Politica italiana
La sinistra delle barchette e l’infantilismo come metodo politico
Una politica ridotta a gesto simbolico e recita morale sostituisce l’analisi con il gadget, la complessità con l’adesione emotiva. Il caso delle barchette con vele a forma di anguria diventa così il sintomo di una regressione più ampia del dibattito pubblico italiano. La deriva verso l'infantilismo




Una politica ridotta a gesto simbolico e recita morale sostituisce l’analisi con il gadget, la complessità con l’adesione emotiva. Il caso delle barchette con vele a forma di anguria diventa così il sintomo di una regressione più ampia del dibattito pubblico italiano.
La deriva verso l’infantilismo politico non è solo un incidente comunicativo, ma il sintomo di un collasso cognitivo e culturale che non ha precedenti nella storia d’Italia. Se un tempo la nostra nazione combatteva contro l’analfabetismo strutturale con la forza della cultura e della dialettica, oggi ci troviamo immersi in un’ignoranza di ritorno che è molto più pericolosa, perché convinta di essere virtù.
L’immagine plastica di questo declino è stata offerta recentemente dai vertici di quello che dovrebbe essere l’alternativa di governo: Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Nicola Fratoianni, riuniti per presentare una proposta di legge volta a vietare l’importazione di beni e servizi dagli insediamenti nei territori palestinesi.
Vederli sorridenti mentre brandiscono piccole barchette di legno con vele a forma di anguria, un gadget da recita scolastica elevato a vessillo geopolitico, proprio mentre l’ordine mondiale si sgretola e le fiamme dei conflitti lambiscono i nostri confini, restituisce la misura di un Paese che ha rinunciato al pensiero profondo per rifugiarsi nel gioco infantile.
Questa regressione non è un fenomeno isolato, ma si inserisce perfettamente in quella metamorfosi dell’informazione che ha trasformato il dibattito pubblico in un formato spettacolare che non richiede alcuno sforzo critico.
Il dramma vero non risiede soltanto nella pochezza di una sinistra che ha smarrito la capacità di analisi complessa, ma nel fatto che questo approccio venga considerato una proposta politica spendibile. È il trionfo dell’idiozia elevata a metodo: la complessità dei problemi geopolitici ed economici viene compressa in simbolismi puerili, privi di qualsiasi spessore intellettuale o strategico.
Siamo di fronte a un naufragio culturale in cui siamo al contempo spettatori e attori di un palcoscenico ricco di messinscene progettate per suscitare un’adesione immediata e irriflessiva. Non si cerca più di smuovere l’intelligenza, ma di fornire al pubblico i segni necessari per confermare i propri pregiudizi, trasformando la politica in una continua e rassicurante ricerca di conferme.
Si assiste a una sorta di regressione allo stadio magico, dove si pensa che l’esibizione di un manufatto di carta possa sostituire la forza della diplomazia o la solidità di un programma economico. Siamo di fronte al livello culturale più basso della nostra storia repubblicana.
Quando la politica smette di parlare all’intelligenza dei cittadini per solleticarne esclusivamente l’emotività più superficiale, la democrazia stessa svapora in una farsa. L’Italia, in questo scenario, appare come una nazione stanca e smarrita, che accetta di essere rappresentata da leader che affrontano la tragedia della storia con la leggerezza colpevole di chi non ne comprende la portata.
Non è più una questione di schieramento, ma di dignità della nazione: un Paese che non sa più distinguere tra un progetto politico e una recita scolastica è un Paese che ha già rinunciato al proprio futuro, consegnandosi a una decadenza intellettuale che è il preludio di ogni naufragio sociale.
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Ecco la foto:
https://www.gedistatic.it/content/gedi/img/huffingtonpost/2025/09/04/060847840-c8a8e517-0a51-4ed6-9778-513a79392044.jpg?webp
Non potevi scriverlo meglio. As usual.
Nulla da eccepire nelle analisi riportate. Un consiglio. Non cadete nel sistema comunista nell’esposizione del vostro pensiero in modo aulico e psicologico altrimenti il lettore comune non vi segue più quando forzatamente si ripetono pensieri collaterali e simili nella sostanza. La semplicità di scrittura di facile comprensione , sintetica e chiara nei suoi contenuti ci deve distinguere sempre perchè possa essere abbracciata anche da chi non la pensa allo stesso modo. Paolo l’ultimo degli ultimi
perfetto, semplicemente perfetto. grazie
Come non condividere quanto scritto? Faccio presente che i signori citati altro non sono che cervelli con logica mentale conservatrice e la dimostrazione è che non usano alcun raziocinio ma leggono tutto attraverso la loro ideologia , caratteristica tipica dei conservatori.
Sbaglio o l’anguria era ed è un simbolo che hanno mostrato vari membri e sostenitori palestinesi accanto al loro nome o nickname sui loro profili social dopo il 7 ottobre?
Anche qui una scelta totalmente genuina da parte dei leader della sinistra?
ma la foto dov’è???