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Morte Navalny: qualche legittimo dubbio sul garantismo della Lega

Italia

Morte Navalny: qualche legittimo dubbio sul garantismo della Lega

"Non additiamo responsabili finché non ci saranno prove oggettive". Lo dichiara il vicesegretario della Lega Andrea Crippa in merito alla morte di Alexei Navalny. Ok non additiamo. Ho solo una domanda per Crippa. Lei è lo stesso Crippa che nel 2018 disse: “Oggi abbiamo siglato uno

Filippo Piperno17/02/2024Aggiornato 17/02/20241 min lettura122 parole

“Non additiamo responsabili finché non ci saranno prove oggettive”. Lo dichiara il vicesegretario della Lega Andrea Crippa in merito alla morte di Alexei Navalny. Ok non additiamo. Ho solo una domanda per Crippa. Lei è lo stesso Crippa che nel 2018 disse: “Oggi abbiamo siglato uno storico accordo a Mosca fra la Lega Giovani e la Giovane Guardia di Russia Unita di Putin. Lotta all’immigrazione clandestina, lotta al terrorismo islamico, difesa della nostra storia e identità, riconoscimento della Russia come partner imprescindibile del sistema di sicurezza internazionale e fine delle sanzioni contro la Russia, che sono costate all’Italia 5 miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro persi”. Perché se fosse quel Crippa lì, la sua dichiarazione assumerebbe un tono vagamente sinistro.

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Un pensiero su “Morte Navalny: qualche legittimo dubbio sul garantismo della Lega

  1. Armega67 dice:

    Mettiamola così: nel 2018 tutti in Europa lisciavano il pelo a Putin, anche se c’era chi lo sopportava per ragioni economiche, come la Merkel, e chi ci sarebbe andato a letto, come Salvini e la Lega.
    Ora, dopo due anni di sanzioni ed una guerra fratricida, chi resta a difenderlo lo fa, a mio modesto parere, per solo due ragioni: o viene pagato (quattro milioni da qualche parte dovranno pur finire), oppure è innamorato dell’uomo forte (vedi leghisti e fascisti) o del fatto che sia antiamericano e antioccidente (sempre i fascisti, più iterzomondisti, komunisti, complottisti vari ecc.).
    Ciao, Winston!
    Riccardo

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