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Il nichilismo di Putin, dei suoi amici e dei suoi non-nemici, che considerano “niente” la vita dei bambini

Autobus distrutto e palazzi colpiti dopo un bombardamento a Sumy, in Ucraina: scena della strage causata dall’invasione russa

Conflitto russo-ucraino

Il nichilismo di Putin, dei suoi amici e dei suoi non-nemici, che considerano “niente” la vita dei bambini

Solo in tarda mattinata, dopo essermi già goduto una parte della mia paciosa Domenica delle Palme, ho scoperto che per la gente di Sumy, nel nord-est dell'Ucraina, quello non era stato un giorno di festa ma un incubo. Almeno 34 morti, tra cui 2 bambini, e

Autobus distrutto e palazzi colpiti dopo un bombardamento a Sumy, in Ucraina: scena della strage causata dall’invasione russa
Alfonso Lanzieri14/04/2025Aggiornato 22/04/20255 min lettura1.013 parole
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Solo in tarda mattinata, dopo essermi già goduto una parte della mia paciosa Domenica delle Palme, ho scoperto che per la gente di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina, quello non era stato un giorno di festa ma un incubo. Almeno 34 morti, tra cui 2 bambini, e oltre 120 feriti (questo il bilancio quando scrivo queste righe), in seguito a un attacco missilistico russo, l’ennesimo, sui civili. Il contesto rende tutto più odioso: la giornata da celebrare, le famiglie che vanno in chiesa, la cittadina che prova a ritagliarsi qualche ora di serenità nella guerra. Fa rabbrividire che il terrorismo di Putin abbia ricevuto l’imprimatur dal capo della Chiesa ortodossa russa, Kirill, ridotto a cappellano dell’orrore imperialista.

Ma questo è solo uno dei modi in cui il cristianesimo viene strumentalizzato a vantaggio del Cremlino e a offesa delle vittime ucraine. Bisogna anche ricordare che – certamente su un piano diverso eppure a suo modo corrivo – una frangia non piccola e radicalizzata del cristianesimo USA, evangelico e cattolico, si sente rappresentato da Trump e Vance, cioè dai responsabili dell’umiliazione mondiale riservata a Zelensky a febbraio scorso nello studio ovale. Chissà cosa pensa il cattolicissimo Vance di uno che bombarda le famigliole la Domenica delle Palme.

C’è pure dell’altro. Mi è capitato di leggere, in questi giorni, un libro di Emmanuel Todd dal titolo “La sconfitta dell’Occidente”. Il testo dello storico e sociologo francese, uscito l’anno scorso, ha fatto parlare di sé. Nelle analisi condotte dall’autore scorre sotterraneamente un giustificazionismo della belligeranza russa, sostenuto con una varietà e una sottigliezza di argomenti che non posso qui riprendere.

La parte che ci interessa, però, è dedicata alla descrizione del declino spirituale dell’Occidente, questa porzione di mondo sempre più anziana, che non fa più figli, che non sa più perché vive, che si crede il centro del mondo e che sarebbe in preda a deliri guerrafondai (un capitolo del libro si intitola “Scandinavia: dal femminismo al bellicismo”). Todd riassume tutto con una parola: nichilismo. La prospettiva del libro è stata ripresa, con una certa approvazione, da altri intellettuali italiani e non. In fondo, anche senza Todd, è la tesi che molti portano avanti. Questo Occidente nichilista ha perso l’anima, basta guardarsi in giro: ovunque squallore e devastazione. Senza più le nostre radici cristiane siamo persi.

Ora, io sono anche d’accordo sul fatto che siamo una società nichilista e che questo è un tema di cui occuparci. Io posso pure appoggiare la preoccupazione per la crisi della natalità e le sue più o meno problematiche implicazioni antropologiche. Quando però gli intellettuali o i chierici che plaudono a Todd, guarda caso sono pure accondiscendenti con Putin, incolpano l’Europa delle peggiori nefandezze, chiamano “pace” la svendita della libertà ucraina e arrivano a mettere sullo stesso piano, più o meno esplicitamente, leader politici democratici e autocrati sanguinari, allora siamo dinanzi a una evidente mistificazione.

Noi saremo pure una società moralmente allo sbando, ma uno Stato che lancia missili su un parco giochi (la strage di Kryvyi Rih del 5 aprile) o sulle famiglie in festa all’inizio della Settimana Santa, rappresenta invece un organismo in salute? Non è forse questo un nichilismo assai più profondo di quello messo in conto a noi da certi intellettuali perennemente imbronciati? Il nichilismo di Putin, dei suoi amici e dei suoi non-nemici, che considerano “niente” la vita dei bambini e dei loro genitori, “niente” l’autodeterminazione di un popolo e la sua identità nazionale.

E non è forse nichilismo quello di certi intellettuali, accademici o chierici, che guardano un intero mondo – quello europeo continentale e anglo-americano – e lo considerano un “niente” da negare totalmente e senza appello? L’attitudine di questi somiglia a quella dei rivoluzionari russi di metà ‘800 – lo scrittore russo Turgenev rese noto il termine “nichilismo” parlando proprio di loro – il cui scopo era la negazione distruttrice dei valori della generazione dei padri.

È questo nichilismo politico, che ha come bersaglio la liberaldemocrazia, a nutrire la cecità di una parte di élite culturale e a renderla acquiescente con la depravazione di un tiranno e del suo esteso cerchio magico. Nella Russia di Putin, ha scritto la giornalista Anna Politkovskaja prima di essere ammazzata dal regime, gli uomini sono “ingranaggi costretti a realizzare incondizionatamente gli azzardi politici di chi ha preso il potere”: ma tale versione dei fatti, resa da chi li ha testimoniati in presa diretta, non ha diritto di cittadinanza tra i cantori monomaniacali del disastro morale europeo.

Questi ultimi, di destra e sinistra, nei recessi della coscienza covano un’inconsapevole ammirazione per la vitale prepotenza anti liberale (è questo il punto) di certi ras politici: qui sta l’aggancio emotivo.

Probabilmente la perdita di contatto con l’universo cristiano ha contribuito a minare le basi morali dell’Occidente. Prendiamo per buona la tesi. Vedo, però, che chi esibisce valori cristiani e rimprovera ad altri di averli persi, bombarda i bambini la Domenica delle Palme o progetta di spartirsi un Paese con chi l’ha invasa.

Vedo che tra chi denuncia il nichilismo dell’Occidente e ne rimpiange la spiritualità smarrita, c’è fatica a schierarsi senza ambiguità con chi finisce sotto le bombe, e anzi indirizza la propria furia critica più a chi prova a sostenerne la resistenza che agli aggressori, abbracciando un pacifismo francamente peloso. Se i non nichilisti e i difensori dei valori cristiani sono questi, preferisco stare dall’altra parte ed essere annoverato tra gli immorali. Nel Vangelo, Gesù dice di essere venuto per i malati non per i sani. Da cristiano, ho più speranza di incontrarlo così.


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