\n\n\n\n\n\n

Gli ucraini, il vaso di coccio tra i vasi di letame

Prima pagina del giornale “Non Mollare” con scritta in giallo e blu: simbolo della resistenza morale contro fascismi vecchi e nuovi.

Conflitto russo-ucraino

Gli ucraini, il vaso di coccio tra i vasi di letame

Franklin D. Roosevelt fece entrare in guerra gli Stati Uniti solamente l'8 dicembre 1941, all'indomani dell'attacco giapponese alla base navale di Pearl Harbour. Erano passati più di due anni dallo scoppio del secondo conflitto mondiale (1° settembre 1939). In quei due anni la quasi totalità dell'Europa

Prima pagina del giornale “Non Mollare” con scritta in giallo e blu: simbolo della resistenza morale contro fascismi vecchi e nuovi.
Filippo Piperno14/02/2025Aggiornato 27/05/20254 min lettura771 parole

Franklin D. Roosevelt fece entrare in guerra gli Stati Uniti solamente l’8 dicembre 1941, all’indomani dell’attacco giapponese alla base navale di Pearl Harbour. Erano passati più di due anni dallo scoppio del secondo conflitto mondiale (1° settembre 1939). In quei due anni la quasi totalità dell’Europa continentale era sotto il tallone di ferro della Germania nazista. La Francia si era sbriciolata e la Russia era stata invasa nel giugno del ’41 e sembrava sul punto di soccombere.


Unica ancora capace di resistere alla follia sanguinaria di Hitler e dei suoi alleati (tra i quali mi pare ci fossero anche gli italiani), grazie alla determinazione di un uomo, Winston Churchill, e al valore dei piloti della RAF, la Gran Bretagna.

Roosevelt non era Donald Trump. Eppure, anche lui si decise ad entrare in guerra solo dopo che una base navale americana era stata attaccata dai giapponesi. Nonostante fosse stato subissato da appelli sempre più disperati da parte di Churchill, Roosevelt non ritenne di dover intervenire per contribuire a salvare l’Europa dall’orrore nazista.

La verità è che il dominio “imperiale” americano, per come lo abbiamo conosciuto nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, si realizzò nonostante la volontà degli americani che ancora nel 1941 avevano forze armate modestissime e male equipaggiate.

Ancora una volta, la storia dovrebbe risultare utile per meglio comprendere e contestualizzare i fatti del presente ma è un esercizio che non fa mai nessuno e soprattutto i politici che la storia la ignorano per studi frettolosi e malriposta superbia.

Se Roosevelt, che pure era un politico illuminato, non si sognò di gettare i giovani americani nell’ennesima zuffa europea, cosa ci si poteva aspettare da Donald Trump che è un immobiliarista senza scrupoli, un fervente ammiratore di Putin (una delle cose che lo accomuna a Silvio Berlusconi), un uomo privo di ogni benché minimo afflato ideale?

E cosa ci si poteva aspettare dagli europei (con la solita eccezione dei sudditi di Sua Maestà Britannica), invischiati nelle loro beghe da pollaio che durano da più di un millennio? Cosa ci si poteva aspettare da un’Europa “gigante economico (ma lo è sempre meno), nano politico, verme militare”? (frase attribuita a Henry Kissinger ma più probabilmente di padre ignoto ma giusto)

Gli ucraini, vaso di coccio tra vasi di letame, hanno fatto quello che hanno potuto e andava fatto affinché almeno potessimo salvare qualcuno dalla fogna morale rappresentata da Putin, dai suoi vermilingui sodali europei, dall’opportunismo peloso ribattezzato pacifismo, da Donald Trump e da tutto quello che questa eclissi del senso morale rappresenta

Se avessimo lo stesso cuore e la stessa anima dei molti saltimbanchi senza cuore né anima che oggi festeggiano per il tradimento americano, potremmo quasi rallegrarci nel vederli salire sul carro di Donald Trump e chiudere definitivamente il cerchio del rossobrunismo.

