sono filtrati, selezionati, pilotati, quando non apertamente inscenati. Scene di panico, bambini feriti, donne che urlano: sempre il momento dopo l’attacco, mai prima, mai durante, mai un solo miliziano armato a fianco dei “civili”.

Fase quattro: le ONG blindano la narrazione

A chi tocca “certificare” la verità? Alle ONG dei diritti umani – o meglio, dei diritti “a senso unico”.

Amnesty International, Human Rights Watch, B’Tselem: tutte incollano i dati di Hamas sui loro report come fossero Vangelo. Scrivono di “genocidio”, “massacri indiscriminati”, “deliberata fame dei bambini” senza una sola indagine indipendente in loco.

Non parlano mai di scudi umani, né di tunnel sotto le scuole, né di ospedali usati come basi operative. E chi osa contestare la narrativa? È complice del crimine.

Fase cinque: i megafoni dell’Occidente

Infine, entra in gioco la macchina dell’indignazione globale: giornalisti embedded nel conformismo, attivisti travestiti da analisti, influencer ben pasciuti dalla guerra mediatica.

La sinistra radical chic europea si beve tutto. La stampa progressista rilancia. Le università fanno eco. E così la verità sparisce, soffocata da un’onda perfetta di menzogne, emotività e moralismo tossico.

Risultato? Il delitto perfetto.

Un’organizzazione terroristica:

  • controlla le fonti sanitarie,
  • gestisce i giornalisti,
  • condiziona le agenzie ONU,
  • manipola le ONG,
  • viene ripulita da media e accademia,
  • e si presenta come vittima innocente.

Nel frattempo, usa bambini come scudi, tunnel sotto gli ospedali, ambulanze per trasportare armi. Ma nessuno lo vede. Nessuno lo vuole vedere.

Ecco la verità più scomoda: Gaza non è solo un campo di battaglia. È un laboratorio avanzato di propaganda ibrida.

E noi – media, governi, cittadini – ne siamo stati le cavie perfette.


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Un pensiero su “La macchina della menzogna. Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente riporta

  1. Maria Nadia dice:

    Continuo a chiedere:
    Da dove viene tutto questo potere di Hamas?
    Chi ha interesse a falsificare la narrazione manipolando media e social?
    L’odio antiebraico ha facile presa nelle menti, ma chi ha interesse a diffonderlo?
    La mistificazione woke? i BRICS?
    O semplicemnte il male che periodicamente ha il sopravvento nel mondo?
    Qualcuno ha una risposta?
    Grazie.

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