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La Somalia e l’ombra dei ribelli, le reazioni all’accordo tra Somaliland ed Etiopia

Africa

La Somalia e l’ombra dei ribelli, le reazioni all’accordo tra Somaliland ed Etiopia

di Guido Gargiulo e Michele Maresca Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter Con una mossa inattesa, per tempi e contesto in cui si inserisce, il Ministro degli Esteri somalilandese Essa Kayd ha comunicato ai diplomatici stranieri presenti ad Hargeisa che il Mou con l’Etiopia

Guido Gargiulo21/09/2024Aggiornato 21/09/20243 min lettura527 parole

di Guido Gargiulo e Michele Maresca

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Con una mossa inattesa, per tempi e contesto in cui si inserisce, il Ministro degli Esteri somalilandese Essa Kayd ha comunicato ai diplomatici stranieri presenti ad Hargeisa che il Mou con l’Etiopia è stato completato e che ora manca soltanto da stipulare l’accordo finale. La mossa può definirsi inattesa perché effettuata in un momento nel quale non erano più emerse notizie circa lo stato delle trattative tra le parti in vista di una conclusione del MoU. In aggiunta rispetto a ciò, sappiamo anche che l’Etiopia è impegnata in un difficile terzo round di negoziati con la Somalia, mediati dalla Turchia, in vista di una risoluzione dei contrasti reciproci. Proprio in tal senso, alle parole di Kayd può essere associato il rinvio del nuovo round di discussioni tra Mogadiscio e Addis Abeba. Un dilatarsi nel tempo che si spiega con la crescente tensione tra le due nazioni, acuita da due fattori: una crescente sfiducia e una percezione reciproca di minaccia, alimentata dagli sviluppi recenti nel contesto del Corno d’Africa.

Il Somaliland, che da anni rivendica la propria indipendenza dalla Somalia, ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo nel panorama regionale, intessendo rapporti con diversi attori internazionali. L’accordo con l’Etiopia rappresenta un passo significativo in questa direzione, sebbene la reazione della Somalia sia stata immediata. Il governo somalo ha dichiarato che qualsiasi tentativo da parte dell’Etiopia di implementare il MoU sarebbe considerato una minaccia diretta alla propria sovranità. Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri somalo hanno sottolineato la possibilità di stabilire contatti con i ribelli etiopi, un’opzione che rimane aperta, qualora l’accordo con il Somaliland procedesse.

La risposta dell’Etiopia non si è fatta attendere, con critiche che hanno accusato la Somalia di agire in modo controproducente, minacciando i progressi di stabilizzazione della regione. Questa reazione riflette una complessità geopolitica in cui gli interessi nazionali si intrecciano con le dinamiche di potere regionali, rendendo il contesto fragile e soggetto a improvvise escalation.

Nel frattempo, gli Stati Uniti e altri attori internazionali hanno invitato Etiopia e Somalia a cercare una via diplomatica, evidenziando la necessità di collaborazione nella lotta contro il terrorismo, in particolare contro al-Shabab. La stabilità della regione, secondo Washington, dipende dalla capacità dei due Paesi di cooperare. Tuttavia, la questione dell’indipendenza del Somaliland rimane un tema divisivo che continua a generare tensioni.

Infine, un dettaglio non da poco, il tweet di Nebiyu Tedla, vice rappresentante permanente dell’Etiopia presso l’Unione Africana, che criticava aspramente Ahmed Moalim Fiqi, il ministro per gli affari esteri della Somalia, è stato poi eliminato, probabilmente nel tentativo di evitare ulteriori complicazioni diplomatiche. Tuttavia, le parole pronunciate continuano a riecheggiare, sottolineando la precarietà di una situazione in cui ogni mossa può alterare drasticamente gli equilibri della regione.


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