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Quel naso turato

Conflitto russo-ucraino

Quel naso turato

La lettura del libro di Richard Pipes “Comunismo. Una storia” mi ha suscitato una riflessione. La variopinta congrega che avrebbe già consegnato l’Ucraina alla bulimia imperialista della Russia di Putin è animata da motivazioni diverse. Ma prima leggiamo cosa scrive Pipes e siamo nel 2003: “Al

Filippo Piperno08/02/2024Aggiornato 08/02/20241 min lettura216 parole

La lettura del libro di Richard Pipes “Comunismo. Una storia” mi ha suscitato una riflessione. La variopinta congrega che avrebbe già consegnato l’Ucraina alla bulimia imperialista della Russia di Putin è animata da motivazioni diverse. Ma prima leggiamo cosa scrive Pipes e siamo nel 2003: “Al momento della morte di Stalin, il comunismo sovietico si era ormai trasformato nel nazionalismo russo. […] Oggi l’eventuale nostalgia dei russi per l’Unione Sovietica non deriva dal desiderio di restaurare il suo regime comunista ma quasi esclusivamente dal ricordo di come era esaltante essere rispettati e temuti dalle altre nazioni”. Ecco la visione di Putin espressa in poche righe scritte vent’anni fa. È, dunque, comprensibile che ai “Bruni” piaccia questo revanchismo antioccidentale Putinista, ricolmo di volontà di potenza e altri ammennicoli antidemocratici e antiliberali. Putin non ha mai fatto mistero di aver intrapreso una “Kulturkampf” contro la degenerazione morale dell’Occidente. È miele per i “Bruni”. D’altro canto, dovrebbe perplimere il più ambiguo e direi furbastro atteggiamento dei “Rossi”, al cospetto di un disegno nazionalista, imperialista e reazionario. Ma siamo alle solite: i veri nemici in comune ai due schieramenti sono la Società aperta, il libero mercato, la democrazia. Pur di vedere soccombere l’Occidente, i “Rossi” si turano il naso. Non è la prima volta e non sarà l’ultima.

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Un pensiero su “Quel naso turato

  1. Mauro dice:

    Il comunismo ha sempre avuto disegni Imperiali. Fin dalle origini. Operava in altra maniera. Cercava soprattutto l’appoggio delle masse sia operaie che contadine forte del suo messaggio semplice e anticapitalista: “Stop allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. Ideologia che ha affascinato milioni di persone. Non dimentichiamo il biennio rosso in Italia (1919-1921) coevo alla rivoluzione spartachista in Germania. Il terrore che questo biennio rosso suscitò in Italia portò al fascismo, nella convinzione che, dopo un po’ di repressione delle masse, se ne sarebbero liberati facilmente. Non andò così. Era troppo forte l’ideologia comunista, a differenza di quello che può sembrare oggi che è stata sconfitta, era un’ideologia moderna, che affascinò le masse ad ogni latitudine.Credo che sia naturale che il popolo Russo, dopo le umiliazioni degli anni 90, guardi con nostalgia a quel periodo della sua storia in cui era temuta e rispettata in tutto il mondo. Fa parte dell’animo umano. Adesso sta all’occidente, parlo soprattutto dell’Europa, smettere di pensare che la libertà sia gratis o che cresca sugli alberi non mi ricordo se era Giorgio Gaber che cantava così. Anche perché gli Stati Uniti si stanno richiudendo su se stessi (come fa ciclicamente) ridiventando isolazionisti, ancor più . Forse dovremmo fare i conti da soli con il redivivo espansionismo Russo. Lo Francia per bocca di Macron, ha rilanciato l’ idea di esercito europeo. La Polonia sì vuole dotare di arsenale nucleare e sembra che anche la Germania lo voglia.Come italiano mi sento abbastanza tranquillo. Non vorrei essere nato e vivere nei paesi baltici che fino al 1991 non esistevano nelle mappe, gia l’ambasciatore cinese a Parigi ha lanciato dei messaggi inquietanti quando ha detto di non essere sicuro della piena sovranità di Estonia Lettonia e Lituania. Poi si è corretto ma il messaggio è stato lanciato.
    p.s. non c’entra niente ma ho saputo oggi che il capo di Stato Maggiore ucraino è stato licenziato e al suo posto è stato messo un Generale di etnia russa e che ha studiato all’Accademia di Mosca.
    Che paradosso!!!

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