Iran
Roma e Milano per la libertà delle donne iraniane
Sono trascorsi due anni da quando Mahsa Amini, rea di aver infranto la legge sull’obbligo dell’hijab, è stata uccisa dalla polizia morale della Repubblica Islamica. La sua morte aveva acceso una miccia che aveva infiammato le strade dell’Iran, portando con sé ondate di proteste. Le immagini

Sono trascorsi due anni da quando Mahsa Amini, rea di aver infranto la legge sull’obbligo dell’hijab, è stata uccisa dalla polizia morale della Repubblica Islamica. La sua morte aveva acceso una miccia che aveva infiammato le strade dell’Iran, portando con sé ondate di proteste. Le immagini delle donne che si toglievano il velo in pubblico, ballando sui tetti delle auto e nelle strade, hanno fatto il giro del mondo, diventando l’emblema di una rivoluzione non solo per le giovani iraniane, ma per un’intera generazione di uomini e donne uniti contro l’oppressione del regime.
Il 14 settembre 2024, l’Italia scenderà in piazza con due manifestazioni a Roma e Milano, per commemorare il secondo anniversario dell’assassinio di Mahsa Amini e per sostenere il movimento iraniano “Donna, Vita, Libertà”. L’iniziativa è nata grazie all’impegno di attivisti iraniani, che hanno coinvolto diverse organizzazioni italiane e partiti politici. La risposta non si è fatta attendere: numerosi gruppi, associazioni e movimenti italiani hanno deciso di aderire, rispondendo all’appello delle donne iraniane, protagoniste di una coraggiosa resistenza fatta di proteste, scioperi e atti di disobbedienza civile.
L’hijab, infatti, rappresenta molto più di un semplice simbolo religioso: è il pilastro centrale del potere della Repubblica Islamica, uno strumento di controllo sulla vita delle donne e, più in generale, sulla società. Proprio per questo, concedere libertà alle donne, permettendo loro di scegliere se indossarlo o meno, minaccerebbe le fondamenta stesse del regime. Ogni gesto di ribellione contro l’obbligo del velo, quindi, si trasforma in un atto di resistenza rivoluzionaria, capace di mettere in discussione l’autorità del sistema. La lotta delle donne iraniane per la libertà è diventata un attacco diretto al cuore del potere dei mullah, rendendo il loro coraggio un simbolo di speranza e resistenza.
La risposta del regime continua ad essere brutale. Sin dalle prime manifestazioni, le forze di sicurezza hanno represso nel sangue ogni segno di dissenso, aprendo il fuoco contro i manifestanti, colpendo donne, uomini e persino adolescenti. Le strade dell’Iran si sono trasformate in campi di battaglia, con arresti di massa. Molti dei detenuti sono stati sottoposti a processi sommari, senza alcuna possibilità di difesa, e le esecuzioni sono state rapide e impietose come monito per terrorizzare la popolazione.
Il regime ha utilizzato la tortura, fisica e psicologica, per estorcere confessioni forzate e spezzare lo spirito di resistenza. I sopravvissuti alle prigioni raccontano di abusi, privazioni e condizioni disumane. Nonostante queste atrocità, il popolo iraniano continua a lottare con coraggio, sfidando apertamente Khamenei.
Il movimento “Donna, Vita, Libertà”, nato dall’assassinio di Mahsa Amini, è oggi un simbolo globale della lotta per i diritti umani. La ferocia con cui il regime iraniano ha cercato di sopprimere le proteste ha solo rafforzato la determinazione del movimento.
Anche in Italia, la rete di sostegno si è rafforzata, coinvolgendo attivisti, associazioni per i diritti umani e cittadini comuni, opponendosi alle elezioni farsa tenutesi negli ultimi mesi e qualsiasi compromesso con la Repubblica Islamica, rigettando le false promesse di riforma del regime, considerate soltanto strumenti di propaganda.
A Roma la manifestazione prenderà avvio a Piazza della Repubblica alle ore 16:00.
A Milano l’appuntamento è a Piazza San Babila alle ore 16:00.
Uscito su La Ragione il 12.09.2024
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