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Il pendolo del cancelliere Scholz

Occidente

Il pendolo del cancelliere Scholz

Non tutti gli equilibri sono sistemi statici, pensiamo alla rotazione terrestre, alla sua orbita, alle maree. Un equilibrio dinamico molto particolare che voglio approfondire in questa trattazione è il Pendolo, che in ogni oscillazione mantiene immutato il suo punto di riferimento. Ma non il Pendolo dei

Analiticamente05/03/2024Aggiornato 24/03/20245 min lettura916 parole

Non tutti gli equilibri sono sistemi statici, pensiamo alla rotazione terrestre, alla sua orbita, alle maree. Un equilibrio dinamico molto particolare che voglio approfondire in questa trattazione è il Pendolo, che in ogni oscillazione mantiene immutato il suo punto di riferimento.

Ma non il Pendolo dei fisici e dei letterati umanisti, ma il Pendolo dei tedeschi, il cancelliere Scholz.

Costui mantiene un riferimento preciso qualunque cosa accada intorno, qualunque scandalo possa venire a galla, qualunque sommovimento popolare si consolidi nel suo paese. Lui continua a oscillare fra un estremo all’altro, no Taurus all’Ukraina, si Leopard, no Taurus all’ukraina, si la nuova fabbrica di munizioni, no Taurus all’Ukraina, si ad un cumulo di miliardi all’Ukraina per il 2024. E via così nel suo moto perpetuo senza alcuna logica apparente.

Tic

Tac

Intorno al nostro pendolo avvengono cose “curiose”, come l’ultimo leak dei piani tedeschi per un eventuale guerra con la Russia con tanto di intervento in Crimea. Ora, tutte le nazioni occidentali hanno piani e simulazioni del genere, anche le più impensabili o improbabili, secondo la logica “vis pacem para bellum”; le simulazioni e gli studi dei scenari sono lavoro quotidiani di interi uffici degli stati maggiori e dell’intelligence di tutti i paesi da decenni, è una falsa notizia che di per sè non dovrebbe avere molto significato, ad esclusione di quello sensazionalistico di alcuni giornalisti. Ma la domanda che pone il sottoscritto, come sempre alla ricerca del non detto e di quello che striscia nell’oscurità è perchè qui, perchè ora. Everything is connected, la notizia vera non è la notizia in sè, ma l’esistenza della notizia stessa.

Tic

Tac

Non è il primo caso di questa narrazione oscillante del cancelliere e del suo paese. Inizio conflitto ricordo benissimo la narrazione volutamente enfatizzata sul basso apporto della Germania alla difesa Ukraina, come la lunga polemica sui Panzerfaust che si dicevano essere “fondi di magazzino” per salvare la faccia. Ma quei “fondi di magazzino” hanno contribuito come i più famosi Javelin a fermare le orde barbariche alle porte di Kyiv. Stessa sorte hanno avuto i primi Gepard, considerati anacronistici ed inutili nella guerra aerea moderna, eppure, anche loro, sono comparsi esattamente al momento giusto nello scenario per loro ideale.

Tic

Tac

E questi episodi, tutti fermamente imperniati su questo dualismo oscillante, si sovrappongono praticamente a tutte le forniture, i contributi, il materiale che dalla Germania è stato trasferito all’Ukraina, arrivando a sommare un valore fra i più alti in assoluto. Un copione che si ripete, parte da un estremo che è “ASSOLUTAMENTE NO” per transitare in un mediano “parliamone” e finire nell’altro estremo con la consegna di quanto era impossibile in precedenza. Con un abbondante sottofondo mediatico di segreti (di Pulcinella) trapelati, opposizioni, mal di pancia di partito, tuoni dell’opposizione, e chi più ne ha più ne metta. L’esatto contrario di quanto accade da noi, dove tutti d’accordo ma non parte (sembra) praticamente nulla dal dopo Draghi.

Tic

Tac

Cosa non capiamo?
Certo si può pensare che sia tutto un caso, siano coincidenze, sia solo un omino indeciso e schiacciato in un momento ed un periodo storico difficile con un retaggio decisionale del suo partito che ha contribuito in modo enorme proprio a porre le basi dell’attuale crisi, essendo stato uno dei principali motori di quella teoria del Soft Power che ha così miseramente fallito sia nella difesa della pace che anche solo nel miglioramento degli equilibri geopolitici.
Ma gli indecisi non sono così decisionisti a distanze di settimane su quanto in precedenza negavano.

Tic

Tac

Restando nella metafora degli equilibri, forse il nostro cancelliere ne vive anche un altro di sistema in equilibrio, quello del funambolo sulla corda. Un funambolo che deve camminare sul confine degli errori politici commessi, primo fra tutti l’eccessiva rigidità economica e burocratica che ha ingessato l’europa rallentandone la crescita e la spinta unificante, e le conseguenze che a pochissima distanza dal suo paese questi errori hanno portato, riportando i Barbari nel mondo civile. La situazione è più pesante di quanto si può immaginare se si allarga l’orizzonte da quello politico e militare a quello economico. Polonia, Croazia, Ukraina, erano aree che la Germania stava lentamente inserendo nella propria orbita industriale con stabilimenti produttivo, investimenti, strade, infrastrutture. La Russia era il partner energetico fondamentale, ed in pochi mesi viviamo il “tu quoque Brute fili mi”. In questa visione allargata la Germania non può permettersi assolutamente più di tanti altri paesi, fatta eccezione dell’Ukraina che sperimenta in prima persona gli errori delle illusioni occidentali, sopportare una vittoria russa.

Tic

Tac

Ma non può nemmeno semplicemente schierarsi, perchè comunque anche lui deve fare i conti con l’attuale WWIII ibrida in corso, la cui coscienza sull’esistenza è certo che l’abbia ben chiara. La Germania era uno dei soli tre paesi decenni fa ad avere una scuola di guerra “non militare”, tutti gli altri sono venuti dopo. Una eventuale presa di posizione netta potrebbe avere ripercussioni sul governo, svegliare il fuoco che cova sotto le ceneri alimentato della disinformazione e dei flussi di denaro che dall’Est si spostano nelle fogne dell’Ovest.

E quindi oscilla.

No armi, si armi, no Leopard, si Leopard, no Taurus …
Con un suono leggero quasi musicale di sottofondo per non disturbare nessuno.

Anche se … ad ascoltare bene, sembra quasi che questo sottofondo musicale sia parte di un’orchestra che sta accordando gli strumenti, e che la cacofonia apparente sia un preludio ad altro ponendo un’ultima domanda: se è un’orchestra, chi la dirige?

Oppure è solo uno sciocco indeciso.
Oppure un idiota.
Oppure un “Utile Idiota”.

Sarà una della risposte che temo apprenderemo solo a conflitto finito.

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