\n\n\n\n\n\n

Trump, Musk e la fine del sogno americano

Donald Trump stringe la mano a Musk, entrambi simbolo della fine dell'American Dream

USA

Trump, Musk e la fine del sogno americano

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Filippo Carrettoni La rielezione di Donald Trump lo scorso novembre ha lasciato sconvolti molti.Quelli più sconvolti sono senza alcun dubbio i credenti dell’esistenza dell’American Dream, di cui il sottoscritto è sempre stato orgoglioso membro del club. L’American Dream è quel processo

Donald Trump stringe la mano a Musk, entrambi simbolo della fine dell'American Dream
Filippo Carrettoni21/03/2025Aggiornato 21/05/20254 min lettura732 parole

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Filippo Carrettoni

La rielezione di Donald Trump lo scorso novembre ha lasciato sconvolti molti.
Quelli più sconvolti sono senza alcun dubbio i credenti dell’esistenza dell’American Dream, di cui il sottoscritto è sempre stato orgoglioso membro del club.

L’American Dream è quel processo per cui un emigrato in America poteva costruirsi da solo e attraverso le norme del florido e ricco mercato americano riuscire a realizzarsi da solo. L’American dream era però anche la possibilità per una persona del ceto basso attraverso la propria capacità ed ingegno di scalare l’ascensore sociale e creare benessere per sé e per la collettività.

Mi spiego meglio sul perché credo sia tramontato l’American Dream partendo dal presupposto che la presidenza degli Stati Uniti ha da sempre in qualche modo incarnato lo spirito stesso di quel sogno.

Barack Obama da sconosciuto cittadino del Midwest arriva prima a calcare gli scranni del Senato per poi giungere alla presidenza, Joe Biden che dopo una travagliata campagna elettorale contro un potente senatore del Delaware vince e dopo quasi cinque decenni arriva alla Casa Bianca.

Per non parlare di Ronald Reagan che da attore riesce a conquistare prima la carica di Governatore della California e poi lo Studio Ovale, per finire i due businessman fattosi da soli Jimmy Carter e le sue piantagioni di arachidi, George Walker Bush e la sua impresa nello shale and oil texano che conquistarono entrambi il palazzo più importante di Washington.

Donald Trump, a differenza delle grandi storie americane che ho precedentemente elencato, é un’anomalia a mio modesto avviso destinata a diventare una norma dell’intero sistema economico e culturale americano.

Trump ha avviato le sue attività forte di un cospicuo tesoretto messogli in dote dal padre e successivamente si è barcamenato nel mercato immobiliare di Manhattan a suon di fideiussioni e salvataggi bancari per i suoi 6 ricorsi al Chapter 11.

Elon Musk in maniera molto simile ha perseguito la sua scalata al successo comprando aziende sull’orlo del fallimento rilanciandole grazie a cospicui finanziamenti statali. Si veda a tal proposito la pioggia di sussidi pubblici erogati dallo Stato della California per tenere in vita Tesla, o i finanziamenti cospicui erogati dall’amministrazione Obama per finanziare il progetto di Space X.

Ecco, leggendo queste due storie si nota in pieno che non ci sia nulla che dia una parvenza di essere parte del Sogno Americano, anzi potrebbero benissimo essere storie italiane tipiche di quel capitalismo all’amatriciana alla FIAT per cui alla fine c’è lo stato mamma che salva l’imprenditore cool del momento alludendo agli interessi nazionali.

Una rapida valutazione dei componenti dell’amministrazione fa emergere una totale assenza di quel sogno anche nei ruoli amministrativi da Kristi Noem che si vanta di aver ammazzato un cane a Lutnick il potente segretario al commercio ex CEO poco sveglio.

Il sogno americano è ben altro, è Steve Jobs che da orfano crea un’azienda rivoluzionaria come Apple, è Mark Zuckerberg che dal college crea Facebook, è Jeff Bezos che da uno scantinato a Seattle crea Amazon.


Queste sono vere storie americane, storie americane che purtroppo sono ora succubi di Trump. Si veda la cerimonia di inaugurazione dove a causa della paura di essere danneggiati economicamente e penalmente quelle magnifiche storie americane sono state costrette a baciare i piedi del supremo leader. Eccoci ancora una volta a vedere che in questa amministrazione l’American dream non solo non è rappresentato al suo interno ma è anche soffocato e represso.

É triste constatare che il sogno che per generazioni ha segnato ondate migratorie verso l’America alla ricerca di nuove possibilità si va sempre più spegnendo.

Un sogno che ha creato personaggi del calibro di Albert Einstein, un sogno che parafrasando il Washington Post The Dream dies in the darkness.



Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Questo elemento è stato inserito in USA. Aggiungilo ai segnalibri.

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

2 pensieri su “Trump, Musk e la fine del sogno americano

  1. Maurizio dice:

    E’ necessario avere grossi problemi per sostenere che “comprando azioni di aziende in difficoltà” si diventi l’uomo più ricco al mondo e si costruiscano fenomeni epocali come Tesla e SpaceX. La malafede non basta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *