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Immigrati alloggiati negli hotel. L’eredità tossica dei Tories e la patata bollente di Starmer

Regno Unito

Immigrati alloggiati negli hotel. L’eredità tossica dei Tories e la patata bollente di Starmer

Come nei disordini del luglio 2024, quando migliaia di persone assaltarono gli hotel che ospitavano gli immigrati in attesa dell'esame per la richiesta di asilo, anche quest’estate è bastata una scintilla per far esplodere le proteste. Le manifestazioni sono iniziate davanti al Bell Hotel di Epping,

Alessandra Libutti28/08/2025Aggiornato 27/08/20254 min lettura682 parole
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Come nei disordini del luglio 2024, quando migliaia di persone assaltarono gli hotel che ospitavano gli immigrati in attesa dell’esame per la richiesta di asilo, anche quest’estate è bastata una scintilla per far esplodere le proteste. Le manifestazioni sono iniziate davanti al Bell Hotel di Epping, in Essex, dopo l’incriminazione di un immigrato etiope per molestie sessuali su una minorenne. Pur senza raggiungere i livelli di violenza visti un anno fa, non mancano glii scontri con la polizia.

Nel frattempo, un tribunale ha bloccato l’uso del Bell Hotel per ospitare i richiedenti asilo. Ad appellarsi alla Corte era stato il Consiglio del Distretto di Epping Forest, che aveva sostenuto che l’uso improprio della struttura metteva a rischio la sicurezza della comunità. 

Quella di ospitare i richidenti asilo negli alberghi è una pratica controversa e costosa che il governo laburista ha ereditato dalle scelte dei precedenti governi conservatori. Una patata bollente di non facile soluzione.

Fino al 2020 gli alberghi venivano utilizzati solo per poche settimane, ma durante la pandemia, l’allora Ministra degli Interni Priti Patel trasferì lì i richiedenti asilo per rispettare le norme sul distanziamento sociale. A questo si aggiunse un aumento esponeziale degli ingressi illegali, mentre le procedure per esaminare le domande rallentavano, creando arretrati. Questo portò a un ricorso sistematico agli hotel, ad un costo di circa 6 milioni di sterline al giorno. 

Al contrario di quanto accade in altri Paesi europei, in Uk non esistono Cpr. Per scelta politica, i conservatori hanno smantellato il sistema di accoglienza precedente, puntando sulla deportazione in Paesi terzi, come il Ruanda. Il risultato è un sistema paralizzato: migliaia di richieste d’asilo arretrate, mancanza di infrastrutture e ricorso agli hotel. Una gestione caotica che ha lasciato il Paese in un’eterno stato di emergenza.

Ed è la stessa strada che ancora una volta propone Nigel Farage che – cavalcando le proteste – esorta la popolazione a scendere in strada e annuncia il piano “Operazione Restoring Justice” che prevede che i richiedenti asilo vengano arrestati all’arrivo, trattenuti in basi militari dismesse e rimpatriati entro trenta giorni con cinque voli al giorno. Il progetto, che costerebbe oltre 9 miliardi di sterline è accompagnato dalla proposta di fare uscire l’Uk dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per renderlo attuabile. In realtà, come già nella retorica dei Conservatori, soprattutto durante il coverno di Boris Johnson, l’immigrazione appare qui usata strumentalmente: più che un piano per gestire i flussi, si tratta di un dispositivo politico per giustificare la rottura con i vincoli internazionali, deregolamentare e ridefinire al ribasso il sistema dei diritti umani nel Regno Unito. Infatti, il progetto Ruanda, in risposta al caos immigrazione, che  i Tories stessi avevano creato, era stata la bandiera sventolata per sostenere proprio l’uscita del Regno Unito dalla Cedu.

Il Primo Ministro Keir Starmer ha promesso di porre fine all’uso degli hotel entro il 2029, puntando su una serie di misure: velocizzare le procedure di esame delle domande, smantellare le gang che gestiscono gli sbarchi e rafforzare la cooperazione con la Francia. Al tempo stesso, Londra valuta intese con alcuni Paesi dei Balcani, ritenuti “sicuri”, ma la strada di una soluzione “legale” che non comporti l’uscita del l’Uk dalla Cedu è lunga. Nel frattempo Farage propone soluzioni facili, immediate e appetibili alle masse che non vedono il costo reale. Perché una volta, abbattuti i vincoli sui diritti umani, le ripercussioni non ricadono solo sugli immigrati ma su tutti.


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2 pensieri su “Immigrati alloggiati negli hotel. L’eredità tossica dei Tories e la patata bollente di Starmer

  1. Roberto Natali dice:

    Perchè continuare ad usare il termine deportazione (in inglese deportation) per evocare la Shoah, intenzionalmente secondo me, al fine di demonizzare coloro che si oppongono ad un’immigrazione sconsiderata e che, giustamente, pretendono che chi non ha diritto di asilo – la stragrande maggioranza – venga rimpatriato (questo é il verbo corretto) nel proprio Paese?

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