\n\n\n\n\n\n

Berlino, la nuova capitale del mondo libero

Friedrich Merz sul palco accanto a un pannello con la scritta “Wieder nach vorne” e una mappa della Germania stilizzata

Germania

Berlino, la nuova capitale del mondo libero

La settimana che si apre vedrà a Berlino l’ufficiale insediamento del nuovo Bundestag. Davanti a questo passaggio si può senza dubbio alcuno sostenere che la prossima legislatura della Camera Bassa del parlamento tedesco sarà una tra le più importanti nella storia tedesca, o almeno dalla Riunificazione

Friedrich Merz sul palco accanto a un pannello con la scritta “Wieder nach vorne” e una mappa della Germania stilizzata
Filippo Carrettoni24/03/2025Aggiornato 20/05/20254 min lettura672 parole

La settimana che si apre vedrà a Berlino l’ufficiale insediamento del nuovo Bundestag.

Davanti a questo passaggio si può senza dubbio alcuno sostenere che la prossima legislatura della Camera Bassa del parlamento tedesco sarà una tra le più importanti nella storia tedesca, o almeno dalla Riunificazione tra Germania Ovest e Germania est nell’ultimo decennio del Secolo Scorso.

Il nuovo Bundestag esprimerà un cancelliere, Friedrich Merz, che sarà frutto della Große Koalition tra i popolari della CDU/CSU e i socialisti di SPD. Questa coalizione di larghe intese permette un grande obbiettivo ovvero quello di tenere al di fuori della stanza dei bottoni le forze barbare estremiste dei neonazisti di AfD e dei postcomununisti di Die Linke e di BSW che in tempi inzuppati di populismo e propaganda tossica faciliterà il processo decisionale.

Quella delle grandi coalizioni é la medicina migliore per mettere serietà e competenza alla guida di un paese, basti guardare al caso italiano in cui per ben due volte nell’ultimo decennio governi di larghe intese hanno rimesso in carreggiata il paese: Mario Monti risanando i conti pubblici e Mario Draghi riportando standing internazionale all’Italia, di cui Giorgia Meloni ha goduto la rendita fino alla fine dell’amministrazione Biden.

Torniamo alla Germania. Dopo il disastroso cancellierato di Olaf Scholz in cui la stagflazione e la timidezza nel sostegno all’Ucraina ha fatto da padrone, Merz si troverà a dover rimettere in carreggiata la terza economia mondiale. Per fare ciò avrà in dote il corposo piano di investimenti da un trilione di euro votato dal vecchio Bundestag in prorogatio dopo uno straordinario accordo bipartisan tra popolari, socialisti e verdi per eliminare il freno al tetto del debito introdotto dopo la crisi di Lehman Brothers, ma ormai diventato vetusto.

Il piano di investimenti si focalizzerà su tre missioni: il rimodernamento delle infrastrutture, investimenti nella green economy e soprattutto il massiccio piano di riarmo della Bundeswehr, l’esercito tedesco.

Il riarmo tedesco può far paura ad alcuni, ma non stiamo disquisendo del riarmo della Germania nazista, ma del riarmo di una delle democrazie occidentali che oggi più di tutte si candida a guidare il mondo libero contro la crescente minaccia delle autocrazie mondiali soprattutto dopo il disimpegno di Washington e l’involuzione autoritaria sulla falsariga del Project 2025 in atto nella capitale statunitense.

La Germania ha da offrire agli alleati una solida base industriale con eccellenze nel campo dell’automotive, della farmaceutica (BioNtech ad esempio ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo del vaccino anti Covid ad mRna di Pfizer) e dell’industria bellica a partire dalla strabiliante crescita in borsa di Rehimetall.

Il DAX40 si candida ad essere il nuovo mercato finanziario sul quale puntare per il futuro nelle quotazioni di startup e società innovative in qualsiasi campo.

Siamo davanti a qualcosa di impensabile fino a solo 40 anni fa: Berlino da simbolo della divisione tra il Patto di Varsavia e l’Alleanza Atlantica oggi si prospetta a diventare capitale del mondo libero, di quel mondo che per anni l’America ha guidato come amabilmente immaginato da Ronald Reagan secondo il principio della the shining city on the Hill. Ironia della sorte a Berlino, lá dove Reagan tenne uno dei suoi più memorabili discorsi davanti alla Porta di Brandeburgo, ora sta nascendone una nuova guida.

Forse tra non molto da sognare la California si passerà a sognare la Baviera. Germany is back!



Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

Un pensiero su “Berlino, la nuova capitale del mondo libero

  1. soulboldly0bae98e79d dice:

    La grande coalizione è, purtroppo, la capitolazione della democrazia. Perchè gli elettori dell’una e dell’altra parte non vedranno mai soddisfatte le loro legittime aspettative politiche. I provvedimenti presi saranno necessariamente un miscuglio di compromessi che difficilmente potranno accontentare qualcuno. Peraltro, con l’esito abbastanza scontato di rinforzare gli esclusi. In Italia, questa dinamica la conosciamo bene, nonostante i presunti successi dei vari governi tecnici. Pur con tutta la buona volontà, non riesco ad abbandonarmi all’ ottimismo dell’autore dell’articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *