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La guerra silenziosa dell’Iran in Occidente

Iran

La guerra silenziosa dell’Iran in Occidente

Il paradosso dei servizi segreti nella lotta al terrorismo sta nel fatto che il successo dell’Intelligence è, per definizione, invisibile: neutralizza reti terroristiche e agenti stranieri prima che il pericolo diventi evidente, lasciando l’opinione pubblica con l’impressione di vivere in sicurezza.  Questa invisibilità, però, produce spesso

Alessandra Libutti30/08/2025Aggiornato 30/08/20253 min lettura640 parole
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Il paradosso dei servizi segreti nella lotta al terrorismo sta nel fatto che il successo dell’Intelligence è, per definizione, invisibile: neutralizza reti terroristiche e agenti stranieri prima che il pericolo diventi evidente, lasciando l’opinione pubblica con l’impressione di vivere in sicurezza. 

Questa invisibilità, però, produce spesso una cecità collettiva che porta, soprattutto sotto spinte ideologiche anti-occidentali, a difendere regimi come quello russo o iraniano, come se la cosa non ci riguardasse. I primi vengono addirittura presentati come “amici” su manifesti pubblici, ignorando decenni di assassinii, infiltrazioni, corruzione e complotti condotti dai servizi di Mosca, anche nel nostro Paese; i secondi come “povere vittime”, senza considerare il ricorso sistematico alle milizie proxy, la destabilizzazione del Medio Oriente, il lavoro per dotarsi di un arsenale nucleare e le azioni terroristiche condotte o ispirate in numerosi Paesi occidentali, dagli Usa all’Australia, passando per l’Europa.

Alcuni giorni fa l’ambasciatore dell’Iran in Australia, Ahmad Sadeghi, è stato espulso dopo che il governo australiano ha accusato Teheran di aver orchestrato due attacchi antisemiti nel 2024: uno contro un ristorante kosher a Sydney e l’altro contro una sinagoga a Melbourne. Il premier Anthony Albanese ha definito le operazioni “atti di ostilità pericolosi”. Canberra ha inoltre sospeso le attività della propria ambasciata a Teheran e annunciato l’intenzione di inserire i Pasdaran (Irgc) nella lista delle organizzazioni terroristiche. È la prima espulsione di un ambasciatore in Australia dalla Seconda Guerra Mondiale.

Ma non è il solo incidente di terrorismo imputabile all’Iran. Negli ultimi anni, numerosi attacchi e complotti in diversi Paesi sono stati attribuiti alla Repubblica Islamica, che spesso si affida a organizzazioni criminali locali per eseguire operazioni all’estero. 

Tra il 2022 e il 2025, nel Regno Unito, le autorità hanno contrastato circa venti complotti iraniani contro dissidenti, tra questi anche un piano per assassinare due giornalisti del quotidiano Iran International.

In Germania, Francia agenti iraniani hanno utilizzato trafficanti di droga europei con base in Iran per assumere criminali continentali per sorvegliare ed eliminare membri delle comunità ebraiche e israeliane. In un caso, un criminale francese ha confessato di essere stato pagato 1000 euro per fotografare la casa di un bersaglio a Monaco.

Organizzazioni criminali come Foxtrot, Hell’s Angels e Rumba sono state impiegate da Teheran per attacchi contro obiettivi ebraici e israeliani in Svezia, Belgio e Germania. Ad esempio, in Svezia nel 2024 un ordigno inesploso è stato trovato vicino all’ambasciata israeliana a Stoccolma, legato al gruppo Foxtrot dietro direttive iraniane. Anche un minorenne collegato a Rumba è stato arrestato per un attentato simulato vicino all’ambasciata israeliana. In Belgio, un operatore Foxtrot ha lanciato granate ad aria compressa contro l’ambasciata israeliana a Bruxelles.

Nel 2021, in Germania, il capo degli Hell’s Angels, il tedesco-iraniano Ramin Yektaparast, è stato coinvolto nell’organizzazione di attentati contro sinagoghe a Bochum e Essen.

Infine, nel 2022 a New York, Khalid Mehdiyev, fu arrestato davanti a casa della giornalista iraniano-americana Masih Alinejad, armato di un fucile d’assalto AK-47. Successivamente, altri due uomini, Rafat Amirov e Polad Omarov, furono catturati, con l’accusa di aver pianificato per conto di Teheran l’omicidio di Alinejad. I due, legati a un’organizzazione criminale dell’Europa orientale, avrebbero ricevuto dagli agenti iraniani 30 mila dollari per portare a termine l’attacco. 


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3 pensieri su “La guerra silenziosa dell’Iran in Occidente

  1. Disma Lamon dice:

    Premessa N.1 : I governi occidentali hanno, con ogni evidenza, fatto e stanno facendo più o meno lo stesso. Almeno quelli che hanno dei servizi dotati di risorse adeguate. Premessa 2. queste attività sono agli occhi di molti osservatori talmente irrilevanti da un punto di vista politico o militare da far dubitare che vengano davvero spese risorse per raggiungere obiettivi di questa caratura. Le relazioni con gli Stati, tutti, debbono riflettere obiettivi di lungo periodo di stabilità e mutua convenienza. La pretesa occidentale di mantenere una lista di “stati canaglia” dove essi stessi no figurano mai è francamente insopportabile.

  2. Roberto Mazzotti dice:

    Complimenti per questo articolo che mette in evidenza un problema reale. Le persone stanno perdendo la propensione ad approfondire/capire quello che avviene e si lascia trasportare dagli slogan che, spesso, sono enfatizzati al fine di evitare che tu pensi/ragioni.

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