Il dibattito delle idee
Di fronte a chi vuole fermare il Progresso, teniamo la luce accesa
Discordanza. Quel che pervadeva gli intellettuali europei era un sentimento di discordanza, uno iato tra ciò che essi ritenevano un Mondo giusto e ciò che era propugnato dall’establishment della Restaurazione, incarnato nella Santa Alleanza. Restaurare significa re-instaurare ordine sociale e valori antecedenti la Rivoluzione Francese: è


Discordanza.
Quel che pervadeva gli intellettuali europei era un sentimento di discordanza, uno iato tra ciò che essi ritenevano un Mondo giusto e ciò che era propugnato dall’establishment della Restaurazione, incarnato nella Santa Alleanza.
Restaurare significa re-instaurare ordine sociale e valori antecedenti la Rivoluzione Francese: è normale che chi ha sempre detenuto il potere continui a governare, imponendo i propri valori, come ha sempre fatto.
Siamo negli anni ‘20 del 1800 e le Grandi Potenze europee hanno stabilito che avrebbero usato ogni strumento a loro disposizione per negare gli ultimi 30 anni di Storia, con tutti i suoi mutamenti, le sue trasformazioni ed i suoi Ideali. Ideali, quelli della Rivoluzione, che permettevano la nascita di una Società nuova, in cui fosse possibile mettere in discussione lo status quo, creando una condizione che rispecchiasse la Società stessa. Non più uno statico ed immutabile Ancien Régime, bensì un nuovo ordine sociale in cui attori finora non considerati potessero veder riconosciuti luogo e voce.
Inghilterra, Austria, Russia e Prussia controllavano la gran parte delle terre e del commercio mondiale. E intendevano continuare a farlo. Denaro, potere, uomini e armi erano al servizio di queste Grandi Potenze, di questi Pochi Uomini.
Il tentativo di esprimere la propria identità come Stato, la libertà di “esistere” come Stato indipendente, veniva negata dal dispiegamento di un esercito congiunto, la Santa Alleanza, avente il solo scopo di impedire il cambiamento. Lo sanno bene i Polacchi che, sottomessi a tre corone (Austria, Prussia e Russia), rivendicando se stessi, hanno perso la vita.
Oggi, è l’espressione della propria identità individuale ad essere negata. Con l’insediamento di Donald Trump e dei Suoi, è nata una nuova Santa Alleanza. Anche questa, come la prima, si basa sul negare intere comunità di individui ed i loro diritti. Questa Santa Allenza, però, ha i tratti di una Oligarchia economica che vuole usare ogni mezzo per sopprimere i diritti della comunità LGBTQIA+, delle Donne, dei Migranti, degli indigenti che non possono permettersi cure sanitarie adeguate; vuole sopprimere l’impegno per la Salute Mondiale, l’impegno a contrastare gli effetti planetari della crisi climatica.
Esattamente come i Monarchi delle Grandi Potenze ottocentesche, si vuole negare ancora una volta un cambiamento sociale e politico già in atto, che muove verso un Mondo più complesso, che riconosce uno spazio architettonico, legale, economico, culturale ad attori che, pur da sempre esistiti, vengono avversati ed emarginati da un pensiero polarizzante e violento, altrettanto antico.
Questo pensiero vede la realtà a due colori, bianco o nero. Il bianco è la “normalità”, definita da – se non identificata in – gruppi di persone che favoriscono unicamente se stessi e che vedono nel diverso il destinatario di restrizioni, vessazioni, violenza: qualcosa da emarginare, da tenere lontano. Il nero è ogni tentativo di evoluzione verso una Collettività più complessa, integrata ed integrante, in cui ogni componente trova riconoscimento. Il nero è ogni tentativo di divenire una Collettività in cammino, eterogenea ma unita nell’affrontare problemi che riguardano tutti, dalla crisi climatica alla Salute degli Esseri Umani.
Appena due secoli fa lo status quo erano monarchi, eserciti, soldati addestrati ed equipaggiati con le armi più avanzate, commercianti asserviti al potere costituito; oggi è rappresentato da politici conservatori, imprenditori, CEOs di aziende potenti e tentacolari, che possiedono social media, satelliti, mezzi di comunicazione di massa, di trasporto e di produzione dell’energia.
Eppure, nonostante l’ingenza delle forze dispiegate, nonostante gli eserciti uniti, nonostante le maggiori risorse usate, l’indipendenza e l’autoaffermazione dei Popoli europei trionfò. Gli intellettuali, tutti coloro che credevano nei valori della Rivoluzione, si organizzarono. Vennero trovati modi per vincere il bavaglio imposto alla libertà di parola e di espressione. Riuniti e ritrovatisi in società segrete come la Carboneria, quelle idee resistettero: rimasero una luce accesa nella lunga notte della Restaurazione.
Poi, al momento opportuno, quando il buio stava esaurendo la sua spinta, quella luce si fece fiamma, e quella fiamma irrefrenabile incendio. Pontefici, sovrani assoluti ed antidemocratici furono scacciati, ed al loro posto sorsero nuove Nazioni, le prime Costituzioni, Mazzini e la Repubblica romana. E se anche alcune di queste, anni dopo, finirono, non bastò attendere molto per vederle trionfare ancora, a dimostrazione che la lotta contro il Cambiamento, contro l’eterno cammino del Progresso, è infine destinata alla sconfitta.
È molto probabile che anche noi attraverseremo un tempo caratterizzato da violenza, una violenza verso ciò che l’establishment vuole sancire come anormale, come nemico.
È necessario continuare a camminare verso il Progresso (quello Umano, non solo tecno-scientifico), nel tentativo di costruire un nuovo ordine sociale dinamico, in cui esiste spazio e voce per tutti i suoi attori; in cui tutti ci muoviamo verso il Bene della Collettività, che assume le caratteristiche di Pianeta.
È necessario avere fiducia, è necessario cooperare ancora di più unendo ingegno, studio e coraggio. È necessario muovere uniti verso un nuovo ordine sociale inclusivo, empatico, in cui Ambiente ed Esseri Umani possano vivere una simbiosi pacifica.
Fermare il Progresso, pensare che un establishment negazionistico e un approccio semplicistico siano la risposta alle spinte di cambiamento è un’azione fallimentare e anacronistica, già vista, già provata. Ma soprattutto, già fallita.
Con coraggio, tenacia e consapevolezza lavoriamo uniti, ognuno con le proprie risorse e mezzi, teniamo accesa la luce di questa nuova Società, questo nuovo modo di abitare il Pianeta, verso questo nuovo equilibrio in cui Ambiente e Uomo cooperano. Consapevoli che la sua realizzazione non è una questione di “se”, ma di “quando”. Consapevoli che il Cambiamento, il Progresso, vincerà ancora una volta, come ha sempre fatto.
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