Propaganda propal
Quella falsa contabilita? che mobilita la caccia all’ebreo
Ci sono due modi – anzi due motivi – per non occuparsi della propaganda terrorista palestinese sul numero dei morti civili a Gaza. Il primo e? quello di chi rifiuta di indugiare sul carattere contraffattorio di quella contabilita? mortuaria perche? non accetta ragionamenti quantitativi sugli scostamenti



Ci sono due modi – anzi due motivi – per non occuparsi della propaganda terrorista palestinese sul numero dei morti civili a Gaza. Il primo e? quello di chi rifiuta di indugiare sul carattere contraffattorio di quella contabilita? mortuaria perche? non accetta ragionamenti quantitativi sugli scostamenti percentuali di una tragedia: “D’accordo – dice – non saranno 40 mila civili, ma se anche fossero meno che cosa cambierebbe?”.
Il secondo e? quello di chi non si occupa della falsita? di quei numeri perche?, puramente e semplicemente, gli sta bene che essa sfugga a qualsiasi scrutinio e soppianti la verita?.
In un caso quei numeri falsi, e la propaganda che ne fa uso, sfuggono alla condanna perche? dopotutto sono “irrilevanti” (non e? forse comunque una tragedia la morte di tanti innocenti?). Nell’altro caso quella mistificazione non e? contrastata perche? c’e? bisogno che prosegua.
Ma nei due casi il risultato non cambia: il rifiuto di fare le pulci a quei numeri falsi per motivi di altezza umanitaria – cioe? perche? “che cosa cambierebbe se fossero la meta??” – fa il lavoro di quello che magari non distribuisce in proprio le veline da tunnel, ma insomma non vorrebbe mai che smettessero di circolare.
Al benintenzionato cui ripugna il capzioso incaparbirsi sulle bufale statistiche del ministero della Salute di Gaza e su quelle, anche piu? fantasiose, messe insieme dal giornalismo d’inchiesta bardato d’arcobaleno, sfugge che e? sulla base di quelle falsita? “irrilevanti” che e? andato ingrossandosi il dossier goebbelsiano sul genocidio, sulla pulizia etnica, sulla carestia, sul deliberato sterminio di donne e bambini.
Sfugge a quell’equanime ed elegante osservatore (facciamo finta che gli sfugga) che e? quella contabilita? falsa a mobilitare la caccia all’ebreo nelle strade e nelle universita? e ad appicciare lo straccio della molotov contro la sinagoga.
A quel giudizioso osservatore, che non sporca il candore delle proprie analisi rimestando nei numeri di quella carneficina, sfugge (facciamo ancora finta che gli sfugga) che sono le porcherie narrative sulle donne e sui bambini palestinesi presi di mira dai cecchini sionisti a giustificare la noncuranza per un lattante e il suo fratello di quattro anni strangolati e restituiti a pezzi in un tripudio di musica e inni alla vittoria.
Produce violenza, quella propaganda. E contribuisce a quella violenza chi, elegantemente, la lascia correre.

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Peraltro, quello che sfugge alla maggior parte delle persone è la distinzione tra le (purtroppo inevitabili) vittime collaterali di azioni mirate a obiettivi militari, aggravate dalla consuetudine di Hamas di annidarsi in mezzo a civili (più o meno tali), e il deliberato attacco a civili inermi a solo scopo terroristico.
Purtroppo sui cosiddetti “morti civili” a Gaza ho una opinione che immagino agghiacciante per i più. Che si tratti cioè nella migliore delle ipotesi, e dico la migliore, di “collusi” con la mafia di Hamas. La peggiore è “organici. Questo non mi impedisce di provare grande tristezza e pietà per la loro sorte.