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Tensioni diplomatiche: la crisi India-Canada

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Tensioni diplomatiche: la crisi India-Canada

Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter La disputa diplomatica tra India e Canada ha raggiunto livelli critici, con l'espulsione reciproca di diplomatici e l'intensificarsi delle tensioni. L'origine del conflitto risale all'omicidio di Hardeep Singh Nijjar, un attivista Sikh canadese, assassinato nel giugno 2023 in

Alessandra Libutti17/10/2024Aggiornato 16/10/20243 min lettura534 parole

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La disputa diplomatica tra India e Canada ha raggiunto livelli critici, con l’espulsione reciproca di diplomatici e l’intensificarsi delle tensioni. L’origine del conflitto risale all’omicidio di Hardeep Singh Nijjar, un attivista Sikh canadese, assassinato nel giugno 2023 in Columbia Britannica. Nijjar era un sostenitore di Khalistan, uno stato indipendente per i Sikh, una questione altamente controversa che ha contribuito ad alimentare le tensioni tra i due paesi.

Le accuse mosse da parte del governo canadese hanno ulteriormente esasperato la situazione. Il Canada ha dichiarato che agenti del governo indiano sono stati coinvolti in “attività criminali gravi” sul suolo canadese. La polizia federale canadese, la Royal Canadian Mounted Police (Rcmp), ha scoperto prove che collegano agenti indiani a operazioni che mettono a rischio la sicurezza pubblica, inclusi potenziali collegamenti con omicidi, tra cui quello di Nijjar. A seguito di queste scoperte, il Canada ha espulso sei diplomatici indiani, incluso l’Alto Commissario indiano, provocando una risposta immediata da parte di Nuova Delhi.

Il governo indiano ha respinto con forza le accuse canadesi, definendole “assurde” e parte di una strategia calcolata per screditare l’India a fini politici. In risposta, l’India ha ordinato l’espulsione di un numero equivalente di diplomatici canadesi, fissando il 19 ottobre 2024 come termine per la loro partenza dal paese. Inoltre, l’India ha ritirato il proprio Alto Commissario e altri diplomatici da Ottawa, segnando un’ulteriore escalation della crisi.

Le tensioni tra i due paesi derivano principalmente dall’omicidio di Hardeep Singh Nijjar, ma le conseguenze di questa disputa diplomatica sono di portata più ampia. Il Primo Ministro canadese Justin Trudeau ha affermato che vi sono “prove chiare e convincenti” del coinvolgimento di agenti governativi indiani in attività pericolose per la sicurezza del Canada. L’India, d’altro canto, ha convocato il chargé d’affaires canadese per esprimere la propria ferma opposizione alle accuse, giudicandole del tutto inaccettabili.

Ora, con l’espulsione dei rispettivi diplomatici  (l’India ha anche sospeso i servizi consolari per i cittadini canadesi) le relazioni tra le due nazioni si complicano ulteriormente. Il conflitto ha implicazioni che vanno oltre il semplice scontro diplomatico, mettendo a rischio non solo i rapporti bilaterali tra India e Canada, ma anche la stabilità delle comunità Sikh in Canada, circa il 2,1% della popolazione.

La crisi potrebbe anche influenzare migliaia di studenti indiani che studiano in Canada, così come i legami economici e culturali tra i due paesi. Accusare un paese sovrano di operare sul suolo straniero per intimidire o eliminare oppositori politici è questione di rilevanza internazionale.

Ad oggi, la situazione rimane tesa. Nessuna delle due nazioni sembra disposta a fare passi indietro, e si teme che ulteriori azioni diplomatiche possano aggravare ulteriormente il conflitto. Il rischio è che questa controversia, iniziata con un omicidio, possa trasformarsi in un problema diplomatico di lunga durata, con ripercussioni che potrebbero estendersi ben oltre i confini di India e Canada.

Uscito su La Ragione il 17.10.2024


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