Ma è solo un contentino. Purtroppo, prevale invece lo sconforto per questo connubio tra serpenti a sonagli costruito oggi sulla testa degli ucraini e domani sulla testa di qualcun altro.

Però la storia ci dice anche che non finì bene per Hitler e i suoi accoliti, che l’isolazionismo indifferente degli americani si rivelò un abbaglio (come lo è oggi) e questo grazie alla determinazione di chi non si diede per vinto anche nei momenti più bui. Churchill, un nome su tutti.

Occorre non cedere allo sconforto e continuare a testimoniare che i valori di giustizia, libertà e democrazia non possono essere surclassati dalla prepotenza degli arroganti, dei cinici, degli opportunisti. Trump non è eterno e presto o tardi molte persone si renderanno conto che affidare il proprio futuro a tromboneschi leader che aspirano solo all’esercizio del potere per il potere, non ha mai portato a nulla di buono.

“Non mollare” si dissero quei quattro eroici gatti raccolti attorno a Gaetano Salvemini nel momento in cui il Fascismo in Italia sembrava un destino inesorabile e le folle “oceaniche” osannavano il Duce come oggi osannano Trump e Putin.

E allora, nel nostro piccolo, non molliamo neanche noi perché la Libertà ha un costo. Ce l’eravamo dimenticati ma ce l’hanno ricordato gli ucraini.


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Tag editoriali

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

8 pensieri su “Gli ucraini, il vaso di coccio tra i vasi di letame

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Sig. Piperno, la lettura del suo ottimo articolo stimola una domanda scomoda. Premetto che non sono affatto sorpreso dalla politica trumpiana nei confronti del conflitto russo-ucraino ma, sono alquanto sorpreso dal fatto che il cd piano per la pace possa essere attuato con due grandi anomalie riguardo alla corretta applicazione del Diritto Internazionale: escludere UE dal tavolo (che al netto delle liti e della pochezza politica, ha comunque sostenuto l’Ucraina) e soprattutto fregarsene delle ovvie e giuste recriminazioni ucraine.

    La mia domanda è: senza auspicare l’intervento ONU (che francamente conta come il 2 di coppe, quando a briscola comanda denari!!) cosa sarebbe fattibile per mettere fuori gioco il giochetto Trump-Putin??

  2. Maria Nadia dice:

    Giusto non mollare, ma non è facile quando tutto ciò in cui si è cresciuti e creduto ti crolla attorno. Vedere la recessione culturale e morale e non poter far niente per contrastarla. Alcuni, come voi di InOltre, ci provano, ma mi sembra una lotta numericamente impari. Magari c’e ancora qualche Churchill, ma è sopraffatto dalla marea montante. In Russia sono passati da Stalin a Putin con una breve soluzione di continuità. In USA hanno scambiato Roosevelt e Kennedy con Trump e non rimane nessuno oltre Atlantico a sostenere l’occidente. Il resto del mondo arranca in una difficile ascesa all’emancipazione e al benessere, e non ha tempo né voglia né capacità di occuparsi dei problemi di un occidente che ha molto da farsi perdonare. In più, in questa epoca, dobbiamo affrontate anche la minaccia di islamizzazione che ci farà retrocedere ad un altro Medio Evo.
    Sì, prima o poi i dittatori spariranno, una specie di giustizia sarà ristabilita, ma ci vorrà più di qualche decennio e i settantenni come me non faranno in tempo a vedere la nuova era.
    Nadia Mai

  3. rossana livolsi dice:

    davvero desolante. E sul carro del presidente golpista stanno salendo tante anime pie. Inneggiano al ” realismo” del boss della Casa Bianca. In realtà è solo cinismo. E forse, affarismo.

  4. ginocd41a7e1641 dice:

    questa mattina facevo identiche considerazioni. “ci vorrebbe un’altra Pearl Harbour”. Trump però potrebbe durare non 4 ma 8 anni perchè scommetto i miei 50 cent che fra 2 anni tenterà di far passare l’interpretazione del secondo mandato come “consecutivo”. E 8 anni non li regge nessuno. Solo i russi o i cinesi…. che sconforto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *