Conflitto russo-ucraino
Lo spettacolo desolante degli amici dei dittatori e dei finti pacifisti
Se è vero che "la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi" possiamo dire che oggi più che mail ci troviamo già in una fase storica che assomiglia sempre di più ad una guerra. Tralasciando per un attimo la guerra in Ucraina



Se è vero che “la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi” possiamo dire che oggi più che mail ci troviamo già in una fase storica che assomiglia sempre di più ad una guerra. Tralasciando per un attimo la guerra in Ucraina che è una guerra a tutti gli effetti, Warren Buffet ha recentemente puntualizzato che “i dazi sono un atto di guerra, in una certa misura”. E come valutare le mire di Trump su Panama e sulla Groenlandia se non atti di ostilità che postulano azioni militari ai danni di altri stati sovrani?
Come andrebbe interpretato il piano presentato dalla presidente della commissione europea che prevede l’investimento di 800 miliardi di euro per la difesa europea se non come la constatazione che viviamo in tempi “pericolosi” per la pace e la stabilità internazionale? In tempi di guerra o anche solo di concrete minacce di guerra in genere si serrano i ranghi, si fa quadrato, insomma si mettono da parte le divisioni che fanno parte dell’ordinaria amministrazione della vita politica di un paese democratico.
Si veda il discorso della capa dell’opposizione conservatrice britannica, Kemi Badenoch , che “ha offerto il pieno appoggio al primo ministro Keir Starmer e al governo laburista per difendere il principio fondamentale che non sia l’aggressore a vincere”, come ha riportato Alessandra Libutti. E invece in Italia no, questo da noi non avviene.
La deriva demagogica e populista, corollario della decadenza di questo paese che dura da più di un trentennio, ha ridotto l’Italia (tra i paesi fondatori della Nato e dell’Unione europea) a poter contare su una ristretta fetta di rappresentanza politica desiderosa di “serrare i ranghi”.
Per il resto è il solito scenario desolante, costellato di tifosi dei dittatori da una parte e sempiterni odiatori dell’Occidente travestiti da pacifisti dall’altra.
E così l’Italia, non nuova a repentini voltafaccia in tempi di guerra, riafferma – una volta ancora – la propria doppiezza e la propria ambiguità quando si tratta di difendere i valori di libertà e democrazia minacciati da despoti e oligarchi sparsi per il mondo.
E’ questo spettacolo desolante che ha contribuito alla nascita d’InOltre.
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Condivido molto volentieri, Filippo Piperno. Un giornale che non c’era.
Non credo che dobbiamo vergognarci, piuttosto ricordarci di quei pacifinti quando votiamo.
Dobbiamo periodicamente, e con una certa frequenza, vergognarci di essere italiani.
Desolante il panorama politico italico!!
E’ la chiara dimostrazione di quanto pervasiva sia stata la guerra cognitiva russa ai danni del sistema paese, sistema che poi viene chiamato ad eleggere i suoi rappresentanti politici di infimo spessore e arci-dubbia moralità.
Nel nostro paese il rossu-brunismo è il partito di maggioranza assoluta che abbraccia tutti, da destra a sinistra passando per il (politicamente svanito) centro del metaforico arco istituzionale; peggio che in Ungheria o in Slovacchia!!! Sono pochi coloro a rendersi conto che abbiamo buttato nel cesso la credibilità politica, invero molto bassa, duramente conquistata al cospetto dei partner europei. Ci siamo candidati a diventare colonia marittima russa o, forse, del nuovo impero ottomano che dalla Turchia vuole riaffermarsi???