USA
Trump ignora una sentenza federale restrittiva. Le deportazioni continuano
L’amministrazione Trump ha ignorato un’ingiunzione di un tribunale federale che vietava la deportazione di presunti membri di bande criminali venezuelane, scatenando un duro scontro tra il potere esecutivo e quello giudiziario. La Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di portare la questione davanti alla Corte Suprema. Secondo



L’amministrazione Trump ha ignorato un’ingiunzione di un tribunale federale che vietava la deportazione di presunti membri di bande criminali venezuelane, scatenando un duro scontro tra il potere esecutivo e quello giudiziario. La Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di portare la questione davanti alla Corte Suprema.
Secondo il New York Post, il giudice distrettuale James Boasberg aveva emesso un’ordinanza restrittiva di 14 giorni per impedire all’amministrazione di utilizzare l’Alien Enemies Act del 1789 come giustificazione per le espulsioni senza regolare udienza. Tuttavia, meno di 24 ore dopo, un volo con oltre 250 presunti membri di bande venezuelane è decollato dagli Stati Uniti con destinazione El Salvador. Tra loro figuravano 238 affiliati alla gang Tren de Aragua e 23 membri di MS-13, secondo quanto dichiarato dal presidente salvadoregno Nayib Bukele.
L’amministrazione ha giustificato la sua decisione affermando che l’ordine del giudice è arrivato quando gli aerei erano già in volo sopra acque internazionali, sostenendo che fosse troppo tardi per annullare la deportazione. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato: “È importante che la gente capisca che non stiamo sfidando attivamente gli ordini del tribunale”.

Secondo The Guardian, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha ribadito che l’amministrazione ha agito nel pieno rispetto della legge e nel perimetro dell’autorità costituzionale del presidente e dell’Alien Enemies Act. “Siamo assolutamente fiduciosi di poter vincere questa causa in tribunale”, ha dichiarato. Leavitt ha anche precisato che, nonostante le accuse, gli aerei erano già decollati prima che il giudice emettesse ufficialmente l’ordine di bloccarli e farli rientrare. “Tutti gli aerei oggetto dell’ordinanza scritta del giudice sono decollati prima che l’ordine fosse formalmente registrato in aula sabato”, ha dichiarato, aggiungendo che l’amministrazione risponderà alle domande del giudice in tribunale.
L’accordo per il trasferimento dei detenuti in El Salvador sarebbe stato raggiunto dopo un incontro tra il segretario di Stato Marco Rubio e il presidente Bukele, che ha accettato di accogliere i deportati in cambio di una somma definita “relativamente bassa”, ma non resa pubblica.
Su Truth Social, Trump ha condiviso un video del trasporto dei detenuti, ringraziando El Salvador e criticando i Democratici: “Questi sono i mostri mandati nel nostro Paese da Joe Biden e dalla sinistra radicale. Grazie a El Salvador e, in particolare, al presidente Bukele per aver compreso questa terribile situazione”.
L’utilizzo dell’Alien Enemies Act non avveniva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, quando la legge fu usata per giustificare i campi di internamento per cittadini giapponesi, tedeschi e italiani residenti negli Stati Uniti
Questa vicenda ha aperto un nuovo fronte di scontro tra il ramo esecutivo e quello giudiziario, con una possibile battaglia legale in arrivo alla Corte Suprema. Un funzionario della Casa Bianca ha commentato: “Era lo scontro che prima o poi sarebbe avvenuto tra esecutivo e giudiziario. E in questo caso parliamo di membri di bande criminali. Questi sono cattivi ragazzi, come direbbe il presidente”.
Questo fatto ribadisce che è quella contro il sistema della giustizia la battaglia fondamentale che Trump intende perseguire per riformare le norme federali, soprattutto in tema di immigrazione, ma l’appello ad una norma del 1789 dimostra la grande difficoltà nell’affrontare una materia in cui è necessario legiferare attraverso il labirinto del congresso, e su cui ogni stato ha un’ampia autonomia. E’ quindi più probabile che Trump faccia leva sui cavilli legali esistenti per perseguire le sue politiche più estreme, che altrimenti richiederebbero grandi riforme, tempi lunghi, e ampie maggioranze parlamentari. Non sono date sapere le conseguenze politiche di una plateale sfida ad una sentenza giudiziaria, ma è probabile che il momento di scoprirlo arriverà presto.
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Il titolo è bugiardo, come è spiegato nell’articolo.
La costituzione americana è ben più vecchia della legge richiamata: la buttiamo via ?