Antisemitismo
Cosa c’entra la sinagoga di Milano con il governo d’Israele?
"Se io fossi a Milano e volessi organizzare una manifestazione contro le politiche del governo israeliano, probabilmente la organizzerei davanti alla sinagoga". Non c'è neanche più bisogno di fare grandi sforzi per denunciare la questione di chi butta benzina sul fuoco dell'antisemitismo espresso dall'equazione tra ebraismo


“Se io fossi a Milano e volessi organizzare una manifestazione contro le politiche del governo israeliano, probabilmente la organizzerei davanti alla sinagoga”.
Non c’è neanche più bisogno di fare grandi sforzi per denunciare la questione di chi butta benzina sul fuoco dell’antisemitismo espresso dall’equazione tra ebraismo e Israele. Ce lo dicono in faccia che considerano gli ebrei “oggettivamente” colpevoli degli atti del governo d’Israele.
E’ un paradigma ripetutamente utilizzato nella storia millenaria dell’odio antiebraico. Si crea ad arte un misfatto, in questo caso, ad esempio, la balla del “genocidio” palestinese. E poi, in un modo o nell’altro, si colpevolizzano gli ebrei. La colpa viene attribuita dal tribuno di turno che decide, sulla base di “chiare evidenze”, che gli ebrei sono responsabili o corresponsabili di qualche, ennesimo. misfatto.
Cosicché un cittadino italiano o francese o tedesco, che è liberissimo di non sapere assolutamente nulla d’Israele – in quanto ebreo -, diventa oggetto di una manifestazione che, il tribuno non può far finta d’ignorarlo, sarà condita con slogan di odio e magari con qualcosa di peggio.
E, con la stessa logica, i miei figli. che ebrei non sono ma portano un cognome notoriamente ebraico, potrebbero essere oggetto di attacchi, vessazioni o minacce in quanto c’è qualcuno che considera gli ebrei oggettivamente sodali con le politiche d’Israele.
Tutto questo non avviene nella Repubblica di Weimar o nella Russia zarista ma qui, oggi, davanti ai nostri occhi senza che la gente se ne curi più di tanto perché Israele è un catalizzatore di odio che giustifica ogni risentimento. E qualche tribuno che cavalchi il risentimento. la storia ce lo insegna, lo si trova sempre.
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Probabilmente si è ispirato alla democraticissima manifestazione del 25 giugno 1982 dei sindacati che portarono al tempio ebraico romano la bara nella quale poi sarebbe stato posto il successivo 9 ottobre 1982 un bambino di 2 anni, Stefano Gaj Tachè, ebreo e perciò danno collaterale.