Conflitto russo-ucraino
Agli ucraini che non si sono arresi, continuando a lottare con coraggio e coerenza
"La libertà è l’unico fondamento della dignità umana" (I. Kant, "La metafisica dei costumi", 1797). Nella sua biografia di Kant (il Mulino, 2011), Manfred Kuehn racconta questo aneddoto. Un giorno, durante la consueta passeggiata di un'ora nelle vie di Königsberg, il filosofo tedesco vede un mendicante


“La libertà è l’unico fondamento della dignità umana”
(I. Kant, “La metafisica dei costumi”, 1797).
Nella sua biografia di Kant (il Mulino, 2011), Manfred Kuehn racconta questo aneddoto.
Un giorno, durante la consueta passeggiata di un’ora nelle vie di Königsberg, il filosofo tedesco vede un mendicante che, tutto piegato su se stesso, chiedeva l’elemosina. A quel punto, contravvenendo alla sua nota indole mite e caritatevole, perde le staffe e solleva il bastone come per colpirlo.
In realtà non ce l’aveva con lui, tantomeno pensava che la sua presenza compromettesse il decoro della città. Il suo scatto d’ira era dovuto alla postura genuflessa del mendicante, che offendeva la dignità che spetta a ogni essere umano, sia esso ricco o povero. Quella dignità che ci fa camminare a testa alta, e che non ci fa prostrare e umiliare davanti a qualcuno più potente di noi.
Come dovrebbero fare i pacifisti democratici europei, e quindi anche i pacifisti democratici italiani, invece di belare come pecore (ma loro la chiamano realpolitik) al cospetto dell’orso russo.
Probabilmente Giuseppe Di Vittorio non conosceva il pensiero di Kant. In ogni caso, quando insegnava ai braccianti pugliesi di non inchinarsi e di non togliersi la coppola dinanzi ai “signori”, lo aveva compreso fino in fondo.
Poscritto: dedico queste righe agli ucraini. Agli ucraini dimenticati o invisi alla sinistra italiana. Agli ucraini derisi dai giornalisti sul libro paga del Cremlino. Agli ucraini che non hanno smesso di pensare che valesse la pena di vivere e di resistere. Agli ucraini che non si sono arresi, che non hanno tradito i propri ideali, che non hanno ceduto a facili lusinghe, che hanno continuato a lottare con coraggio e coerenza.
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Mi unisco al tributo.
L’unico popolo non sopraffatto dalle mollezze dell’impero decadente.
Gloria all’Ucraina!
E grazie per la brevità e incisività.
I finti pacifisti friggono in attesa di: “visto ve lo avevo detto” Grazie di cuore agli ucraini che restono.
Ha il pregio della brevità e dell’incisività. Condivido in pieno e su FB.