USA
Donald Trump può essere destituito?
Molti cittadini, e molti lettori di InOltre, si chiedono se ci siano possibilità che Trump possa decadere, che possa essere destituito dal Congresso, o sostituito nel prossimo futuro. Le probabilità sono assai remote. Nonostante il terremoto politico che Trump sta scatenando a livello mondiale, e nonostante


Molti cittadini, e molti lettori di InOltre, si chiedono se ci siano possibilità che Trump possa decadere, che possa essere destituito dal Congresso, o sostituito nel prossimo futuro. Le probabilità sono assai remote.
Nonostante il terremoto politico che Trump sta scatenando a livello mondiale, e nonostante molti suoi sostenitori stiano iniziando a criticarlo pesantemente per le sue posizioni nei confronti del conflitto russo-ucraino, l’ipotesi più verosimile è che Trump resterà presidente per i prossimi tre anni e undici mesi. È bene quindi fare il punto su alcuni dettagli tecnici che ci possono aiutare a fare ordine a riguardo.
Essendo gli USA una repubblica presidenziale, il Presidente non può essere eletto se non dai cittadini americani. Inoltre, la Costituzione USA non prevede elezioni anticipate. Quindi, qualsiasi cosa accada a Washington, compreso l’impatto con un meteorite, le prossime elezioni presidenziali si svolgeranno il 7 novembre 2028, ed il nuovo presidente entrerà in carica il 20 gennaio 2029.
La maggioranza al congresso
Il partito Repubblicano ha al momento la maggioranza in entrambi i rami del congresso, 3 membri di vantaggio alla Camera e 3 membri al Senato. Diversi deputati e senatori repubblicani, negli ultimi giorni, hanno criticato le posizioni di Trump riguardo la questione ucraina. Questo non significa che Trump abbia “perso la maggioranza”. Inoltre, nel caso che alcuni membri repubblicani si schierino con i democratici per varare leggi o riforme al Congresso, questo non interferisce con i poteri del Presidente. Non esiste il “voto di fiducia” al governo, ed è piuttosto normale che un presidente di un partito governi nonostante il partito opposto controlli uno o entrambi i rami del Congresso.
Obama, ad esempio, governò solo per due anni con i democratici in maggioranza alla Camera e al Senato (2009-2011), quattro anni con la sola maggioranza al Senato (2011-2015), e due anni con entrambi i rami del congresso a maggioranza repubblicana (2015-2017). È chiaro che avere una camera di colore opposto rende più difficoltoso per il Presidente portare avanti riforme complesse o leggi importanti in linea con la propria visione, ma trattasi di una condizione piuttosto normale.
L’impeachment
Siamo nell’ambito della fantapolitica, ma fare qualche ipotesi surreale può essere utile. Qualora Trump facesse qualcosa di sensazionalmente grave, il congresso potrebbe mettere il Presidente sotto impeachment. L’impeachment è un processo molto complesso che prevede numerosi passaggi, e le due fasi cruciali sono il voto alla camera, dove è necessaria la maggioranza semplice, e quello al senato, dove sono richiesti i due terzi di voti favorevoli. Ciò significa che, per mettere Trump sotto impeachment, anche se alcuni repubblicani alla camera lo “tradissero”, ci sarebbe bisogno del voto di ben 20 senatori repubblicani (su un totale di 53), più 45 democratici e 2 indipendenti. Questo rende la riuscita dell’impeachment un’eventualità assai remota.
Inoltre, se anche un impeachment riuscisse, non si andrebbe ad elezioni, ed il vicepresidente subentrerebbe alla presidenza. Data la vicinanza di vedute tra Trump e Vance, ed un gabinetto molto fedele alla linea di Trump, è logico che un ipotetico impeachment in questo caso dovrebbe interessare sia il presidente che il vicepresidente. Se entrambi fossero destituiti, la presidenza andrebbe allo Speaker della Camera (cosa mai successa nella storia degli Stati Uniti). Se lo Speaker della Camera fosse incapacitato ad esercitare la funzione, la presidenza passerebbe al senatore con più anni di servizio, e così via per una lunga catena di successione.
Il popolo americano ed il 2° emendamento
Quando si formulano queste ipotesi non bisogna fare i conti senza l’oste. Gli Stati Uniti d’America sono nati con l’idea di essere uno spazio geografico dove ogni persona possa venire ad abitare per vivere in libertà. È da questo principio che deriva la “sacralità” del 2° emendamento della Costituzione: “Essendo necessaria una milizia ben regolata per la sicurezza di uno Stato libero, il diritto del popolo di tenere e portare armi non può essere violato”.
Le armi servono infatti al popolo per proteggersi dal proprio stesso Stato, nel caso questo minacci il diritto degli americani a vivere in libertà. È risaputo che uno degli zoccoli più duri del bacino elettorale di Trump siano proprio alcuni gruppi di destra molto armati, ben addestrati, di cui molti ex militari. È il mondo a cui fa riferimento Steve Bannon e una galassia di organizzazioni di estrema destra dove Trump è oggetto di un vero e proprio culto che va al di là della politica. Mettere sotto impeachment Trump significa, per un senatore repubblicano, diventare un traditore agli occhi di una parte della popolazione estremamente capace di fare la guerra e convinti che Trump sia il difensore della libertà degli americani contro l’oppressione voluta dalla sinistra. Se voi foste uno di quei senatori, votereste l’impeachment a cuor leggero?
