Politica italiana
Un paese dove finisci additato al pubblico ludibrio se non sei abbastanza pro-Putin e pro-Hamas
Cronache di una domenica sera di inizio primavera dal pianeta Italia. Nella maggioranza di governo di un paese fondatore dell'Ue, un partito accusa il ministro degli Esteri di non essere sufficientemente trumputiniano, cioè non abbastanza prono ai diktat di chi l'Europa l'ha inclusa nel menu delle



Cronache di una domenica sera di inizio primavera dal pianeta Italia. Nella maggioranza di governo di un paese fondatore dell’Ue, un partito accusa il ministro degli Esteri di non essere sufficientemente trumputiniano, cioè non abbastanza prono ai diktat di chi l’Europa l’ha inclusa nel menu delle trattative sull’Ucraina.
Dall’opposizione si tuona che il governo non esiste più perché ha due diverse linee di politica estera. Loro invece esistono solo se di linee diverse ne hanno minimo tre. Senza quel minimo sindacale non si siedono neppure al tavolo delle alleanze, al tavolo del mitico campo largo che sembra restringersi ad ogni bagno di realtà.
La polemica all’interno del governo, peraltro, ha costretto il principale partito di opposizione a distrarsi dal processo di giubilazione e crocifissione di una propria dirigente locale, rea di non essere sufficientemente pro-terroristi palestinesi, di arrivare a dire che la responsabilità delle vittime infantili di Gaza è quella odiosa variante del terrorismo, praticato da Hamas, consistente nell’usare persino i bambini come scudo umano.
L’Italia è questa: un paese dove finisci additato al pubblico ludibrio se non sei abbastanza pro-Putin, pro-Trump, pro-Hamas. Forse se politici, media e opinione pubblica seguissero in massa l’esortazione che Arbasino sessant’anni fa rivolgeva ai soli intellettuali italiani, se facessero una collettiva gita a Chiasso si accorgerebbero di vivere, come alienati, in un mondo alla rovescia, capirebbero che là fuori il mondo è cambiato e tutti gli altri si affannano a prendergli le misure.
O forse no, forse non servirebbe nulla. Forse l’unico mondo alla rovescia sul quale sono disposti a fingere di azzannarsi, tra un tacco della Santanchè ed un imperdibile dibattito sull’attualità del manifesto di Ventotene, è quello del generale Vannacci. Ce lo meritiamo l’asteroide.
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Esagerato! L’articolo fa a gara con certa destra nel vittimismo: c’è una dialettica a volte aspra tra una minoranza, una minoranza, una minoranza di putiniani anti occidentali di destra e di sinistra e la maggioranza di filo occidentali di destra e di sinistra. E la stessa divisione c’è nella stampa (non vedo la tv). Ingigantire questo normale e volte aspro dibattito per dipingere l’Italia come un paese dove “finisci additato al pubblico ludibrio se non sei abbastanza putiniano o pro Hamas” e’ una forzatura vittimistica
C’è il piccolissimo dettaglio che quella minoranza è COSTANTEMENTE in tv e sui giornali (da Travaglio ad Orsini, passando per Santoro e Rovelli), molto, molto di più della maggioranza di filo-occidentali.
Mah … due anni fa all’epoca dell’invasione vedevo ancora la politica in tv e non ho avuto questa impressione. Bisognerebbe avere i dati esatti delle partecipazioni. Mi risulta che ci sia un organismo apposito. Sulla stampa il rapporto è inverso: tranne Il Fatto e La Verità tutta le testate sono filo occidentali
Tornando da lunga permanenza all’estero, l’impressione è la stessa di tutte le altre volte: una societa’ immersa fino al collo in una squallida noiosa vischiosa melma. Penso che Dante quando pensava ad un girone infernale lo immaginasse proprio così. Mi confermo in una supposizione: devo essere caduto dal becco di una cicogna che era diretta a nord. Molto più a nord. Lassù sono più seri, come scrive anche stamattina @kommander61
Tremendamente vero
Abbiamo perso la capacità di un ragionamento critico e articolato. Perché ormai l’informazione è quella dei meme sui social. Ieri ho fatto un googolata, volevo capire se esistono dati verificati e ufficiali sulle vittime di Gaza. Dati verificati da un organismi dell’ONU. Non esistono. O meglio, tre mesi fa, quando Hamas diceva 42.000, c’era una fonte ONU che diceva ‘accertate’ 8500. Ora non si trova più quella fonte. I dati ‘ufficiali’ sono quelli diffusi da Hamas, che, oltre ad essere parte in conflitto, e militare, non civile, ha la precisa strategia e interesse a gonfiare le vittime civili per isolare Israele. Quest’ ultima non sembra in grado di valutare il dato, quindi non esiste nemmeno un dato di controparte da confrontare. Ma restano due considerazioni: a ogni azione militare dell’Idf le vittime civili aumentano in modo lineare, confrontate con quelle Ucraine sono ogni volta 10-20- 100 volte di più, eppure vengono oramai bombardate macerie; il 70% sarebbero donne e bambini, secondo Hamas, ma quindi dove sono gli uomini? La fate voi un’inchiesta?