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Travaglio, Barbero e gli intellettuali che tengono famiglia

Conflitto russo-ucraino

Travaglio, Barbero e gli intellettuali che tengono famiglia

Per chi ha stomaco forte, consiglio l’intervento di Travaglio ad Otto e Mezzo di martedì 20 aprile. Il passaggio più interessante è la stizza con cui il nostro, a replica delle affermazioni di Franco Bernabè che sottolineava la paura che la Russia incute ai paesi confinanti,

Pietro Molteni24/05/2025Aggiornato 24/05/20255 min lettura1.001 parole
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Per chi ha stomaco forte, consiglio l’intervento di Travaglio ad Otto e Mezzo di martedì 20 aprile. Il passaggio più interessante è la stizza con cui il nostro, a replica delle affermazioni di Franco Bernabè che sottolineava la paura che la Russia incute ai paesi confinanti, incolpa la Finlandia di aver minato il proprio confine, in barba alle convenzioni internazionali che vogliono limitare l’uso delle mine antiuomo. In pratica, il fatto che la Finlandia mini il proprio territorio (sottolineiamo: il proprio), è considerato dal direttore del Fatto Quotidiano un abuso inaccettabile, una dichiarazione di guerra, un inno al bellicismo tossico dell’occidente guerrafondaio.

Perchè Travaglio dice questo? È un “fantoccio di Putin” come molti sostengono? È pagato dal Cremlino? Chi scrive queste righe si assume la responsabilità fare un’ipotesi che non ha uno straccio di prova: no, nessun pagamento in rubli, nessuna corruzione, è così e basta. Travaglio ha scelto la sua chiesa, ne è diventato sacerdote, e va bene così. Va bene così al palinsesto di La7 e di Nove, va bene così ai circoli ed ai teatri che lo ospitano, va bene così ai suoi lettori, va bene così ai suoi editori. Appartenere ad una chiesa ben precisa offre la sicurezza del posto fisso di lusso, al cui fascino non resistono nemmeno menti brillanti come quelle di Travaglio.

Più doloroso è il discorso su Barbero, il cui carisma e capacità comunicative, unite al merito di aver appassionato migliaia di persone alla Storia, si appiattiscono alle banalità da Bacio Perugina quando si allinea con Travaglio sul tema degli ucraini russofoni desiderosi di far parte del neo-impero Russo. Per azzardare un’altra ipotesi non richiesta, sembra chiaro che Barbero sarà un candidato di punta del Campo Largo alle prossime elezioni, capace di attrarre una parte non indifferente di elettori, anche giovane, che magari non si fa sedurre dalla marmellata catto-socialistoide di Tarquinio e Ciani, ma sul quale il professore non può che esercitare grande fascino a priori.

E se per Travaglio, in quanto giornalista di grido, la scelta di essere braccio armato della chiesa di appartenenza è una scelta in fondo obbligata, davvero fa soffrire vedere come Barbero, che di conoscenza e acume ne ha da vendere, si abbandoni a semplificazioni tanto scialbe, a testimonianza che, ahimè, il miraggio del posto fisso di lusso (unita ad una inscalfibile base ideologica) riesce a fare breccia anche nelle menti più acute.

A questo punto, ci sarebbe quasi da spezzare una lancia in favore del proverbiale professore della LUISS, che da semplice professore associato di nessuna rilevanza accademica si è visto, dall’oggi al domani, catapultare negli studi di La7 prima e di Mediaset poi, per poi salire sul carrozzone del Fatto Quotidiano e, da lì, verso l’infinito e oltre. La sua storia è almeno comprensibile, sono occasioni che capitano una volta nella vita, e vedere le proprie finanze annuali aumentare di una cifra è una vertigine che tutti noi possiamo capire, soprattutto se non esiste il piano B.

C’è un’alternativa a tutto questo? Si può essere diversi? Sì, eccome. Che lo si ammiri o lo si odi, un personaggio come Alan Dershowitz rappresenta l’opposto del modus operandi dei nostri compari di cui sopra. Già stimato professore di Harvard, sostenne l’elezione di Hillary Clinton e di Biden, per poi difendere Trump dall’impeachment, che sarebbe stato a suo avviso una macchia nella storia del diritto americano.

Strenuo sostenitore di Israele, si batté perché, nel 2004, ad un’associazione di studenti musulmani filo-palestinesi di Harvard fosse concesso il diritto di commemorare la morte di Arafat in nome del diritto sacro alla libertà d’espressione (volle però partecipare ed intervenire, rivendicando anche la propria di libertà d’espressione). Abituato a prendersi insulti da destra e da sinistra, oggi Alan Dershowitz gode di quella stima bipartisan di cui beneficiano solo coloro che seguono i propri princìpi, e se ne infischiano se gli convenga o meno.

Aver preso un esempio dal mondo anglosassone può far cadere nella retorica della codardia congenita di noi italiani, che il gene dell’opportunismo l’abbiamo scritto nel DNA. Niente di più falso. La storia d’Italia, dal risorgimento all’altro ieri (senza scomodare tempi troppo lontani) ha prodotto personaggi di valore e coraggio insuperabile, politici, artisti ed intellettuali che hanno subìto di tutto ma non hanno ceduto di un millimetro.

Dai (dimenticati) eroi del Risorgimento, con Silvio Pellico intesta, agli infiniti artisti ed intellettuali che non si piegarono al fascismo (Toscanini e Giuseppe Levi solo per citarne due), fino a grandi figure della seconda metà del ‘900, da Pasolini, a Flaiano, alla Fallaci, accomunati dal fatto di non essere irreggimentabili, di non scendere mai a compromessi di convenienza.

Quanto mancano personaggi ti tale statura nell’Italia pacifista a senso unico dei Travaglio e dei Barbero. Alla fin fine, la tesi di questi Danton de noantri è tanto semplice quanto sincera, i Russi, insieme ai combattenti palestinesi, sono gli unici sulla faccia della Terra giustificati ad esercitare la guerra perché incaricati della sacra missione di combattere il capitalismo al posto nostro. Ed il fatto che l’esito della storia sia già scritto, ed il capitalismo in qualche modo avrà la meglio, non fa altro che rendere questa battaglia ancora più facile da sostenere. In fondo, chi se ne frega se ammazzano e vengono ammazzati, per parafrasare Vasco, anche se non ha un senso, il 27 del mese arriverà, arriverà lo stesso.


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2 pensieri su “Travaglio, Barbero e gli intellettuali che tengono famiglia

  1. corra2015 dice:

    mi rifiuto di considerare travaglio una mente brillante, è un calunniatore che non regge il contradittorio e purtroppo lui e i suoi soci putinieri radunati nel FQ sono onnipresenti su tutte le reti tv rai mediaset la7 nove…non so se personalmente percepisce rubli, ma le varie società che compongono le scatole cinesi o le matrioske partendo dal FQ con misteriosi intenti non fanno pensare bene, molto interessante la ricerca di @settime2588

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