Iran
La morte di Sinwar e il metodo Caracciolo
Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter Oggi desidero segnalare l'analisi che Lucio Caracciolo ha scritto per la Repubblica in merito alle conseguenze della morte di Sinwar. Si tratta dell'ennesima mirabile prova di come si cerchi di far passare un wishful thinking propagandistico per un'analisi.

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Oggi desidero segnalare l’analisi che Lucio Caracciolo ha scritto per la Repubblica in merito alle conseguenze della morte di Sinwar. Si tratta dell’ennesima mirabile prova di come si cerchi di far passare un wishful thinking propagandistico per un’analisi. E’ il metodo Caracciolo da anni e dovrebbe brevettarlo se è vero che, pur non avendone azzeccata una che è una, continua ad essere interpellato come “esperto”. Sono talmente tante le sgangherate analisi dedicate soprattutto alla fine dell’egemonia dell’occidente amerikano che occorrerebbe una collana di libri per poterle contenere tutte. Lo schema è sempre lo stesso: si tratti degli Stati Uniti o in questo caso d’Israele se ne enfatizzano le difficoltà, se ne minimizzano i successi che miracolosamente si ribaltano in sostanziali insuccessi. All’indomani dell’uccisione della mente del pogrom del 7 ottobre (per inciso dovuta con molta probabilità ad una soffiata interna, vista la velocità con cui Israele ha tenuto a precisare che si sia trattato di una fortunata circostanza) dopo la decapitazione dei vertici di Hezbollah e Hamas, con un Iran isolato, infiltrato ai massimi livelli dai servizi israeliani, con un regime spaventato da possibili rivolte interne, dall’analisi di Caracciolo si evince che:
1. Israele è a corto di uomini e munizioni;
2. Israele è sull’orlo di una guerra civile;
3. il sostegno degli Usa è sempre più in bilico;
4. l’antisemitismo mondiale è una diretta conseguenza delle azioni del governo israeliano;
5. neanche a dirlo, Israele “prosegue il massacro che non discrimina tra terroristi e popolazione”.
Penso che neanche la propaganda iraniana avrebbe saputo fare meglio per cercare di risollevare il morale dei suoi adepti di fronte al collasso dei propri proxy disseminati ad arte in tutto il Medioriente. Chapeau!
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Peppino o’ turacciolo ha perso un’altra occasione per stare zitto o, per meglio dire, per evitare di dire fregnacce!!