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La morte di Navalny ci racconta la mediocrità di Putin

Russia

La morte di Navalny ci racconta la mediocrità di Putin

Alexei Navalny morto in un carcere-gulag a 2000 km da Mosca, dopo essere stato avvelenato, arrestato, privato del diritto di difesa, torturato, escluso dalla vita politica con leggi ad personam. Pochi giorni fa il candidato pacifista Boris Nadhezhdin è stato artificiosamente escluso dalle presidenziali. Giornalisti e

Marco Setaccioli17/02/2024Aggiornato 17/02/20241 min lettura193 parole

Alexei Navalny morto in un carcere-gulag a 2000 km da Mosca, dopo essere stato avvelenato, arrestato, privato del diritto di difesa, torturato, escluso dalla vita politica con leggi ad personam. Pochi giorni fa il candidato pacifista Boris Nadhezhdin è stato artificiosamente escluso dalle presidenziali. Giornalisti e oppositori da anni vengono intimiditi, arrestati e uccisi. Qualcuno potrebbe pensare che questi siano segni di forza. È vero esattamente il contrario.

Putin è vittima del suo potere, perché vive quotidianamente del terrore di perderlo. Il mito dell’uomo forte di Mosca si sta sgretolando giorno dopo giorno, rivelando quel che Putin alla fine è sempre stato. Un mediocre omuncolo incapace di controllare le sue ossessioni e paranoie. Anna Politovskaya lo definì “figlio del più nefasto tra i servizi segreti del paese, [che] non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui e pertanto insiste a voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nella sua precedente professione” (La Russia di Putin – 2004). Chi ancora oggi considera questo vile criminale come un modello al quale ispirarsi, non ammira la sua forza, semmai si specchia nella sua mediocrità.

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Un pensiero su “La morte di Navalny ci racconta la mediocrità di Putin

  1. RICCARDO dice:

    I segni della debolezza del regime.
    Purtroppo però la maggioranza dei russi è apatica, non ha perso o ha al momento un familiare in guerra, e quindi non è una minaccia per Putin.
    Non a caso il dittatore evita la coscrizione obbligatoria, che porterebbe la maggioranza silenziosa a farsi delle domande.
    Le domande, il più grande nemico di tutti i regimi.
    Un abbraccio, Marco
    Riccardo (Armega67)

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