Europa
Il ReArm Europe, l’ipocrisia della destra e l’ignominia della sinistra
Visto che tutto ciò che è grave in Italia non riesce a essere serio e diventa tragico rimanendo grottesco – anche in questo l’Italia resta un Paese spiritualmente fascista: l’infamia è melodramma od operetta – destra e sinistra continuano a girare intorno all’elefante nella stanza del



Visto che tutto ciò che è grave in Italia non riesce a essere serio e diventa tragico rimanendo grottesco – anche in questo l’Italia resta un Paese spiritualmente fascista: l’infamia è melodramma od operetta – destra e sinistra continuano a girare intorno all’elefante nella stanza del “ReArm EU”, ribattezzato “Readiness?2030” (un altro grande successo italiano), pensando di dissolverlo, come d’abitudine, negli abracadabra retorici utili tutt’al più a galvanizzare le rispettive tifoserie.
Così la destra di governo si impunta su riserve patriottarde e social-populiste – mai schiavi di Macron, e pensiamo prima alla sanità e alle pensioni degli italiani, dicono Salvini e Giorgetti – e tenta di diluire l’impegno che Meloni la prossima settimana sottoscriverà all’Aja – arrivare al 5% del Pil – negoziando anticipatamente dilazioni e riservandosi di raggiungere l’obiettivo con gli stessi artifici contabili utilizzati per arrivare al 2% nel 2025, cioè senza aggiungere un euro a quanto previsto a fine 2024, ma riclassificando a fini Nato una serie di uscite, dalle pensioni dei carabinieri al servizio della Guardia costiera, relative a un personale che porta o ha portato una divisa.
Con lo stesso criterio, non è escluso che si voglia avvicinare l’obiettivo del 5% imputando alla difesa nazionale le spese per i forestali, i corpi per la polizia municipale degli oltre ottomila comuni italiani, i vigilanti privati di banche, negozi e supermercati e gli steward impiegati per mantenere l’ordine negli eventi musicali e sportivi. Da Rambo a Vito Catozzo.
Intanto Crosetto continua a ripetere che le capacità operative del sistema di difesa italiano non sono adeguate alle potenziali necessità, cioè a fronteggiare un’aggressione bellica nemica, ma lo dice come se il Ministro competente fosse qualcun altro, non il titolare di un dicastero che dopo avere sostenuto per due anni che l’Italia non poteva aumentare le spese della difesa per colpa delle regole europee, ora che le regole europee sono cambiate si ritrova Ministro di un Governo che al cambio delle regole europee si dichiara disinteressato (come sull’extra deficit autorizzato) o risolutamente contrario (come sulla possibilità di fare debito comune).
Questo spettacolo inverecondo però impallidisce fino ad assumere un simulacro di rispettabilità se paragonato a quello della sinistra campolarghista, divisa tra la parte – un pezzo del PD – che è contro perché il ReArm EU è troppo nazionalista e non abbastanza europeista e l’altra e maggioritaria parte – tutti gli altri – che pensa che il Rearm Eu essendo “armista” e non “disarmista” vada rigettato in toto. Putin battezza qui e lì in giro per l’est europeo i suoi prossimi Sudeti, promettendo di fare di tutto carne di porco, come in Ucraina, è la loro risposta è: accomodati e dialoghiamo.
Questi ultimi ieri hanno inscenato una manifestazione che non sfigurerà nella lunga galleria, iniziata alla fine degli anni ’40, di sceneggiate pacifiste e anti-imperialiste. L’unica differenza è che allora i Partigiani della Pace contro la Nato erano manovrati direttamente da Mosca, attraverso dirigenti fidati del PCI, mentre le manifestazioni di oggi sono in larga misura spontanee, cioè non organizzate dagli agenti di Mosca in servizio permanente effettivo nella politica e nell’informazione – ve ne sono, ma campano in tv, in Parlamento, nella burocrazia universitaria e ministeriale, nel sistema mediatico e nell’industria culturale: non nelle piazze – bensì da brava gente (sempre brava gente, gli italiani) sinceramente convinta che il mondo sia in pericolo per le proterve ingerenze “occidentaliste” nell’ordine politico internazionale e neppure consapevole che pure il vecchio Occidente non c’è più, dacché i gemelli diversi della Casa Bianca e del Cremlino, con una scientifica divisione del lavoro, hanno iniziato a disgregarlo dall’interno e dall’esterno, in una alleanza neppure dissimulata, ma rivendicata in reiterate dichiarazioni di affetto e di rispetto. Trump condanna l’esclusione di Putin dal G8, ma l’obiettivo ideale è il G2.
Ieri vedere sfilare i pacifisti naturaliter ambientalisti contro il riarmo europeo, ma per il diritto umano degli iraniani all’arricchimento dell’uranio – per usi civili, eh, come dice Putin – e contro i bombardamenti israeliani del programma nucleare di Teheran è stato bellissimo. Un altro mondo è davvero possibile. Vedere un’ampia compagine green più preoccupata del nuclearismo energetico di Pichetto e di Calenda che di quello militare di Khamenei e della guardia scelta pasdaran della Repubblica islamica è stata un’altra pagina, umiliante, ma spettacolare, dell’album di famiglia della sinistra italiana. Tutti figli di Pietro Secchia, ma più stupidi di lui.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Condividi







“Tutti figli, a sinistra, di Pietro Secchia, ma piu’ stupidì di lui “: una pennellata magnifica