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No, non sono femminista. Lettera di Barbara

Società moderna

No, non sono femminista. Lettera di Barbara

Un racconto personale che parte dall’esperienza di una ragazza cresciuta negli anni Novanta e arriva alle contraddizioni percepite nel femminismo occidentale contemporaneo. Tra slogan estremi, esclusioni nelle manifestazioni e il paradosso del velo iraniano, emerge una riflessione critica su un movimento le cui contraddizioni hanno ampiamente

InOltre16/03/2026Aggiornato 15/03/20263 min lettura583 parole

Un racconto personale che parte dall’esperienza di una ragazza cresciuta negli anni Novanta e arriva alle contraddizioni percepite nel femminismo occidentale contemporaneo. Tra slogan estremi, esclusioni nelle manifestazioni e il paradosso del velo iraniano, emerge una riflessione critica su un movimento le cui contraddizioni hanno ampiamente superato il paradosso.

di Barbara Dalle Fratte


Non sono femminista.
Nemmeno da ragazza.

Cresciuta negli anni ’90 in un piccolo paese di provincia, le grandi battaglie del femminismo erano ormai vinte e il movimento era sparito dai media.

Ha iniziato a interessarmi da adulta, quando le ragazze hanno ricominciato a manifestare.
E lo facevano per ogni causa, tappezzando Torino di slogan bizzarri, tipo: “ogni uomo morto è uno stupratore in meno”.

Rafforzano in me l’idea che no, non sono femminista. Io non voglio che tutti gli uomini muoiano solo perché hanno un gene diverso dal mio.

Ho così seguito le motivazioni delle manifestazioni di domenica 8 marzo.

Negli anni scorsi avevano cacciato una ragazza con un cartello che ricordava gli stupri delle donne ebree del 7 ottobre.


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Quest’anno lo hanno fatto con le ragazze iraniane. Probabilmente stridevano perché loro non sono contro la guerra nel loro paese, mentre le nostre femministe manifestavano contro la guerra.
Lo fanno per tutto, ricordate?

Lunedì poi mi passano nella TL di X due post.

Nel primo, un’attivista di sinistra francese affermava che le battaglie future del femminismo sono il diritto al velo e al voto senza documenti.

Poco sotto, la prima foto delle calciatrici iraniane dopo aver ottenuto l’asilo politico in Australia, chiesto per paura delle ritorsioni per non aver cantato l’inno iraniano all’inizio della partita.

Erano senza velo, indossato fino a poche ore prima mentre giocavano.

Così ho iniziato a riflettere sul paradosso del femminismo mainstream occidentale.

Le ragazze che “godono” del diritto al velo, appena possono se lo levano.
Sono disposte a morire per farlo, lo abbiamo visto negli ultimi anni.

Eppure quelle donne vengono cacciate dalle manifestazioni delle femministe odierne.

Questa contraddizione mi è frullata in testa per giorni, facendomi porre delle domande senza arrivare a risposte sensate.

Tranne che una.

No, non sono femminista.

Ps. Sorvolo sul collegamento uomo-stupratore e sul non credere allo stupro delle donne ebree, perché i pensieri che mi portano non sono adatti a essere espressi pubblicamente.

E nemmeno alle notizie sugli stupri pre-impiccagione delle ragazze iraniane ancora vergini.


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2 pensieri su “No, non sono femminista. Lettera di Barbara

  1. blogdibarbara dice:

    Ah, dimenticavo: quelle di “Non una di meno” che a Milano l’8 marzo hanno cacciato le donne iraniane, esattamente come a suo tempo hanno cacciato le donne israeliane. Ma veramente esiste qualche essere umano degno di questo nome che vuole avere qualcosa da spartire con questa feccia?

  2. blogdibarbara dice:

    È bello, cara omonima, scoprire di condividere pensieri e convinzioni con una cresciuta 40 anni dopo di me.
    Quanto alla perla citata, ne ho anch’o una discreta collezione.

    “Voglio vedere un uomo picchiato in una poltiglia sanguinolenta con un tacco alto infilato in bocca, come una mela nella bocca di un maiale.” Andrea Dworkin
    “Più divento famosa e potente, più ho forza per ferire gli uomini.” Sharon Stone
    “La proporzione di uomini deve essere ridotta e mantenuta a circa il 10% della razza umana.” Sally Miller Gearhart, in “The Future – If There Is One – Is Female”
    “Finché alcuni uomini usano la forza fisica per soggiogare le donne, tutti gli uomini non ne hanno bisogno. La consapevolezza che alcuni uomini lo fanno, è sufficiente a minacciare tutte le donne. Può picchiare o uccidere la donna che afferma di amare; può stuprare le donne … può molestare sessualmente le sue figlie … LA GRANDE MAGGIORANZA DEGLI UOMINI NEL MONDO FA UNA O PIÙ DELLE COSE DI CUI SOPRA.” Marilyn French (enfasi sua)
    “Sento che “l’odio per l’uomo” è un atto politico onorevole e attuabile, che gli oppressi hanno il diritto a un odio di classe contro la classe che li opprime”. – Robin Morgan, Ms. Magazine Editor.
    “Tutto il sesso, anche il sesso consensuale tra una coppia sposata, è un atto di violenza perpetrato contro una donna.” Catherine MacKinnon
    “Se la vita deve sopravvivere su questo pianeta, ci deve essere una decontaminazione della Terra. Penso che questa sarà accompagnata da un processo evolutivo che si tradurrà in una drastica riduzione della popolazione maschile.” Mary Daly

    No, decisamente non vogliamo essere “femministe”.

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