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Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana sul riconoscimento dello Stato palestinese

Israele

Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana sul riconoscimento dello Stato palestinese

Pubblichiamo la traduzione di un post su Facebook di Yair Lapid, attualmente leader dell’opposizione al governo Netanyahu alla Knesset, il parlamento israeliano. Ci sono due tipi di Paesi che hanno annunciato l'intenzione di riconoscere lo Stato palestinese: quelli che lo fanno contro di noi, come Irlanda

Filippo Piperno31/07/2025Aggiornato 30/07/20253 min lettura561 parole
Prima Pagina

Pubblichiamo la traduzione di un post su Facebook di Yair Lapid, attualmente leader dell’opposizione al governo Netanyahu alla Knesset, il parlamento israeliano.


Ci sono due tipi di Paesi che hanno annunciato l’intenzione di riconoscere lo Stato palestinese: quelli che lo fanno contro di noi, come Irlanda e Spagna, e quelli che lo fanno perché pensano di farlo a nostro favore, come Francia e Regno Unito, e certamente anche la Germania.


Non sono sicuro cosa sia più irritante: quelli che lo fanno di proposito, per motivi in cui si può facilmente riconoscere più di un’ombra di antisemitismo, oppure quelli che credono – con non poca arroganza – di sapere meglio di noi cosa sia bene per noi.

Il problema ovviamente non è che la Francia riconosca lo Stato palestinese. Non è questo che ne causerà la nascita. Il problema è che non si pongono le domande fondamentali: quali confini avrà? Qual sarà la sua capitale? Che tipo di leadership avrà? Che sistema politico adotterà? Sarà una democrazia? Sosterrà il diritto al ritorno? Avrà gli strumenti per affrontare un tentativo di presa di potere da parte di Hamas subito dopo la sua nascita?

Questa ultima domanda l’ho posta negli ultimi giorni a molti dei miei amici e conoscenti in un’Europa moralista. Ovviamente non hanno una risposta. Non ci hanno davvero pensato fino in fondo.


Se lo Stato palestinese che sostengono è destinato a diventare un altro Stato fallito, terrorista e sanguinario – contro i suoi stessi cittadini e contro gli ebrei – allora sono ancora disposti a sostenerlo?

Perché è bello volere uno Stato palestinese illuminato, prospero e democratico, dove nei caffè di Ramallah si discute di Sartre e Camus, ma tutti noi sappiamo che non è proprio ciò che accadrà.


Se il mondo riconoscerà uno Stato palestinese senza chiedere nulla in cambio ai palestinesi, questi ne trarranno una sola conclusione: che non devono fare alcuno sforzo.

Perché dovrebbero? Se dopo trent’anni di corruzione e violenza da parte dell’Autorità Palestinese, se dopo che Abu Mazen ha annullato le elezioni e impedito ai palestinesi la democrazia, se dopo la presa di potere di Hamas a Gaza e l’orrore del 7 ottobre, la cosa successiva che accade è il riconoscimento mondiale di uno Stato palestinese, allora dal loro punto di vista significa che stanno facendo qualcosa di giusto.

Se l’Europa vuole davvero che un giorno nasca uno Stato palestinese, deve fare esattamente l’opposto: deve chiedere ai palestinesi di cambiare. Devono dimostrarci di sapere essere democratici, di sapere combattere il terrorismo, di sapere ripulirsi dalla corruzione.


Dichiarare il proprio sostegno a chi ha distribuito caramelle a Nablus ed Hebron la mattina del 7 ottobre non avvicina la soluzione dei due Stati – se mai, la allontana.

Il link al post su Facebook


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4 pensieri su “Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana sul riconoscimento dello Stato palestinese

  1. blogdibarbara dice:

    Alla serie di “se” aggiungerei: se trent’anni fa l’ANP nella persona di Arafat si è impegnata a riconoscere lo stato di Israele e a tutt’oggi la costituzione di Al-Fatah contiene ancora tutti gli articoli che prevedono la distruzione di Israele come obiettivo primario e irrinunciabile…

  2. Maria Nadia dice:

    Forse Francia e Inghilterra, e tutti gli altri Stati che hanno annunciato di voler riconoscere uno Stato di Palestina, dovrebbero leggere il comunicato di ieri dei Paesi Arabi. Il Patto di Abramo.

  3. Pingback: Riconoscimento della Palestina: Schlein si unisce al meme

  4. G.T. dice:

    Parole giuste, parole che invitano alla responsabilità. Parole che rimarranno inascoltate, che saranno ignorate. Agli arabi della zona non interessa uno stato palestinese (che già esiste, si chiama Giordania), interessa la scomparsa di Israele dalle mappe regionali. Come ben sapeva Jabotinsky, è ipocrita anche solo evocare un’intesa di principio con una parte che — finché possiede speranza di “espellerci” — non vi accederà mai volontariamente.

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