Antisemitismo
Cosa c’entra Isaac B. Singer con la critica ad Israele?
Due strisce adesive bianche: un QR code e la scritta “questo prodotto uccide” … sopra l’impronta di una mano insanguinata.Quest’immagine è apparsa non solo in una libreria del centro di Milano, ma anche sul web e non può essere definita solo una farneticante bravata di un



Due strisce adesive bianche: un QR code e la scritta “questo prodotto uccide” … sopra l’impronta di una mano insanguinata.
Quest’immagine è apparsa non solo in una libreria del centro di Milano, ma anche sul web e non può essere definita solo una farneticante bravata di un incurabile antisemita. I due libri colpiti sono uno di Isaac Singer, premio Nobel per la letteratura e l’altro di Fiamma Nirenstein, riconosciuta giornalista e scrittrice.
Un gesto figlio di un clima che purtroppo è diffuso in Occidente fin dall’inizio della tragedia di Gaza o per meglio dire, poco dopo quel drammatico 7 ottobre 2023 da dove tutto ha avuto inizio.
Infatti, non era passato neanche un mese che le seppur tiepide manifestazioni di cordoglio e di solidarietà ad Israele lasciavano il passo a segnali che vedevano non solo lo Stato ebraico e il suo primo ministro, ma gli ebrei tutti, oggetto di odio e di attacchi continui.






Fin dall’inizio la condanna a quello che non poteva che essere chiamato un rigurgito antisemita è stata da parte delle istituzioni e di buona parte della politica lieve: fin dall’inizio le bandiere di Hamas che sventolavano fiere nelle manifestazioni pro Palestina, venivano tollerate come libera espressione del dissenso nei confronti delle azioni militari di Israele e una parte certo non minore della politica occidentale pur di non perdere il consenso di quell’ampio e variegato mondo, molto spesso ignorante persino sulla storia della Palestina e sul dramma del popolo palestinese, ma pronto a scendere per strada mascherato da terrorista islamista per urlare slogan antisemiti, ha taciuto.
Le decine di migliaia di morti di Gaza, vittime certo dei bombardamenti israeliani apertamente contestati da una parte importante dell’opinione pubblica israeliana, ma anche dello spregiudicato uso da parte dei terroristi della popolazione civile come scudo umano per la loro attività, si è ritenuto in troppe occasioni possano giustificare l’aumento dell’antisemitismo.
La Senatrice Liliana Segre deve essere protetta dagli attacchi e dalle minacce subiti. Le scuole ebraiche accolgono gli studenti circondati dalle camionette della polizia. Le sinagoghe sono blindate. Qualunque incontro pubblico che abbia a che fare con Israele deve avvenire in un clima militare.
Un clima che è tanto diffuso da diventare normalità: chissà se anche i libri messi all’indice solo perché scritti da ebrei, come 85 anni fa, saranno presto una realtà quotidiana alla quale assisteremo senza reagire? E chissà se a quel punto qualcuno si chiederà dov’è finito l’Occidente?
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Vorrei sottolineare che striscioni, cartelli, bandiere palestinesi, slogan tutti uguali, si sono visti alle manifestazioni contro Israele in ogni parte dell’occidente a partire dall’8ottobre, quando Israele era ancora annichilito. Complici le organizzazioni umanitarie. Era già tutto pronto, la feroce propaganda contro Israele e quindi pro hamas aveva un’unica regia.
Ed era esattamente quello che voleva Hamas
Esatto, non dopo un mese ma prima che un solo soldato israeliano mettesse piede in Gaza.