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Il custode: il nuovo romanzo di Ammaniti tra mito, eredità famigliari e desiderio

Libri & Letteratura

Il custode: il nuovo romanzo di Ammaniti tra mito, eredità famigliari e desiderio

Niccolò Ammaniti torna con un romanzo breve e compatto, dove mito, desiderio e genealogia si intrecciano in una Sicilia chiusa e inquieta. Il custode mette al centro un ragazzo sospeso tra obbedienza e fuga, dentro una storia grottesca, simbolica e piena di non detti. Due ciclisti.

Diletta Cecchin01/04/2026Aggiornato 01/04/20264 min lettura860 parole

Niccolò Ammaniti torna con un romanzo breve e compatto, dove mito, desiderio e genealogia si intrecciano in una Sicilia chiusa e inquieta. Il custode mette al centro un ragazzo sospeso tra obbedienza e fuga, dentro una storia grottesca, simbolica e piena di non detti.


Due ciclisti. Un turista francese, che sogna di scalare le pendici dell’Etna e che ha la sfortuna di assistere a un omicidio mafioso. Nilo, un ragazzo di tredici anni, in sella a una bici elettrica, di quelle con le ruote enormi, che ha il compito di ritirare le pizze settimanali per tutta la famiglia. Così prende avvio il nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, intitolato Il custode, edito da Einaudi. Un ritorno alle origini per uno scrittore che ho sempre amato molto e che riappare in libreria con un piccolo romanzo denso di significati.

A Triscina, piccolo borgo del sud della Sicilia, a pochi chilometri dalla più nota Agrigento, vive la famiglia Vasciaveo, protagonista de Il custode. Il tredicenne Nilo, insieme alla mamma Agata e alla zia Rosi, abita in un seminterrato, arredato con colori accesi e mobili anni Settanta, dove la luce entra solo per poche ore al giorno. Ufficialmente la famiglia è titolare di una ditta che lavora e vende marmo, ma questa è solo una copertura.

In realtà i Vasciaveo, da generazioni, sono i custodi di un pericoloso segreto. Mistero che si trova occultato nel bagno del seminterrato. Nilo, proprio per questo, vive un’adolescenza appartata, senza amici né uscite in compagnia, pronto, quando sarà il momento, a raccogliere l’eredità famigliare. «Mamma mi aveva avvertito: scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno», spiega al lettore lo stesso Nilo, voce narrante dell’intero romanzo.

Questa quotidianità, fatta di giornate tutte uguali, si interrompe quando a Triscina compaiono Arianna e Saskia. La prima è una giovane donna, bella ma consumata dalla vita e alla deriva, che mantiene sé e la figlia Saskia grazie ai contenuti che pubblica su OnlyFans. Arianna e Saskia affittano un piccolo appartamento sulla spiaggia di proprietà della famiglia Vasciaveo. Così Nilo inizia a frequentarle, contro il volere della madre Agata. Sarà l’incontro con le due donne, e la scoperta dell’amore, ma soprattutto del desiderio sessuale, a spingere Nilo ad abbandonare il sacrificio a cui era destinato per nascita.

Il custode è un libro che ha echi lontani nella produzione letteraria di Ammaniti. Si tratta di un romanzo di formazione, in cui il protagonista adolescente è pronto per calarsi nella vita adulta e scoprire il mondo, ma viene come trattenuto dalla madre Agata, che lo lega a doppio filo al destino famigliare. Questo è il tema principale dell’opera, che ci porta a una serie di domande: quanto pesa su di noi la tradizione e la famiglia? Siamo veramente liberi dal nostro destino?

In diverse interviste, Ammaniti spiega che fin da quando era ragazzino amava il mito, e in particolare quelle figure della mitologia greca a metà strada tra esseri umani e animali. Non voglio svelarvi nulla, ma senza mitologia questo romanzo non esisterebbe. Agata, la madre di Nilo, parla con la creatura in bagno in greco antico…

Un libro pulp, grottesco, a tratti addirittura ironico: come non sorridere a questo gigantesco segreto che viene occultato in un bagno. Un luogo comune, casalingo, piccolo e asfittico. Del resto, questo autore ama le ambientazioni anguste: buchi, cantine… Perché solo in questi luoghi, che assomigliano a delle prigioni, i personaggi possono operare atti liberatori, fisici e metaforici. Solo così possono fuggire, da qualcosa, da qualcuno, oppure, come in questo caso, da un destino già scritto.

Un romanzo in cui la presenza femminile è totalizzante. Tranne Nilo, gli altri personaggi principali sono tutte donne. Una famiglia matriarcale, che si regge sull’austerità di Agata. Fa da contraltare a questa figura la zia Rosi, dolce, gentile, accomodante. E poi Arianna e Saskia, masticate dalla vita ma che trovano, a modo loro, una maniera di sopravvivere. Al centro si trova Nilo, travolto da tutta questa femminilità.

Il custode è un libro in cui i non detti sono tantissimi, poche pagine dense di significati, tutti da scoprire. Consiglio di leggerlo sia a chi ama Ammaniti, sia a chi non ha mai letto nulla di questo scrittore.


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