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Resoconto non autorizzato di una telefonata segreta tra Putin e Trump

Montaggio di Trump e Putin al telefono: ironica rappresentazione di una conversazione segreta tra leader mondiali.

Russia

Resoconto non autorizzato di una telefonata segreta tra Putin e Trump

-Ciao Donald. Ti chiamo per fare il punto della situazione. -Certo Vlad. Dimmi pure. -Donald, quei bellimbusti di Macron e Karmer mi hanno rotto le scatole. Come sai, hanno deciso una missione franco-britannica per addestrare l'esercito dei neonazisti di Kyiv. Non solo. Si propongono di guidare

Montaggio di Trump e Putin al telefono: ironica rappresentazione di una conversazione segreta tra leader mondiali.
Michele Magno29/03/2025Aggiornato 19/05/20254 min lettura711 parole

-Ciao Donald. Ti chiamo per fare il punto della situazione.

-Certo Vlad. Dimmi pure.

-Donald, quei bellimbusti di Macron e Karmer mi hanno rotto le scatole. Come sai, hanno deciso una missione franco-britannica per addestrare l’esercito dei neonazisti di Kyiv. Non solo. Si propongono di guidare una forza di peacekeeping, formata da paesi europei a me ostili, dopo la fine della guerra. Ma cosa si sono messi in testa? Devi far capire a Londra e Parigi, una volta per tutte, che la pace si raggiungerà solo a operazione militare speciale conclusa.

-Comprendo la tua ira, Vlad. Ma stai tranquillo. Quelle facce di bronzo si illudono di poter fare a meno di me. Gliela farò pagare cara. Sto preparando un pacchetto di dazi che li manderà gambe all’aria.

-Grazie, Donald. Ma io ho un disperato bisogno di soldi. Le sanzioni vanno abolite o, almeno, ridotte in misura consistente. Nonostante il buon lavoro fatto dai miei propagandisti per dimostrare il contrario, a Bruxelles sanno che la bilancia dei pagamenti russa piange. A proposito: non ho apprezzato che la tua amica Giorgia si sia accodata a quella serpe della von der Leyen.

-Ti capisco, Vlad. Ma ti assicuro che Giorgia non mi tradirà mai. Sta per rilasciare un’intervista al Financial Times favolosa Come non mi tradiranno mai Matteo Salvini e Giuseppi Conte. L’Italia è in buone mani. Piuttosto, dimmi: come stanno andando le cose in Donbas?

-Bene non benissimo, Donald. Le nostre truppe truppe stanno avanzando ovunque, mentre su tutto il territorio ucraino la nostra aviazione sta martellando centrali elettriche, scuole, ospedali e residenze civili. Ma l’ebreo nazista Zelensky resiste ancora. E i suoi droni ci stanno dando fastidio. E guai se arrivassero rapidamente gli aiuti militari promessi da Gran Bretagna, Francia, paesi scandinavi. Peraltro, il lurido -mentre ha accettato l’intesa sulla navigazione sicura nel Mar Nero- ha mangiato la foglia. Aspetta soltanto la nostra prima violazione. Nel frattempo, gli sto confezionando un piatto avvelenato.

-Di cosa si tratta, Vlad?

-Nel mio prossimo viaggio a Murmansk, proporrò di costituire una amministrazione transitoria sotto l’egida dell’Onu, al fine di organizzare elezioni presidenziali democratiche in Ucraina, e negoziare poi un accordo di pace con le nuove autorità.

-Mi pare una buona idea, Vlad. Ne discuterò subito con il mio staff. Probabilmente in prima battuta conviene che io la respinga. Se no quel zuccone che sta a Kyiv è capace di non firmare l’accordo sulle terre rare. Se la ripresentarai alla ripresa dei colloqui a Riad, troveremo una soluzione per sbarazzarcene. Keith Kellogg e Steve Witkoff sono tuoi grandi ammiratori, e ci penseranno loro.

-Ti sono grato, Donald. Spero che il mio via libera ti sia utile per impadronirti quanto prima della Groenlandia. Il nuovo ordine mondiale che stiamo costruendo ha bisogno di atti clamorosi. D’antro canto, l’annessione della Groenlandia spalancherebbe la porta a Pechino per chiudere i conti con Taiwan. Xi Jinping è un mio alleato prezioso, e dobbiamo fare in modo che non interferisca nei nostri piani.

-Sono d’accordo, Vlad. Non per caso sono stato cauto con lui sulla partita delle tariffe commerciali.

-Ottimo, Donald. Infine, dimmi: ti sta procurando qualche guaio la storia della chat tra i tuoi della sicurezza nazionale?

-Sono stati delle capre, Vlad. Ma non posso fare a meno di loro. Magari qualcuno lo cambierò, ma sarà sempre prono ai miei -e nostri- disegni. Inoltre, i democratici sono ancora dei cani bastonati.

Ocasio-Cortez e Sanders mi fanno il solletico. Del resto, basta negare una, cento, mille volte la verità e il gioco è fatto. Tu, che sei maestro nell’arte della menzogna, me lo insegni.

-Ottimo, Donald. Alla prossima. Sempre a tua disposizione.

-Alla prossima, Vlad. Altrettanto.



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