Il sentimento dell’America profonda
Trump ha fatto propria la narrazione della difesa della democrazia, allacciandosi ad una narrazione molto sentita dall’ “America profonda”. Alla sua terza campagna elettorale tenne il primo comizio a Waco, in Texas. Fu proprio lì che, all’inizio degli anni ‘90, un’organizzazione semi-religiosa guidata da David Koresh formò una comunità dove presto vennero rilevati casi di pedofilia e poligamia. Quando la polizia intervenne per sgomberare lo stabile, i residenti, che avevano accumulato nei sotterranei un vero e proprio arsenale, diedero il via ad una resistenza armata che si tradusse in un assedio di 51 giorni, e che vide intere squadre di agenti federali, con tanto di carrarmati Abrams, impegnate in una vera e propria guerra. Questa vicenda, che finì in un incendio dove morirono 76 persone, è rimasta in un certo immaginario collettivo il simbolo del sopruso dello Stato contro i propri cittadini. Al suo comizio a Waco a Marzo 2023, in onore del trentesimo anniversario della strage, Trump disse: “Per coloro che sono stati offesi e traditi, io sono la vostra vendetta”.
E’ chiaro quindi che ci sono molti ostacoli sia tecnici che culturali legati al capitale politico personale di Trump che rendono una sua destituzione inverosimile, anche qualora le sue posizioni diventassero ancora più estreme.
Nonostante ciò, viviamo in un momento storico in cui la parola “impossibile” deve essere eliminata dal vocabolario.
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Infatti è più di quella: quello delineato nella costituzione americana è un mandato fiduciario.
Cio’ spiega i limiti molto ampi del presidente (che a sua volta sceglie il gabinetto inauditae alterae partes) e, a conferma, la circostanza che la parola “democrazia” vi non compare mai.
I pesi e contrappesi sono funzionali, ma sempre in funzione di controllo, e non è necessario il consenso troppo ampio richiesto dai meccanismi istituzionali italiani (il presidente del consiglio che non può far nulla, neanche rimuovere un ministro), dovuto alla scelta precisa dei costituenti.
Si chiami come si vuole la democrazia americana – anche monarchia a tempo – ma è un’altra cosa.
A Maurizio:
Il principio rappresentativo è comune a tutti gli ordinamenti di democrazia occidentale, diversi per sfumature ma con notevoli similitudini.
Quello affacciato da Maurizio pare un discorso già sentito, forse in termini distorti: La sovranità appartiene al popolo,
che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (vorrei sottolineare questa seconda parte art. 1 cost. italiana).
Se così non fosse non sarebbe una democrazia (imperfetta come tutte) ma un regime assembleare.
Chissà come mai la destra è sempre estrema mentre la sinistra – quella, per dire, che favorisce cliniche in cui si castrano i bambini e fa gareggiare e combattere gli uomini contro le donne e impone l’insegnamento del gender all’asilo eccetera eccetera – quella non capita neanche per sbaglio che sia estrema. E la democrazia, sì, dopo quattro anni di regno di Biden e dei suoi burattinai, ha effettivamente un gran bisogno di essere difesa e prima ancora ripristinata.
chiarissimo. Quello che qui in Europa chiamiamo fantapolitica, in USA è qualcosa di stellare. Per la verità non mi auguro nemmeno che Trump e soci facciano qualcosa di “stellare” per mettersi sulla via di un possibile impeachment, tipo terzo mandato o uso dell’esercito in piazza. Perchè prima dell’impeachment ci sarebbe la guerra civile, ed è stato molto ben illustrato cosa significherebbe.
Dove ha letto un divieto al terzo mandato ? Roosevelt ne ha fatti quattro. Obama tre con la finzione Biden
Ma che scrivete ? Trump gode di un consenso popolare enorme.
Dovrebbero essere destituiti i presidenti europei che restano abusivamente in carica dopo aver perso le elezioni, o non essendo mai stati eletti. Esempi molto vicini a voi.
L’articolista spiega con chiarezza quale è l’assetto del presidenzialismo USA, finalizzato alla stabilità.
In concreto ignoravo alcuni particolari, che, ora, ho compreso.
Rilevante che non esista istituto di elezioni anticipate.
All’articolista sfugge la impostazione della costituzione americana, che non è una concessione dello Stato ai cittadini, figurarsi se è finalizzata alla stabilità del sistema. Cioè ha capito le cose al contrario. la costituzione americana inizia con le parole “Noi, il popolo”, Ed è il popolo a stabilire i limiti del potere della politica, non il contrario.
Quella americana, infatti, l’unica costituzione liberale che io conosca; Il popolo ha votato Trump presidente, e qualunque isterismo del Deep State non sarà sufficiente a scalzarlo. La novità istituzionale e il ruolo eversivo di una parte della magistratura, ma anche in questo caso il popolo non consentirà colpi di mano. Invito tutti a leggere i primi documenti rilasciati sulla enorme montatura del 6 gennaio.