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Dopo la guerra fredda il mondo è ancora più diviso

Occidente

Dopo la guerra fredda il mondo è ancora più diviso

Si è parlato spesso della fine della guerra fredda come della fine del “mondo a blocchi”. È vero il contrario. La fine della guerra fredda ha prodotto una polarizzazione ideologica ancora più radicale. I limiti e gli errori del processo di globalizzazione e l’esaurimento della spinta

Filippo Piperno12/02/2024Aggiornato 12/02/20242 min lettura318 parole

Si è parlato spesso della fine della guerra fredda come della fine del “mondo a blocchi”. È vero il contrario. La fine della guerra fredda ha prodotto una polarizzazione ideologica ancora più radicale. I limiti e gli errori del processo di globalizzazione e l’esaurimento della spinta ideale del marxismo-leninismo, che ha rappresentato per quasi un secolo l’alternativa per tutti i critici del modello “occidentale”, hanno creato una crisi di valori identitari grande come una voragine. Non solo non è venuta meno la repulsione per la cosiddetta democrazia liberale con il suo corollario di libero mercato ma anzi si è accentuata. Orfana di un robusto contraltare ideologico, la critica ha trovato sfogo in uno schema altrimenti ideologico ma connotato più dall’odio che da una proposta alternativa. Chi sia il Nemico è sempre chiaro, chi siano gli amici lo è un po’ meno. Per cui sembra prevalere il teorema “i nemici del mio Nemico sono miei amici”. In questo modo ci ritrova a solidarizzare, anche se in modo non sempre esplicito, con tiranni sanguinari e tagliagole. Ma poco importa perché gli occhi e la mente sono sempre rivolti al grande Nemico: l’Occidente “amerikano”. Ecco che la polarizzazione si manifesta proprio in un confronto senza sbocchi tra valori inconciliabili. Ciò che per una parte rappresenta un valore, per l’altra esprime un disvalore. La dialettica tra valori inconciliabili è una finta dialettica perché non produrrà mai nessun progresso alla discussione, per quanto ci si sforzi. Questa “Ideologia del disvalore” porta molte persone a non essere più interessate a discernere tra dittature e democrazie, tra libertà ed oppressione, tra prevaricazione e diritto. Costoro non vedono né Democrazia né Libertà né Diritto in questo mondo. E qui, in tutta franchezza, la mia opinione è che sia un loro problema. Diventerebbe un problema nostro qualora le dittature dovessero vincere. Ma a quel punto non sarebbero più possibili né dialettica né confronto. E forse a qualcuno andrebbe bene così.

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2 pensieri su “Dopo la guerra fredda il mondo è ancora più diviso

  1. andreacavallinidec46bc029 dice:

    Purtroppo questa visione in bianco e nero non mi sembra essere esclusiva del mondo ex marxista. C’è ovviamente tutto il mondo bruno e rosso bruno, a cui afferiscono statalisti come gli ex marxisti e che con questi hanno affinità metodologiche. Quello che mi preoccupa di più è la radicalizzazione di un mondo (sempre meno) liberale come gli USA con il trumpismo. Un’ansia di semplificare, ridurre il mondo ad amici e nemici che non so spiegare.

    • Winston P. dice:

      Gli odiatori ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Però dobbiamo interrogarci anche sugli errori che il modello di sviluppo occidentale ha accumulato nell’ultimo ventennio. Il trumpismo è una malattia grave dell’America. Era dai tempi della guerra civile, passando forse per le battaglie per i diritti civili negli anni ’60 (che ne erano una coda lunga), che l’America non era così spaccata. Considero Trump un eversore ma è anche il segnale di un malessere che non può essere solo criminalizzato. Dovremmo riflettere meglio su certi fenomeni estremi.

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