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A due anni dall’invasione dell’Ucraina, la musica dei pacifisti italioti è sempre la stessa

Conflitto russo-ucraino

A due anni dall’invasione dell’Ucraina, la musica dei pacifisti italioti è sempre la stessa

"L'altra sera, mentre tg e talk rilanciavano l'ennesima fake news americana dell'invasione russa dell'Ucraina (ancora rinviata causa bel tempo), eravamo tutti col fiato sospeso in attesa del Verbo [Mario Draghi]" (Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2022). Il giorno dopo iniziava l'invasione russa dell'Ucraina. Il

Michele Magno25/02/2024Aggiornato 22/12/20242 min lettura320 parole

“L’altra sera, mentre tg e talk rilanciavano l’ennesima fake news americana dell’invasione russa dell’Ucraina (ancora rinviata causa bel tempo), eravamo tutti col fiato sospeso in attesa del Verbo [Mario Draghi]” (Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 23 febbraio 2022).

Il giorno dopo iniziava l’invasione russa dell’Ucraina. Il mago Otelma del giornalismo italiano, nonché l’editorialista più spiritoso dell’orbe terracqueo, anche questa volta aveva esibito le sue impressionanti facoltà predittive. Sono ormai trascorsi due anni da quel giorno, e lo spartito del direttore dei pacifisti de’ Noantri è sempre lo stesso. Vero conduttore di un salotto televisivo serale (con Lilly Gruber alla pianola, Tomaso Montanari al flauto, Andrea Scanzi al clarinetto e Lucio Caracciolo al violino), continua a raccontarci che Zelensky deve fare pace con Putin (cioè arrendersi all’autocrate del Cremlino), pena la distruzione del suo paese. Ovviamente, si guarda bene dal chiederlo ad Hamas. No, a Gaza è Israele  che deve fermare il massacro (per i più pudichi) o il genocidio (per i più sfrontati).

I “neoerasmiani” a loro insaputa della compagnia di giro del mago Otelma (“La pace più ingiusta è preferibile alla guerra più giusta”, Erasmo da Rotterdam, “Querela pacis”, 1517) sembrano, più che opinionisti, teatranti di una commedia farsesca.

Uno dei personaggi della “Nausea” di Jean-Paul Sartre, l’Autodidatta, legge le opere che trova in biblioteca per ordine alfabetico d’autore, rinunciando a qualsivoglia criterio selettivo. “L’uomo senza qualità” di Robert Musil narra come il generale Stumm von Bordwehr catalogasse le principali correnti filosofiche alla stregua di eserciti contrapposti: su un fronte gli empiristi, sull’altro i razionalisti; di qua gli idealisti, di là i materialisti. Ma le idee, poiché non obbediscono a ordini e schieramenti, si prendono gioco di lui. L’Autodidatta e il generale sono con ogni probabilità altrettanti omaggi a Bouvard e Pécuchet, i protagonisti del romanzo omonimo di Gustave Flaubert. Come loro, ce la mettono tutta per farsi passare per competenti, ma di fatto restano due splendidi idioti. 

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2 pensieri su “A due anni dall’invasione dell’Ucraina, la musica dei pacifisti italioti è sempre la stessa

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Se è vero che il Governo appoggia in tutto per tutto la causa dell’Ukraina, per quale insondabile mistero non agisce contro tali loschi figuri??? Forse a causa delle commistioni di esponenti politici con la galassia rossobruna e filo-russa?? Gli strumenti ci sono ma sembra che si voglia guardare dall’altra parte, purtroppo.

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