Antisemitismo
L’odio per Israele è solo l’ennesimo capitolo di una lunghissima storia
Nelle ore in cui le diplomazie stanno ancora limando i termini per l’accordo di cessate il fuoco a Gaza, a quasi un anno e mezzo dal pogrom del 7 ottobre del 2023, permangono lo sgomento, la rabbia e quel po’ di rassegnazione che molte persone provano



Nelle ore in cui le diplomazie stanno ancora limando i termini per l’accordo di cessate il fuoco a Gaza, a quasi un anno e mezzo dal pogrom del 7 ottobre del 2023, permangono lo sgomento, la rabbia e quel po’ di rassegnazione che molte persone provano davanti all’odio che avvolge Israele.
Un odio che in questo anno e mezzo si è talmente sedimentato che, ancora oggi, c’è chi continua a cancellare dolosamente l’unico vero motivo scatenante di questa guerra: la carneficina compiuta da Hamas il 7 ottobre 2023. Ancora oggi c’è chi non si scandalizza della necessità d’Israele di sottostare ad uno scambio tra pochi ostaggi da una parte e molti terroristi dall’altra.

Ancora oggi si ha la netta sensazione che l’odio per Israele sovrasti di gran lunga l’amore per i palestinesi e la loro causa.
Comprendiamo senza difficoltà lo sdegno che molti provano davanti al modo in cui il solito mediocre e troppo spesso tifoso circuito mediatico ha raccontato il conflitto israelo-palestinese e la guerra di Gaza.
La bestemmia del “genocidio” che banalizza la morte di 6 milioni di ebrei uccisi dal nazismo. La mancanza totale di filtri sulle bugie confezionate ad arte dall’Ufficio stampa di Hamas. Le carestie inesistenti. La contabilità dei morti a Gaza che ancora oggi è appannaggio esclusivo di Hamas ma che è divenuta, grazie ai media, una “verità ufficiale”. Per non dire delle accuse di colonialismo, apartheid e altre idiozie.
E però non c’è da stupirsi se è vero che è stata la stessa leadership di Hamas a certificare la volontà deliberata di riattizzare il diffuso pregiudizio antiebraico presso l’opinione pubblica internazionale. “Gli israeliani sono esattamente lì dove li volevamo” ha detto Yahya Sinwar in una conversazione telefonica intercettata, quando ancora si nascondeva in uno dei tunnel di Gaza usando i suoi concittadini come scudi umani. Un obiettivo che, come si è potuto vedere, Hamas ha brillantemente conseguito.
Se lo aspettava Sinwar, ce lo dovevamo aspettare anche noi. Perché è almeno mezzo secolo che le risposte d’Israele al terrorismo palestinese sono state definite “sproporzionate”. E d’altronde, se l’esistenza stessa d’Israele nasce da un abuso, ogni azione che contrasta quell’abuso è legittima. E ogni reazione israeliana, illegittima e sproporzionata.
Ora, ci sarebbe da chiedersi, da cosa dipende questo giudizio così severo nei confronti d’Israele? Perché questo accanimento? Perché i numerosi regimi criminali e liberticidi che infestano il pianeta non riescono a catalizzare lo sdegno e la rabbia che suscita Israele? Perché non l’Iran? O la Cina, la Russia, l’Arabia Saudita, la Corea del Nord, l’Eritrea? Cosa rende così speciale la causa del popolo palestinese? Perché ad Hamas si concede una giustificazione storica e morale quando uccide a sangue freddo dei bambini? Lo ha fatto, ad esempio, l’ineffabile segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres quando disse che il 7 ottobre “veniva da lontano”.
Eppure, anche gli angloamericani che bombardarono a tappeto le città della Germania nazista vennero biasimati. Anche gli stupri dei soldati russi ai danni delle donne tedesche vennero esecrati. Perché anche una causa giusta, come la sconfitta del nazifascismo, può essere perseguita con modalità moralmente censurabili. Ma per i palestinesi questa censura morale non scatta mai. Tutto è legittimo per loro quanto tutto è illegittimo e sproporzionato per gli israeliani. Perché?
La risposta è che Israele è divenuto l’ennesimo capitolo nella lunga storia di accuse infamanti e pretestuose rivolte agli ebrei da almeno due millenni.
Non è la causa palestinese ad essere “speciale” ma la nascita d’Israele a suscitare scandalo.
L’odio ed il pregiudizio per gli ebrei scorrono come un fiume carsico nella bimillenaria storia della diaspora ebraica. L’antisemitismo è riuscito a mettere d’accordo il nazifascismo con il bolscevismo, i cristiani con l’Islam, i protestanti con i cattolici. Persecuzione, Ghetti, pogrom fino al tentativo di sterminio finale della Shoah: questa è la storia della diaspora ebraica.
L’antisemitismo non è nato con la guerra di Gaza come molti antisemiti in servizio permanente ed effettivo tentano ridicolmente di insinuare. E, sappiano questi odiatori, che in ogni epoca gli antisemiti di turno hanno attribuito agli stessi ebrei la colpa delle loro sofferenze. Sono trucchetti dialettici che conosciamo troppo bene per non avvertire il lezzo dell’odio antisemita.

Ciò spiega come la tardiva ed ipocrita pietà per i sei milioni di ebrei sterminati si è subito dissolta nell’indignazione per lo “scandalo d’Israele”. Parafrasando Primo Levi, la “Tregua” concessa agli ebrei è durata solo qualche anno.
Perché agli ebrei è concesso solo di morire nudi ed inermi. Ma prosperare e lottare per la propria esistenza? Mai e poi mai.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Condividi








Tanta rabbia…mi fa tanta rabbia questa enorme atavica ingiustizia verso un popolo a cui dobbiamo molto per tutto ciò che ha dato alla cultura alla scienza alla conoscenza. agronomia, tecnologia, medicina, musica, cinema, letteratura… Un popolo dalla resilienza ammirevole. Un popolo che vuole solo vivere in pace e prosperare. Una gran rabbia veder sventolare ovunque la bandiera del terrorismo islamico, della crudeltà, della menzogna, di un popolo inventato dagli arabi “allevato” per massacrare gli israeliani. Il più grosso imbroglio della Storia.
Tragicamente vero