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Gli occhi di un bambino ebreo

Antisemitismo

Gli occhi di un bambino ebreo

È difficile che ve li ricordiate, perché comparivano per una frazione di secondo in un video di qualche mese fa. Guardavano all’insù gli occhi di quel bambino, perché era piccolo, aveva sei anni, ed erano persone grandi quelle che gridavano a lui e al suo papà:

Iuri Maria Prado09/03/2026Aggiornato 08/03/20262 min lettura433 parole

È difficile che ve li ricordiate, perché comparivano per una frazione di secondo in un video di qualche mese fa. Guardavano all’insù gli occhi di quel bambino, perché era piccolo, aveva sei anni, ed erano persone grandi quelle che gridavano a lui e al suo papà: “Assassini! Assassini! Tornate a casa vostra, assassini!”.

Casa loro era in Francia, perché erano due ebrei francesi quel papà e quel bambino insultati in quel modo in un autogrill fuori Milano.

Gli gridavano “Assassini” perché erano ebrei. Lo gridavano a un papà ebreo e al suo bambino di sei anni: “Assassini, tornate a casa vostra!”.

Sapete che cosa guardavano gli occhi di quel bambino? Guardavano le cose che i bambini ebrei vedono da duemila anni. Gli occhi del bambino ebreo che vede la mamma e la sorellina violentate durante un pogrom in Polonia. Gli occhi del bambino ebreo che guarda il papà bastonato a morte in una strada di Leopoli.


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Gli occhi del bambino ebreo che passano dal buio del vagone piombato al cielo bianco sopra Auschwitz. Gli occhi del bambino ebreo che, ottant’anni dopo, vedono esplodere la faccia del papà e della mamma, perché i terroristi hanno sparato nella faccia al papà e alla mamma di quel bambino, davanti a lui.

Non li ricordate — vero? — non li ricordate gli occhi di quel bambino nell’autogrill. Continuavano a guardare le cose che i bambini ebrei vedono da sempre, mentre voi continuate a non guardare.


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Un pensiero su “Gli occhi di un bambino ebreo

  1. ginocd41a7e1641 dice:

    Avvocato, personalmente osservo tutti gli occhi di tutti i bambini. Sempre. Ovunque nel mondo. Anzi, le dirò di più: evito persino di fotografarli. Vedo spesso in giro per il mondo occhi di bambini impauriti. Vedo occhi diffidenti. Qualche volta ho visto anche occhi pieni di rabbia triste o di furbizia vendicativa. Per mia fortuna non mi è capitato di vedere odio, forse solo perchè i bambini non sono capaci di odio. Neanche quando incontro occhi sorridenti, appartenenti a bambini più fortunati, questi non compensano gli altri, perchè degli occhi impauriti siamo responsabili noi adulti, mentre gli occhi sorridenti sono come dovrebbero essere. Spero che quegli occhi del bambino ebreo all’autogrill di Milano rimangano impressi per sempre nelle coscienze di quei quattro mentecatti italioti. Ma dubito che l’ “uomo della tazzina”, quello con il mignolo alzato, abbia un qualcosa che assomigli ad una coscienza.

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